Da Farsopoli a Circopoli, i 20 anni che hanno azzerato il calcio italiano
Proprio in questi giorni ricorrono i 20 anni delle sentenze di Farsopoli, con la radiazione di Moggi, la retrocessione della Juve e i due scudetti revocati, di cui uno (quello del campionato nemmeno sotto indagine) inopinatamente regalato all’Inter e mai revocato dopo le accuse di illecito sportivo nei confronti dei nerazzurri da parte del procuratore Palazzi. Vent’anni dopo abbiamo avuto una plastica rappresentazione di cosa sia diventato il sistema calcio italiano, che nel 2006 secondo la narrazione dominante era stato “ripulito”. Ebbene oltre alla vicenda di Arbitropoli/Silenziopoli con il sistema di INTERferenze certificato dalla Procura di Milano – e per cui per altro proprio ieri la Fondazione Jdentità Bianconera ha presentato al GIP un’opposizione contro la richiesta di archiviazione del procedimento penale con la motivazione che “la Cassazione ha stabilito che per la frode sportiva basta l’intenzione” e quindi “le indagini devono proseguire” – anche con la questione della nomina di CT e DT della Nazionale è emerso come l’attuale sistema calcio italiano abbia una credibilità pari, se non inferiore allo zero.
Da una parte c’è una Procura Federale che continua a ignorare quanto scritto dalla Procura di Milano in merito ai condizionamenti subiti dal designatore arbitrale, con la partecipazione di uomini delle istituzioni come Viglione e Butti che continuano ad essere al loro posto come nulla fosse e come se si potesse iniziare una stagione in queste condizioni, senza provvedimenti di nessun genere. Il fatto che i media del mainstream non ne parlino, non vuol dire che il problema non esista. Gli stessi media siamo certi che se in un’intercettazione si fosse sentito/letto il designatore dire “Se la Juve va a +5, poi possiamo arbitrare con più leggerezza”, avrebbero dedicato prime pagine e approfondimenti a raffica. E Chiné sarebbe già partito a raffica.
Dall’altra c’è una FIGC che dimostra una volta di più di seguire solo logiche politiche e non certo calcistiche quando si tratta di prendere delle decisioni. La farsa della coppia Maldini-Leonardo durati 16 giorni con Pirlo esautorato prima ancora di insediarsi, adducendo motivazioni chiaramente pretestuose è stata un quadro chiarissimo del fatto che dietro ogni decisione della FIGC ci sono pressioni provenienti dalla politica e dai “potenti” del calcio, che prevalgono su tutto il resto, anche a costo di sfidare la logica e il senso del ridicolo. Insomma un circo, al termine del quale sono usciti i nomi di Mancini (“perdonato” per l’abbandono del 2023, con i petroldollari preferiti alla causa azzurra) e Ranieri (che proprio non vogliono lasciare tranquillo in pensione). Un circo, o forse meglio, un circolo, l’Aniene di Roma, frequentato da Malagò, CT e DT.
Per altro, come effetto collaterale, il polverone azzurro ha di fatto cancellato dal flusso mediatico le INTERcettazioni che tra Tuttosport, Corriere della Sera e Il Tempo iniziavano a circolare con un certo clamore. Ma questo è sicuramente un caso…
Quindi in vent’anni, da una Nazionale campione del mondo siamo passati a questa roba qui. Da un sistema con “Sette sorelle” che trascinavano un calcio in grado di arrivare in vetta sia con gli azzurri sia con i Club (unica finale tutta italiana di Champions del 2003 e trofei europei per diverse società), siamo passati ad un’unica sorella iperprotetta e iperpresente in tutte le istituzioni, con qualche sorellina a corollario e una sorellastra che per un tot di anni ha rotto le uova nel paniere. Risultato? Da Farsopoli a Circopoli.
Se è seguendo questa squadra che Malagò -l'uomo che dovrebbe rilanciare il calcio italiano - pensa di riavvicinare alla FIGC e alla Nazionale i tifosi bianconeri che se ne sono allontanati (e non sono pochi), beh, problemi suoi.
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