Rocchi, ma quale Inferno! Chieda a Giraudo cosa vuol dire...
In questi ultimi giorni due interviste su due diverse testate hanno creato un ideale ponte tra Arbitropoli 2026 e Farsopoli 2006. Un ponte lungo vent’anni, che collega due realtà simili ma trattate in modo opposto dalle istituzioni sportive e soprattutto dai media (da cui abbiamo imparato negli anni dipende il “sentimento popolare” che orienta le decisioni federali).
Sul Corriere dello Sport, le parole dell’ex designatore Gianluca Rocchi titolate “All’inferno e ritorno” fanno riferimento alla vicenda di Arbitropoli che ha portato alle sue dimissioni (al suo posto oggi c’è Orsato). “Mi sono trovato con la vita stravolta, ma non ho mai favorito o maltrattato squadre, non ho mai sentito Marotta o altri dirigenti”. Fatta salva la questione umana, che ovviamente non si può non considerare, stiamo parlando di una vicenda che è durata pochi mesi (da fine aprile a luglio), per cui la procura di Milano ha chiesto l’archiviazione senza aver proceduto a sequestrare pc e cellulari (“per l’eccessivo clamore mediatico”), per cui sono circolate poche intercettazioni (anche se indicative) relative a pochi mesi di campionato, per cui sui media del mainstream è prevalsa la linea del silenzio o del garantismo, ultimo caso eclatante proprio l’intervista del Corriere. Nell’intervista nessun cenno al fatto che dalle intercettazioni sia emerso che una società “rompeva a bestia” (parole dello stesso Rocchi) per le designazioni e che nel documento di richiesta di archiviazione della Procura di Milano fossero certificate “interferenze” a vantaggio di quella stessa società, rilevate sulla base di intercettazioni e pedinamenti. Conseguenze per quella società? Nessuna.
Su La Stampa ieri è invece stata pubblicata un’intervista ad Antonio Giraudo, ex amministratore della Juventus, radiato dalla FIGC nel 2006 a seguito di Farsopoli, per cui i dirigenti bianconeri sono stati intercettati e spiati per molti mesi con stralci di intercettazioni dati in pasto all’opinione pubblica senza limiti dai media allora colpevolisti e attivissimi nel pubblicare qualunque cosa filtrasse dalla Procura. Per avere ricostruita una reale dimensione dell’accaduto, ci sono voluti più di quattro anni, perché iniziassero a circolare anche le intercettazioni “dimenticate”, grazie al lavoro dei legali della difesa. Nonostante le sentenze dei tribunali ordinari, ancora oggi, dopo vent’anni, l’immagine di Giraudo resta scalfita nella mente degli anti-juventini, fermi al 2006, come gran parte dell’informazione del mainstream su questa vicenda. “Non sono mai stato condannato – ha dichiarato Giraudo – Sorteggi arbitrali e campionato sono risultati regolari. La recente sentenza della Corte di Giustizia Europea (quella per il ricorso al Tar di Agnelli e Arrivabene) ha stabilito che ci si può rivolgere a un giudice per far valutare la legittimità delle sanzioni sportive. Ora mi aspetto che un giudice riscriva la storia. Abbiamo subito una gogna mediatica senza precedenti, figlia dell’invidia di chi non ci ha battuto sul campo, ma la vera conseguenza è stata quella di affossare il calcio italiano. Come disse il presidente della Corte Federale Sandulli: era un mondo fatto di cattive abitudini, non di illeciti. E mi pare che oggi si stia parlando di una certa Arbitropoli che dimostra che quelle abitudini proseguono e che il telefono è ancora caldo”.
E facciamo bene attenzione a quest’ultimo passaggio: non ci sono sostanziali differenze tra quanto emerso nel 2006 e quanto emerso nel 2026, “cattive abitudini” dice Giraudo (tradotto: società che “interferiscono” con i designatori, cercando di condizionarne le decisioni). Bene, per quelle cattive abitudini vent’anni fa c’è chi ha pagato con procedimenti penali, la radiazione dalla FIGC, la retrocessione e la revoca dei titoli. Oggi, nonostante un regolamento federale più severo e designazioni più influenzabili perché senza sorteggio, nulla di tutto ciò, se non le dimissioni di un designatore. Perché? Nessuna gogna mediatica=nessuna sanzione. Se quello di Rocchi è stato un Inferno, quello di Giraudo cos’è stato?
Certamente la scelta dei media di non dare rilievo ad Arbitropoli e di sposare una linea garantista è legata esclusivamente a una maturazione del senso civico in questi vent’anni, non certo dal colore delle “cattive abitudini”. Che poi il colore in questione oggi sia lo stesso che nel 2006 si è giovato di uno scudetto per motivi “etici” che si sono sciolti come neve al sole a fronte di una montagna di intercettazioni e di sentenze, beh questo è solo un caso. O no?
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