Scommettiamo che...il calcio italiano è sempre meno credibile?
Ogni tanto uscire dai confini nazionali aiuta a capire che cosa sia diventato il calcio italiano. Le due squadre di punta della Serie A, Inter e Roma, tifatissime anche in FIGC, sono scese in campo nelle gare di Champions League senza gli sponsor che rimandano ad agenzie di scommesse. Perché? Perché in Spagna e Turchia le leggi non consentono questo tipo di sponsorizzazioni (e anche la UEFA ha regole restrittive in materia). E in Italia? Anche da noi è vietata la sponsorizzazione di agenzie di scommesse per il cosiddetto Decreto Dignità, ma è bastato aggiungere al nome della società di betting “.sport” oppure “.live” per superare l’ostacolo e rendere il tutto una normale sponsorizzazione di un sito internet di "informazione sportiva". Peccato che in entrambi i siti non ci sia traccia di notizie sportive (potete fare anche voi una verifica in questo momento), lasciando il dubbio che siano semplicemente un modo per rimandare ai siti di betting, e comunque la domanda che sorge è molto semplice: la sponsorizzazione plurimilionaria alle società di calcio è pagata effettivamente dai siti internet o dalle agenzie di scommesse a cui fanno riferimento? Situazione particolare, accettata e vidimata dall’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, competente in materia, e tanto basta in Italia. Meglio così, altrimenti la Procura FIGC avrebbe dovuto applicare lo stesso criterio delle plusvalenze Juve: bilanci con voci non consentite comportano l'alterazione della competizione e quindi penalizzazioni in classifica. Anche se non essendoci la Juve di mezzo, sappiamo come si comporta Chiné…
P.S. Siamo nello stesso Paese in cui per mesi si è parlato dei rischi e dei danni psicologici e sociali della ludopatia quando erano emersi i "casi" Fagioli e Tonali.
Senza bisogno di guardare all’estero, invece, assume i contorni di una commedia all’italiana la vicenda dell’elezione di Malagò ai vertici della FIGC. Non era tesserato, quindi non avrebbe potuto essere eletto, l’accusa. “E’ vero, non era tesserato FIGC, ma era ‘tesserabile’” in estrema sintesi quanto sostenuto nella richiesta di archiviazione del Procuratore FIGC Chiné, che fa capo proprio a Malagò (quanto sono attuali le parole dell’onorevole Berruto che denunciava in Parlamento il sistema della giustizia sportiva in cui “chi giudica è nominato da chi deve essere giudicato”!). La Procura Generale dello Sport del CONI ha respinto la richiesta di Chiné, chiedendogli anzi ragione della sua posizione. Come finirà? Se posso permettermi un gioco di parole in riferimento a quanto sopra, scommetterei che qualche cavillo salverà capra e cavoli, ma la credibilità e la coerenza del sistema sono chiaramente ulteriormente scalfite.
A proposito di credibilità del sistema: Butti è sempre al suo posto (come Viglione) ed emergono nuovi particolari sul calendario di Serie A da lui orchestrato. Ad esempio nelle settimane di doppio impegno campionato-Coppe Europee, emerge che l’Inter avrà – tra pre e post gara europea – complessivamente 762 ore e 30 minuti di riposo (circa 32 giorni), il Como 725 ore e 45 minuti, 719 ore e 45 minuti, la Roma 702 ore, il Napoli 685 ore e, guarda un po’ ultima la Juve con 666 ore e 30 minuti. Quasi 100 ore in meno, circa 4 giorni in meno di riposo rispetto all’Inter. Non solo. Sui social è diventato virale il video di un simpatico romagnolo che fa notare come l’Inter, da quando esiste il super girone Champions, abbia nel momento clou con due sfide europee in una settimana, a gennaio, sempre nel mezzo la gara con una neopromossa in campionato. Quest’anno sarà il Venezia in casa (tra Liverpool e Slovan), l’anno scorso fu il Pisa in casa (tra Arsenal e Borussia), due anni fa il Lecce in trasferta (tra Sparta Praga e Monaco). Per un confronto, quest’anno la Roma avrà l’Udinese in casa (tra Aek e Lille), Como e Napoli invece avranno il confronto diretto (rispettivamente tra PSG e Barcellona il Como, e tra Sabah e Viking in Napoli). L’anno scorso il Napoli si trovò la Juve allo Stadium tra Copenaghen e Chelsea. Quanto all’Europa League, Milan e Juve avranno Frosinone in trasferta e Cagliari in casa, quindi subito dopo la chiusura del girone europeo ci sarà il confronto diretto a San Siro (sempre che Chivu ce lo lasci definire così…). Per la cronaca, la Juve l’anno scorso oltre il Napoli tra le ultime due del girone di Champions (Benfica e Monaco), ebbe Como, Inter e Roma rispettivamente prima, in mezzo e dopo alle due sfide con il Galatasaray.
Dato che Butti è noto nell’ambiente (da intercettazioni) come “tifoso interista”, sarebbe bene che, oltre alla cerimonia per la presentazione del calendario, la Lega Serie A comunicasse ufficialmente quali “paletti” vengono immessi nell’algoritmo società per società prima di elaborare il calendario. E’ sicuramente tutto casuale, ma la trasparenza sarebbe quanto mai opportuna. Gli algoritmi non si programmano da soli...
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