DA ZERO A DIECI - ZERO A CHI PARLA A SPROPOSITO, DIECI ALLA FESTA

20.05.2018 13:00 di Massimo Pavan Twitter:   articolo letto 20104 volte
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DA ZERO A DIECI - ZERO A CHI PARLA A SPROPOSITO, DIECI ALLA FESTA

La Juventus festeggia e lo fa con una grande celebrazione per Gigi Buffon che giustamente viene osannato dal popolo della Vecchia Signora. Una bella giornata che non sarà rovinata dalla mancanza di rispetto altrui, da qualche striscione sbagliato o altro. I tifosi bianconeri hanno celebrato il trentaseiesimo scudetto in modo genuino e sono pronti a nuove sfide.

ZERO - a chi parla a sproposito, da Materazzi che ritira fuori il cinque maggio, ce lo ricordiamo ancora mentre diceva, vi ho fatto vincere a Perugia. Sempre più facile spiegare queste cose così piuttosto che dire, abbiamo perso perché eravamo troppo tesi.

UNO - come Buffon, un numero uno che non ci sarà più. Impossibile emularlo per numero di scudetti e capacità di incidere. Tacconi e Peruzzi saranno gli uomini della Champions, aspettando il terzo, Buffon sarà la leggenda eterna.

DUE - come le reti di ieri, Rugani e Pjanic per chiudere con la vittoria numero trenta ed arrivare a novantacinque punti, un traguardo straordinario.

TRE - come i campioni che stanno salutando, non abbiamo termini per definirli, sono leggende, giocatori dallo spessore enorme, rimarranno sempre nel nostro cuore: Asamoah, Lichtsteiner e Buffon. 

QUATTRO-  al Verona, non per ieri ma per la stagione, una formazione gloriosa come l’Hellas poteva e doveva fare meglio, peccato per Kean, che si è fatto male nel momento migliore. 

CINQUE - come i cavalieri bianconeri dei sette scudetti, Buffon, Lichtsteiner, Barzagli, Marchisio e Chiellini, due di loro lasceranno, gli altri tre proveranno a inseguire l’ottovolante.

SEI - alla gara di ieri, non spettacolare, uno show, una passerella, la partita aveva poco senso e vale il sei politco a tutti, con menzione per Pjanic. 

SETTE- a Pjanic per la sua punizione, ulteriore perla per un calciatore che quando va sul pallone fuori area sembra che si rechi sul dischetto pronto a tirare un calcio di rigore.

OTTO - come il numero che da domani avremo tutti nella testa, il sette e l’otto, da film, un qualcosa che diventerà l’obiettivo della prossima stagione.

NOVE - alla stagione della Juventus, per il dieci manca qualcosa e lo sappiamo ma è stata una grande annata e tra gli ultimi il titolo più bello e sentito, gli altri hanno fatto miracoli e la Juventus per vincere ha dovuto accelerare come non mai. 

DIECI - alla festa, perfetta, alla lacrime di Buffon, a quelle di Lichtsteiner e di Asamoah, insomma qualcosa di unico, una giornata di festa che nessuno potrà rovinare con tweet ed accuse poco piacevoli. 

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