Juve, ore decisive per evitare figuracce come quelle della nazionale
Mago Malagò era stato accolto dalla piazza come l'eroe delle Olimpiadi invernali, neanche le avesse vinte lui tutte quelle medaglie durante l'edizione di Milano-Cortina, per poi venire eletto salvatore della patria e cadere in poche settimane nella prima allucinante bufera legata alla scelta degli uomini – tra l'altro di calcio - che lo avrebbero dovuto aiutare a rimettere insieme i cocci della squadra azzurra. Tempo e soldi buttati all'aria con una figuraccia che non trova riscontri neppure nei periodi più bui della storia del calcio. E c'è già chi come Gravina e Abodi se la ridono sotto i baffi per aver lanciato senza certezze le candidature di Guardiola, Ancelotti, forse anche il Gabibbo e poi Pirlo prima di accettare le dimissioni di Maldini e del suo advisor (!) a quel punto indifendibili per manifesta improvvisazione. Esattamente quello che i tifosi juventini chiedono di non commettere ai nuovi dirigenti, tutt'altro che inesperti, ma tentati dal dover chiudere a tutti i costi determinate operazioni pur di risultare bravi, simpatici e competenti. Ricordando che l'occhio del padrone, a Torino, rimane sempre vigile. Tra una settimana esatta la Juve volerà in Asia e Australia con tutte le ambizioni e speranze del caso: sfondare il muro della popolarità per accattivare nuovi tifosi e trovare le giusta condizione sfidando Chelsea, Milan, Inter e Palermo. Insomma, per capire quali potrebbero essere le certezze da cui ripartire nella stagione del riscatto.
Futuro – Vecchi e nuovi giocatori dovranno per forza far leva sull'aspetto motivazionale. Qualcuno arriverà con il proprio bagaglio di esperienza e più di qualcuno rimarrà assaporando sogni di ritrovata gloria dopo l'ultimo fallimento. Si tratterà quindi per Spalletti – a cui tra l'altro esprimiamo il nostro sincero cordoglio per la scomparsa della mamma - di rimescolare bene le forze, provando a creare quell'alchimia utile per migliorare i risultati dell'ultima stagione. Non dipenderà però tutto da lui perché è evidente che la squadra va perfezionata e neppure con troppa calma. Ogni errore o giorno perso lo si potrebbe pagare caro in avvio o al termine della stagione, con quei punti lasciati già per strada quest'anno dopo aver ingranato bene ed essersi illusi sul lungo. I dirigenti sono chiamati ad operazioni chirurgiche. In entrata non si potrà andare oltre questa settimana per tirare le righe sul nome del portiere – oggi più Vicario che Suzuki – dopo aver inseguito con i centesimi in mano il vero obiettivo Martinez. Suggestiva, al momento, l'idea del portiere giapponese da catalogare come operazione di disturbo visto l'interessamento del Psg con cui i bianconeri vorrebbero invece chiudere – prima possibile - per Kolo Muani. La cifra in ballo per il prestito con obbligo di riscatto è di 38 milioni in più rate, esclusi vantaggiosi bonus al raggiungimento di determinati obiettivi. In attesa poi del colpo ad effetto che porterebbe a riaprire la trattativa con Vlahovic, Spalletti conta di poter aggiungere anche il difensore Lucumi per poter cominciare a lavorare in tournée con una squadra la più simile a quella desiderata.
Rischi – Conteggiando anche Ekhator e Celik sarebbero almeno cinque i giocatori nuovi da imbarcare a Caselle, pur conoscendo a fondo quali potrebbero essere i rischi per una mancata convocazione di Thuram e una disponibilità parziale e ancora con mille interrogativi per Yldiz. Purtroppo non solo per le ultime amichevoli dopo le fatiche del mondiale, ma anche per le primissime partite di campionato. Senza dimenticare le incognite legate al mercato in uscita, con quei mezzi sorrisi di Bremer e Cambiaso e qualche nuovo dubbio (svelato dalla nostra redazione) sulla permanenza di Conceicao, tra i più richiesti di casa Juve. Tentazione pura anche per il granitico Carnevali.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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