Non un ruolo a termine: Francesco Calvo sarà centrale anche nella Juventus del futuro. Penalizzazioni, retrocessione, niente Europa o decisioni soft? A prescindere la Juve dovrà stravolgere la filosofia e puntare tutto sul suo scouting

Inviato di Tuttomercatoweb, è in RAI con 90° Minuto, Calcio Totale e Notte Azzurra. Ha lavorato con Radio Sportiva, Radio RAI e Il Messaggero
24.01.2023 00:01 di Marco Conterio Twitter:    vedi letture
Non un ruolo a termine: Francesco Calvo sarà centrale anche nella Juventus del futuro. Penalizzazioni, retrocessione, niente Europa o decisioni soft? A prescindere la Juve dovrà stravolgere la filosofia e puntare tutto sul suo scouting
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Quella di Francesco Calvo come nuovo Chief Football Officer non è una nomina casuale per la Juventus. E' un uomo che venne scelto da Maurizio Arrivabene su input di John Elkann già nel 2018 ma una figura dalla grandissima esperienza internazionale che sarà centrale anche nel presente e nel futuro della Juventus. Non sarà una nomina pro tempore anche se è scontato che nell'estate che verrà sarà rivista tutta l'area sportiva e dunque è previsto anche l'arrivo di un nuovo uomo mercato. L'inibizione di Federico Cherubini, d'altra parte, obbligherà la Juventus a scegliere un nuovo ds a meno che le future sentenze non vadano a cancellare le prime decisioni dei tribunali. Però, stanti le cose, la Juve ha bisogno di un nuovo uomo mercato per l'estate e sarà il nuovo Presidente Ferrero, con il dg Scanavino e soprattutto con Calvo, a scegliere il nome. Per adesso sarà lui, comunque, a portare avanti le operazioni insieme all'attuale ds della Next Gen, Giovanni Manna.

Il lavoro dell'area scouting da non sprecare
C'è un lavoro importante, portato avanti finora dall'area scouting coordinata da Matteo Tognozzi, che non deve essere disperso. Quella ricerca del talento che ha portato le tante gemme in Under 19, in Next Gen e nel percorso anche in prima squadra. E' una strada che la Juve deve e vuole percorrere anche in futuro e rivoluzionare anche il comparto degli osservatori, viceversa senza potenziarlo e dargli ancor più forza, sarebbe un errore. In una Juventus alla deriva su più fronti, servono capisaldi per il presente ma anche prospettive per il futuro. Un mercato virtuoso e cosa meglio dello scouting, della ricerca del talento e della sua valorizzazione? Niente più ingaggi faraonici, niente ricerca di stelle avanti con gli ani ma un progetto buono per presente e futuro. In Europa gli esempi non mancano, Arsenal e Borussia Dortmund devono essere in modalità diverse i nuovi fari di questa Juventus.

Impossibile fare le carte al futuro. Ma non alla filosofia
Pensare a chi sarà l'allenatore, seppur Massimiliano Allegri poco collima con questa filosofia sui giovani tout court, è per ora un esercizio di stile. Una riflessione su quel che potrebbe essere, ma è chiaro che le prossime sentenze, addirittura lo spettro ventilato della retrocessione se la scure della giustizia dovesse arrivare pesantissima per la manovra stipendi, indirizzeranno nomi, cognomi e scelte. Ma questo, sia nella peggiore delle ipotesi della perdita di categoria, sia in quella di esclusione dalle Coppe Europee, sia in quelle più lievi e meno dolorose, non deve cambiare questa filosofia. La Juventus riparta dai giovani e lo faccia davero, sia una nuova guida, in un nuovo ciclo, per un calcio italiano allo sbaraglio. Perché la modalità non troppo virtuosa delle plusvalenze per far sopravvivere i bilanci è stata cosa comune a molte e la ricerca del talento, invece, a ben poche. Riparta da lì, la Juve che verrà. Non c'è altra ricetta possibile.