Rimpiangere Vlahovic, Openda e magari David è un gioco a perdere

Rimpiangere Vlahovic, Openda e magari David è un gioco a perdereTuttoJuve.com
Oggi alle 00:00Firme Bianconere
di Fabrizio Ponciroli
Ho versato una lacrimuccia, nell’estate del 2001, quando il Real Madrid, con 150 miliardi di vecchie lire, si è preso Zidane.

Non c’erano dubbi. Non appena hanno dismesso la casacca bianconera, si sono sbloccati. Vlahovic ha segnato una tripletta con il suo “amato” Besiktas, Openda ha messo la sua firma sia in Ligue 1 che in Champions League (Lione) e David, neo attaccante dell’Atletico Madrid, potrebbe rigenerarsi a breve. Immediatamente, ecco spuntare vedove da ogni anfratto. C’è già chi li rimpiange. “Come si fa a mandare via uno con il gol nel sangue come Vlahovic?” o “Openda non è stato capito, andava sfruttato diversamente”. C’è persino chi “difende” David: “Una seconda chance l’abbiamo data a tutti, perché non a David?”.
Ok, cerchiamo di essere chiari e precisi. Vlahovic ha scelto personalmente di voltare le spalle alla Vecchia Signora. Nessuno l’ha messo alla porta. Gli è stata recapitata un’offerta e non l’ha accettata, tutto qui… Inoltre, direi di andarci piano con revenant Dusan. In primis, ha segnato tre gol contro il Corum che non è l’azienda svizzera di orologi ma una neopromossa della Super Lig. Insomma, non il Barcellona tanto per capirci. Openda ha segnato, verissimo, ma, onestamente, non avrebbe mai e poi mai avuto spazio con Spalletti in panchina. Il belga non è scarso, semplicemente non aveva senso in maglia bianconera.
Infine, il buon David… Tenerlo per fargli fare altre figuracce in campo? Dai, bisogna anche essere onesti. Il canadese le sue occasioni le ha avute e, purtroppo, le ha fallite tutte quante. Certo, potrebbe anche brillare con i colchoneros ma ce ne faremo una ragione.

Non è come con Zidane

Rimpiangere chi è partito è sempre un gioco a perdere, a qualsiasi livello. Se non sono più nella rosa bianconera, un motivo ci sarà. A volte le cose non vanno come si vorrebbe, fa parte del gioco. Personalmente, anche se dovessero fare stagioni magnifiche e realizzare caterve di gol, non dirò mai che i loro addii sono stati un azzardo. Ho versato una lacrimuccia, nell’estate del 2001, quando il Real Madrid, con 150 miliardi di vecchie lire, si è preso Zidane (e il cuore della moglie innamorata persa di Madrid). Ecco, col fantasista francese ci sono rimasto male, malissimo e ho rimpianto quella cessione a lungo (a volte, di notte, ancora sogno un epilogo differente della trattativa con i blancos). Onestamente, con Vlahovic, Openda e David non vedo proprio perché mai dovrei dolermi. Buona vita a loro e a tutti noi…