DA ZERO A DIECI - ZERO A CHI VUOLE CREDERE ALLE FAVOLE, DIECI A QUEL NUMERO 47 IN STILE CR7!

07.04.2019 19:42 di Massimo Pavan Twitter:    Vedi letture
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DA ZERO A DIECI - ZERO A CHI VUOLE CREDERE ALLE FAVOLE, DIECI A QUEL NUMERO 47 IN STILE CR7!

Una gara che non era necessario vincere, ma alla fine un successo meritato con la fortuna di aver avuto qualche episodio favorevole ma anche la bravura di averci creduto contro chi si giocava tutto e ha messo in campo anche quella forza e cattiveria che poteva intimorire, infatti Emre Can ci ha rimesso una  caviglia in un paio di scontri. 

ZERO - a chi ci vuole far credere che la gara sia stata decisa dall’arbitro, il Milan era passato comunque in vantaggio, poi si è fatto recuperare ed ha commesso errori difensivi finali da matita rossa.

UNO - come i gol di Kean e Piatek, uno a testa, media incredibili per questi due attaccanti che stanno facendo benissimo, Piatek impressiona per come vede sempre la porta, Kean per come si smarca.

DUE - a Fabbri ed al suo team. Il rigore per fallo di Alex Sandro si poteva dare perché in stagione ne hanno dati tanti così, un errore, come non espellere Musacchio, su Mandzukic bisogna vedere la dinamica, non siamo certi che Romagnoli non lo abbia colpito per primo, se così non fosse il rigore andava dato.

TRE - a Musacchio, errore imperdonabile su Dybala e Espulsione per doppio giallo che meritava, il peggiore in campo. 

QUATTRO - a Bentancur per l’errore sul primo gol. Sembra avere le batterie un po’ scariche, non si vede quasi mai neanche in inserimenti, una delle sue peggiori partite.    

CINQUE - al nervosismo di Mandzukic, gioca una buona partita ma non capiamo il suo nervosismo, forse perché non segna da un po’. In una gara in cui non ce n’era bisogno rischia di farsi espellere. Cinque pure ad Alex Sandro, non è la prima volte che in area non tiene le braccia nel modo corretto, deve controllarsi, in Champions certi episodi potrebbero essere letali.

SEI - alla difesa, concede qualcosa di troppo, ma tiene bene sulle palle da fermo, non precisissimi Rugani e De Sciglio che si perdono un paio di volte Piatek e Borini.

SETTE - a Dybala e Bernardeschi, per motivi diversi meritano un elogio, Dybala non si vede moltissimo ma è decisivo nel procurare e trasformare il rigore, Bernardeschi anima il finale con le sue azioni, unica pecca tira sempre troppo di potenza, deve ritrovare la precisione nella conclusione, ma ha una grande freschezza. 

OTTO - alla voglia della Juventus di non mollare mai, contava poco o nulla, lo scudetto non è ancora vinto ma la concentrazione è tutta per Amsterdam, ma la Juventus ha fatto una grande partita.

NOVE - a Pjanic che entra in campo e cambia la Juve, passaggio totalmente illuminante per un’azione che dimostra tutta la sua intelligenza tattica ed abilità tecnica, con lui la Vecchia Signora è diversa.   

DIECI - come le reti di Kean in serie A, come la voglia di non fermarsi mai e di migliorare, come la bravura nello smarcarsi ed un dieci alla sua media gol, una rete ogni 47 minuti, il migliore in Europa tra i calciatori con almeno due reti all’attivo. Numeri top, alla CR7.

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