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Scienza, parla il papà Giuseppe: "Che considerazione da Montero, più maturità per fare il titolare. All'Inter stavamo bene, vi spiego come ci ha convinti la Juve..."

16.01.2024 11:30 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Scienza, parla il papà Giuseppe: "Che considerazione da Montero, più maturità per fare il titolare. All'Inter stavamo bene, vi spiego come ci ha convinti la Juve..."
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© foto di Giuseppe Scialla

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il papà di Michele Scienza - calciatore bianconero dell'U19, ed ex centrocampista tra le altre di Reggiana e Torino ora responsabile della scuola calcio "Suno 1924", Giuseppe Scienza, per parlare approfonditamente del match winner del match contro l'Inter e non solo:

La Juve U19 sta vivendo un po' un anno travagliato, ma la vittoria di domenica è sicuramente un barlume di luce in fondo al tunnel.

"Può esser travagliato per via dei risultati, ma il progetto della Juventus è molto importante sia per la squadra Primavera che per quella Next Gen. L'U19 è una squadra molto giovane che lavora per alimentare il serbatoio della NG dei prossimi anni, lo stesso poi accade per i ragazzi di mister Brambilla con la prima squadra. Il lavoro bianconero è di grande prospettiva, specialmente in Italia dove è veramente difficile vederlo nelle grandi squadre".

Quali sono le aspettative stagionali?

"Michele sta avendo più di quello che si aspettava ad inizio stagione. Non pensavamo che il mister lo potesse considerare in questa maniera, credo sia stato molto bravo a sfruttare il ritiro e qualche altra chance per entrare nelle sue grazie. Essere in Primavera in questo momento è una cosa importante, per questo gli dovrà essere molto riconoscente. Lo vedo in crescita, è un ragazzo ancora molto giovane. Il salto in Primavera non è stato semplice, lo scorso anno non è stata una stagione semplice negli Allievi e non è arrivato con un grande slancio. E' stato bravo a ritagliarsi i suoi spazi".

Visto che a partita in corsa ha dimostrato di far bene, lo vedresti bene ora come titolare fisso?

"Non lo vedo ancora maturo dal punto da esser considerato affidabilissimo come titolare, ma entrare a partita in corso e farsi trovare pronti è una bella qualità che non possiedono tutti. E' un ragazzo esplosivo, di gamba, rispetta i compiti che gli affida il mister. Con l'Inter è riuscito a fare gol, però non era la prima volta che riusciva a cambiare l'esito del match con una giocata. Montero diceva in un'intervista che l'applicazione quotidiana dei giovani sta dando dei buoni frutti, è importante perché Michele e gli altri 2006 della Juventus stanno facendo tutti un bellissimo percorso".

Una qualità in cui dovrà migliorare?

"La continuità nel lungo della partita, per me lì dovrà lavorarci su".

Ti ha detto qualcosa in particolare del gol siglato all'Inter nel derby d'Italia che ha deciso proprio lui?

"Mi ha chiamato dopo la partita, mi ha chiesto se lo avessi visto e che cosa pensassi della sua prestazione. Ho iniziato a seguirlo nel momento in cui è entrato in campo, è stato bravo a lasciare subito il segno. La sera l'ho visto al campo qui da me, io gestisco una scuola calcio molto forte della nostra zona che si chiama "Suno 1924" affiliata proprio alla Juventus. I bambini lo aspettavano con trepidazione, lui è partito da qui e mi sembrava corretto riuscisse ad incontrarli per far capir loro che si può arrivare a fare un qualcosa di buono anche se la strada per Michele è ancora lunga". 

Mi aspettavo, invece, dei grandi festeggiamenti. Anche se a livello Primavera, non è da tutti i giorni decidere una sfida così delicata.

"Michele non è un ragazzo che si lascia andare facilmente alle emozioni, però quando gioca male lo noti subito dal suo viso. Non sono un papà che si intromette, poiché ciò che gli viene detto dall'allenatore e dalla società è un dogma. Lo posso aiutare se ha bisogno a livello caratteriale, ma sul calcio non mi intrometto. C'è chi lo sta seguendo e anche bene, io dico solo che in questo ambiente le porte si aprono e si chiudono".

Come ci è arrivato alla Juventus? Che cosa vi ha convinto ad accettare la corte dei bianconeri?

"La Juventus ha fatto di tutto per accontentarci, anche se all'Inter stavamo bene. I nerazzurri lo avevano prelevato proprio dal Suno e in quegl'anni si era rivelato come uno dei migliori della squadra. Ma quando è giunto il momento di firmare il vincolo, è sorto il problema del convitto ed era difficile fare 80/90km tra andata e ritorno. Il ragazzo doveva frequentare le superiori e le cose dovevano essere fatte per bene, avevamo chiesto a loro una mano ma in quel momento avevano altri problemi. Ci è davvero spiaciuti andar via, ma non si potevano più sostenere questo tipo di viaggi. Torino è più vicina a livello logistica, poi c'era il collegio all'interno della scuola. Ci hanno mostrato davvero un grande interesse, non si poteva dire di no".

Direi anche che per un tifoso granata fa un certo effetto vedere il proprio figlio giocare nella Juventus.

"Da bambino ero tifoso interista, poi sono diventato di cuore granata e cosa posso dire? Domenica ho esultato come un pazzo per la Juve! Mai lo avrei pensato, ma l'ho fatto. Stimo tantissimo la Juve a livello giovanile, nessuno sta lavorando come loro. E la continuità del progetto è rappresentata dai ragazzi del settore giovanile che continuano a fare l'esordio in prima squadra con mister Allegri. Sono felice che Michele stia facendo parte di questo progetto".

E se dovesse continuare così, lo step intermedio sarebbe sicuramente la Next Gen. No?

"Non lo so, ma credo che sia ancora presto. Deve innanzitutto dimostrare di essere un giocatore affidabile per il progetto Primavera, ha ancora un anno per farlo e se manterrà queste prerogative potrà aspirare ad un qualcosa di migliore come la Next Gen. E' giovane ma si è già reso conto che da un anno all'altro le cose possono cambiare, lui sta capendo che deve essere il più professionale possibile nella gestione delle cose e del lavoro. Poi avere un allenatore come Montero aiuta tantissimo, anche se non so come è nel suo lavoro. Gli dico soltanto che quando il mister dice qualcosa, di ascoltarlo al 1000x1000 perché lui ha già vissuto quel tipo di esperienza. Deve esser umile, star zitto e pedalare, ricordandosi che domenica è un'altra partita. Perché se non farà bene, il gol all'Inter passerà in secondo e anche in terzo piano".

Si ringrazia Giuseppe Scienza per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.