CAFFE' CON BOSCO - Riccardo Cucchi: "Juve fortissima. Da Sarri ci si aspettava il bel gioco, ma c'è limite interpretativo. La mia Lazio è andata al di là del pronostico. L'Inter ha limiti. La partita del secolo e il destino che cambia 6 volte"

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
01.07.2020 00:30 di Andrea Bosco   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
CAFFE' CON BOSCO - Riccardo Cucchi: "Juve fortissima. Da Sarri ci si aspettava il bel gioco, ma c'è limite interpretativo. La mia Lazio è andata al di là del pronostico. L'Inter ha limiti. La partita del secolo e il destino che cambia 6 volte"

Dici “partita del secolo” e non serve aggiungere altro. In tutto il mondo sanno che stai parlando di Italia- Germania 4-3. La gara a Mexico City nel 1970 che portò la Nazionale di Valcareggi alla finale contro il Brasile dei cinque numeri “10“ vincitore (con grande merito) di quella edizione della Coppa Rimet. E' un fiorire di libri – ricordo, in queste settimane, di quella indimenticabile notte. Tutti costellati di ricordi personalissimi. Io la vidi a casa mia al Lido di Venezia, assieme ad un gruppo di amici. Una notte che ci consegnò ebbri e felici fino all'alba del giorno dopo. Rammento che al momento del gol di Rivera mi cadde di mano il bicchiere di birra che stavo sorseggiando e dissi ad alta voce: “Caz: adesso chi lo toglie contro il Brasile?“. Nessuno sa come veramente siano andate, successivamente, le cose. Mazzola smentì di aver voluto la “testa” di Rivera. Lo stesso Rivera chiarì che la sua esclusione non era da addebitare al “Baffo“.  Fatto sta che Rivera, sbeffeggiato con quei “sei minuti“ finali a risultato ampiamente compromesso (ma pare che Valcareggi non si fosse reso conto che la partita era ormai ai saluti) contro Pelè non giocò. 

“La partita del secolo“  (Piemme) è un bel racconto di Riccardo Cucchi, a lungo una delle voci di “Tutto il calcio minuto per minuto“. I suoi ricordi di ragazzo non ancora maggiorenne che vide quella gara assieme al padre sognando di poter fare un giorno ( come sarebbe accaduto) il mestiere di Nando Martellini e di  Enrico Ameri.

“Martellini la raccontò in modo moderno. C'era stata la giubilazione di Carosio accusato di razzismo dall'ambasciata d'Etiopia a Roma per un commento nei confronti di un guardalinee di quel paese in un precedente match dell'Italia. Carosio era incolpevole, ma gli allora vertici della Rai pensarono fosse opportuno toglierlo dalle gare della Nazionale. Italia- Germania all'Azteca toccò a Martellini. Che fece un capolavoro di innovazione:  la sua telecronaca rispecchiava lo stato d'animo dei tifosi incollati in Italia al televisore. Carosio era stato un pioniere : tutti abbiamo, imparato da lui. Martellini ebbe il merito di far cambiare marcia alla telecronaca“

Mazzola e Rivera: farli convivere nel 1970 risultò impossibile...

“Non farli giocare assieme fu una scelta sciagurata considerato che con Riva erano i giocatori più tecnici di quella Nazionale. Ma il calcio di allora era così. E Rivera, nel calcio difensivista che praticava l'Italia, era fuori posto. Aveva una qualità incredibile. Solo era nato troppo presto. Il suo era un calcio che avremmo visto dieci, venti anni dopo. La Nazionale al rientro fu assurdamente  fischiata. Valcareggi aveva raccolto un'Italia reduce della fallimentare avventura ai Mondiali in Inghilterra nel 66' e l'aveva portata nel 68' a vincere l'Europeo a Roma. E fu dimenticato troppo in fretta quel match con la Germania“ .

Qualche giocatore contro i brasiliani non stava in piedi stremato dalla fatica delle precedente gara finita ai supplementari: Valcareggi avrebbe dovuto operare (oltre a Rivera che aveva giocato meno minuti contro i tedeschi) qualche cambio?

“Difficile dirlo oggi. La verità è che quel Brasile era fortissimo, forse il più forte di tutti i tempi, credo imbattibile“

Italia – Germania non piacque a Gianni Brera

“Lui era un difensivista. Ma amava l'Inter di Herrera, il Milan di Rocco che difendevano e andavano in contropiede. L'Italia contro Beckenbauer si era a lungo solo difesa, in balia dei tedeschi. A Brera questo non poteva piacere“ .

Quella partita è rimasta nella testa di tutti: italiani e non italiani...

“Perché per sei volte di fila, il destino di quella gara fu cambiato. Nel segno della imprevedibilità del calcio. Che ha il suo fascino in questo. La possibilità di vedere mutato un evento all'ultimo secondo“.

Veniamo all'attualità: che calcio è questo post pandemia?

“E' un calcio più prudente. Ma egualmente intelligente. Rimane il calcio, un paradigma della vita. Manca il pubblico che retoricamente definiamo il “ dodicesimo “ uomo in campo. E dal quale il calcio non può prescindere.

Da tifoso della Lazio, pensi possa fare il colpaccio in campionato?

“L'ho sperato. Ora ho qualche dubbio. La Lazio finora è andata al di là del pronostico. Mancano, tuttavia, ancora tante partite: chissà...”

L'Inter sta deludendo?

“L'Inter ha limiti tecnici. E da Conte si pretende - a mio parere - troppo. Ma la proprietà è ambiziosa. E stanno lavorando per poter competere contro la Juventus“.

Juventus dove Sarri è primo, ma ha fallito due finali e dove il gioco latita.

“Io reputo la Juventus, fortissima. Da Sarri ci si aspettava con le vittorie anche il bel gioco. Credo ci sia un limite interpretativo da parte della critica nei confronti delle idee di gioco di Sarri. Certo il tiki-taka al quale in qualche modo Sarri si ispira sembra ormai superato. Le squadre che giocano meglio Liverpool, Atalanta e Lazio in Italia difendono spesso a uomo e vanno in verticale. Sotto questo profilo il guardiolismo è invecchiato. A Sarri però. va concesso tempo. Anche se alla Juventus il tempo, storicamente, scarseggia“ .

Nel 2022 le ragazze potrebbero ottenere il professionismo

“Mi vanto quando ero responsabile dello sport di Radio Uno di aver aperto una finestra sul calcio femminile a “Tutto il calcio minuto per minuto“ . E' una questione di organizzazione e di investimenti. Se ci saranno  il calcio femminile in Italia potrà decollare definitivamente “ .

Conosci questo Arthur che ha preso la Juventus ?

“Bel giocatore. C'è bisogno di gente così. Ronaldo ha fatto del bene al calcio italiano. Io sono innamorato di Eriksen. Giocatori del genere possono rinverdire i fasti di quando il nostro campionato con i Platini, i Falcao, i Maradona, i Van Basten, era il migliore del mondo“. 

Ti manca il campo dopo che sei andato in pensione ?

 “Non più di tanto . Sono stato un privilegiato. Ho fatto il mestiere che sognavo di fare . E ho lavorato con Ameri, Bortoluzzi, Ciotti, Provenzali : i migliori. Leggende della radio“.