L'urlo di Spalletti, il giallo McKennie e l'obbligo Sassuolo
Luciano Spalletti ha cambiato tono alla vigilia della trasferta contro il Sassuolo. In conferenza stampa il mister ha lanciato messaggi forti, mirati a blindare e cementare l'identità di un gruppo che in questo avvio di stagione sembra ancora alla ricerca della sua reale dimensione. Parole che ci auguriamo siano arrivate dritte nello spogliatoio, una scossa necessaria che punta a responsabilizzare tutti. Se siano dichiarazioni di facciata o figlie di una convinzione totale lo dirà solo il campo, ma l'intento comunicativo è chiaro e apprezzabile: toccare l'orgoglio, fare quadrato e cancellare gli alibi.
La svolta comunicativa più netta dal mio punto di vista riguarda la gestione dell'infermeria: "Non parlo più di infortunati", ha detto Spalletti. Una presa di posizione sacrosanta. Inutile piangersi addosso o guardare a chi manca: da oggi, chiunque scenda in campo deve alzare sensibilmente il livello del proprio rendimento e dimostrare, nei fatti, di essere da Juventus. Le parole di Luciano sono state giuste e condivisibili, ma adesso la teoria deve tramutarsi in pratica. Ci aspettano tre partite cruciali prima della sosta per le Nazionali, un mini-ciclo in cui la squadra non può più permettersi passaggi a vuoto e deve portare a casa punti pesanti. Per carità la stagione è appena all'inizio ma Reggio Emilia già rappresenta un passaggio indicativo.
Restando sul tema infermeria, però, sorge spontaneo un interrogativo che abbiamo affrontato in settimana a Radio Bianconera: che fine ha fatto Weston McKennie? Ci era stato comunicato un semplice affaticamento muscolare, eppure lo statunitense è rimasto ai box quasi un mese. Domani non ci sarà e forse recupererà per giovedi sera. Una comunicazione che lascia perplessi e che riapre i soliti dubbi sulla gestione dei tempi di recupero. In una fase così delicata, recuperare elementi con questa lentezza rischia di diventare un problema in più
Davanti le rivali corrono forte e non accennano a frenare. La Juve non parte con i favori del pronostico per lo Scudetto, lo sappiamo, ma la storia e il blasone impongono di non perdere contatto con le prime posizioni. Rimanere staccati adesso significherebbe compromettere la stagione già in autunno, uno scenario che l'ambiente bianconero non può accettare.
Infine, c'è una ferita aperta che fa ancora male a ogni tifoso: guardare la Champions League da semplici spettatori è un colpo al cuore. La Juventus deve stare su quel palcoscenico .Vedere gli altri giocare l'Europa che conta deve trasformarsi nella benzina più pura per tutto il gruppo, visto che ne ha parlato anche Spalletti. Quel senso di vuoto e di esclusione deve essere lo stimolo feroce per azzannare ogni singola partita di campionato. L'obiettivo minimo è tornare lì dove ci compete, e la scalata ricomincia da Reggio Emilia.
Direttore: Claudio Zuliani
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