Gli eroi in bianconero: Hasan SALIHAMIDŽIĆ

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
 di Stefano Bedeschi  articolo letto 2351 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Gli eroi in bianconero: Hasan SALIHAMIDŽIĆ

Nasce a Jablanica in Bosnia-Erzegovina il primo giorno dell’anno 1977. Soprannominato Brazzo (che significa fratello) è un giocatore ambidestro molto duttile e versatile, tanto è vero che è in grado di ricoprire praticamente quasi tutti i ruoli di movimento. Arriva a Torino nell’estate del 2007, dopo aver vinto, con il Bayern Monaco, sei campionati tedeschi, quattro edizioni della Coppa di Germania, una Champions League (con un’altra finale persa) e una Coppa Intercontinentale. L’esordio con la maglia bianconera in Serie A avviene il 25 agosto 2007 nella gara contro il Livorno (5-1) mentre, un mese dopo, realizza il suo primo goal, il 26 settembre contro la Reggina. Termina la prima stagione bianconera con ventisei presenze e quattro goal, tra cui spicca la doppietta decisiva nella partita del 12 aprile 2008 contro il Milan, vinta 3-2.
«Il signor duttilità adesso è tra i nemici pubblici del Milan: emerge da un primo tempo abbastanza anonimo per ribadire in rete la palla deviata da Trézéguet. Sbuca nell’area del Milan, sguarnita dall’uomo in meno, per la zuccata decisiva. Brazzo di ferro», è il commento del “Corriere della Sera”.
Grazie alla sua innata simpatia e al suo modo di giocare senza risparmiarsi mai, Brazzo diventa l’idolo della tifoseria juventina ed è molto apprezzato anche dai propri compagni di squadra. Il Mister Ranieri, poi, stravede per lui essendo in grado di ricoprire più ruoli. «Uno che sa far tutto, il tipo di giocatore che qualsiasi allenatore vorrebbe avere», afferma il trainer bianconero.
La stagione successiva, purtroppo, non è certo esaltante, a causa di un problema al menisco mediale del ginocchio destro. Segna il suo primo e unico goal stagionale il 14 marzo 2009, nella partita casalinga di campionato vinta 4-1 contro il Bologna, in cui regala anche due assist per la doppietta di Del Piero. Alla fine, totalizza solamente quindici presenze.
Gioca la prima partita della stagione 2009-10 contro il Chievo (1-0) ma nella stessa gara si infortuna ed è costretto a stare fuori dai campi di gioco per ben tre mesi. Torna nella gara casalinga persa contro il Catania (1-2), in cui segna anche il goal del momentaneo pareggio e si ripete la giornata dopo al Tardini contro il Parma (2-1 per la Juventus) segnando il goal dell’iniziale 1-0. Diciannove presenze e due goal sono il suo score finale.
Non rientrando più nei piani della società, in seguito alla mancata cessione nel calciomercato dell’estate 2010, è messo fuori rosa dall’allenatore Delneri. Torna in gruppo nei primi giorni di settembre venendo preso in considerazione soltanto per la sfida contro il Cesena, a causa dei tanti infortuni dei propri compagni. È il 7 novembre 2010 e Brazzo, entrando al 78’ con un assist perfetto, permette il goal a Iaquinta per il 3-1 finale.
Il 4 luglio 2011 ritorna in Germania, accasandosi, a parametro zero, al Wolfsburg. «Che orgoglio essere parte della storia di questa stupenda società. La Juventus mi è rimasta nel cuore e sarà parte della mia vita per sempre. Qui ho trascorso quattro anni bellissimi. Anche se non ho vinto niente, ho trovato amici per la vita. La società mi è rimasta nel cuore», sono le parole di commiato di Brazzo.