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Alessandro Sersanti: "Lecco scelta giusta, obiettivo salvezza. Sogno il ritorno alla Juve, Huijsen e Yildiz scriveranno la storia. Idolo? Rabiot è un mostro..."

16.11.2023 11:30 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Alessandro Sersanti: "Lecco scelta giusta, obiettivo salvezza. Sogno il ritorno alla Juve, Huijsen e Yildiz scriveranno la storia. Idolo? Rabiot è un mostro..."
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© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il centrocampista in prestito al Lecco, Alessandro Sersanti, per parlare del buonissimo avvio di stagione con la maglia dei blucelesti e non solo:

Il Lecco sta trovando solidità e risultati, come giudichi l'avvio di stagione?

"Ci abbiamo messo un po' per ingranare, vuoi per l'adattamento di molti calciatori che non avevano mai giocato in B e vuoi per l'estate vissuta che ci ha condizionati, ma lo spirito e il gioco, anche con mister Foschi, c'erano sempre stati fin dal primo giorno. In questo modo, avevamo già fatto capire che la squadra fosse sul pezzo. Con l'avvicendamento in panchina è cambiata la mentalità, il cambio di modulo si è rivelata una scelta azzeccata e un po' di libertà mentale ci ha aiutato. Posso dire che abbiamo continuato a scendere in campo con grinta e voglia, ora i risultati si stanno vedendo".

Come ti stai trovando in Lombardia?

"Benissimo, la piazza sta dimostrando moltissimo affetto e calore. In città si vive benissimo, avevo già giocato su questo terreno di gioco e ricordavo come fosse difficile affrontare questa squadra in casa. E il pubblico gioca un ruolo fondamentale, visto che è il nostro dodicesimo in campo".

Avevi molte richieste in estate, come mai hai scelto proprio Lecco?

"Ci sono stati degli interessamenti da parte di altri club, ma quando ho saputo del Lecco non ho avuto alcun dubbio. Ho sempre saputo fosse la scelta giusta, per la tranquillità e per gli spazi che avrei trovato. E' la piazza migliore per poter crescere, qui trovi le persone vere che hanno voglia di dimostrare e di dare il massimo. E' stato molto semplice prendere la decisione corretta".

Quali sono i tuoi obiettivi di squadra?

"Sicuramente la salvezza che è l'unico obiettivo, poi quel che verrà oltre è bene accetto. Il mio obiettivo è di continuare il percorso di crescita, mi piacerebbe adattarmi ancora di più a questa categoria per poi puntare ancora più in alto nel prossimo futuro".

Passare dalla C alla B è stato un trauma? O ti sei adattato subito?

"Ho avvertito il cambiamento un po' all'inizio, ma non ho riscontrato grandi problematiche da star qui a parlarne. Di partita in partita sto crescendo e acquisendo più consapevolezza, so quel che posso dare e che potrò fare da qui fino a fine stagione".

Quanto ti sta aiutando, oggi, aver giocato nella Juventus?

"Mi ha aiutato tantissimo, far parte di quella famiglia cambia la tua mentalità e fa comprendere meglio il significato di lottare per quei colori. A far la differenza è la mentalità vincente trasmessa fin dalle giovanili, poi il contatto con la prima squadra è davvero il massimo dell'apprendimento possibile e immaginabile. Non solo a livello tecnico, ma sono molto migliorato soprattutto a livello mentale".

A tal proposito, nel finale della scorsa stagione hai avuto la possibilità di esser convocato per la prima squadra. Come è stato?

"Ho avuto la fortuna, ma anche molto merito, di potermi godere questa esperienza. Non avevo mai avuto la possibilità, poi all'ultimo è arrivata ed è stato un sogno che si è realizzato. E' stata la chiusura del cerchio di quei due anni vissuti alla Juventus".

C'è stato un compagno che più ti ha colpito nell'esperienza torinese?

"Nel mio ruolo sicuramente Locatelli, che è un giocatore di grandissima tecnica e intelligenza, ma chi ho preso come spunto è stato Rabiot. E' un mostro fisicamente, di calma e tranquillità, è anche un grande esempio a livello personale. Mi ha aiutato tantissimo a crescere e migliorare".

Ci sono stati due tuoi ex compagni che si sono messi più in mostra di altri, parlo di Huijsen e Yildiz.

"Sono ragazzi giovani ma di un talento indescrivibile, Dean l'ho conosciuto di più e ciò che mi ha colpito è la sua personalità. Potrà giocare ovunque, nei prossimi anni. Kenan è veramente tanta roba a livello tecnico, poi è grintoso e ha sempre voglia di far bene. Gli auguro di avere presto l'opportunità e di mettersi in mostra così da dimostrare tutto il loro valore, penso che potranno scrivere molto presto la storia".

Ti aspettavi fossero proprio loro due a fare questo grande passo?

"Forse sì, perché sono talentuosi e forti, ma ci sono molti altri ragazzi interessanti lì in mezzo. Loro hanno dimostrato di avere la mentalità giusta per poter essere convocati stabilmente in prima squadra, così come Nonge e sono molto contento per lui. Poi c'è da dire che, secondo me, sono tutti bravi e all'altezza".

I tuoi ex compagni non sono partiti benissimo, pensi che riusciranno a risollevarsi?

"Lo spero, è una squadra che è cambiata tantissimo e stanno vivendo un periodo di adattamento. Manca un po' di esperienza, ma sono sicuro che ingraneranno e troveranno la quadra. E' solo questione di tempo, il mister è molto bravo e saprà lavorare al meglio con quei ragazzi. A fine anno si toglieranno moltissime soddisfazioni".

Chi è il tuo idolo?

"Fin da bambino, il mio idolo è sempre stato Del Piero con cui condivido il nome di battesimo (sorride ndr). Dei giocatori attuali, quelli a cui mi ispiro sono De Paul e Rabiot che osservo e studio molto attentamente. Cerco di apprendere il più possibile da loro".

Ci dicevi che hai già realizzato un sogno, un altro sarà quello di giocare stabilmente nella Juventus?

"Il mio sogno è quello, proverò a giocarmi le giuste carte e vedere quel che succederà. Io sono a disposizione, il percorso lo valuteremo quest'estate a seconda di ciò che farò in campo e vedremo insieme quali saranno le scelte più giuste da fare. Ora penso a fare del mio meglio con il Lecco".

Si ringraziano Alessandro Sersanti e l'ufficio stampa del Calcio Lecco 1912, nella persona di Paolo Di Nunno Jr, per la disponibilità dimostrata nei confronti di questa intervista.