Un “lavorone” che ora dovrà dare i suoi frutti

Un “lavorone” che ora dovrà dare i suoi fruttiTuttoJuve.com
Oggi alle 00:01Firme Bianconere
di Mirko Nicolino
La dirigenza della Juventus mette a disposizione di Luciano Spalletti nove elementi nuovi, quarto posto obbligatorio, se non di più...

Devo essere onesto e sincero: all’inizio di questa sessione estiva del calciomercato, non mi aspettavo più di 4-5 innesti per la Juventus. La rosa strapiena di esuberi, tanti calciatori invendibili dopo il sesto posto una stagione personale imbarazzante… Insomma, c’erano tutti gli ingredienti affinché, come aveva detto Spalletti ad aprile, la Juve si ripresentasse ai nastri di partenza con la maggior parte della rosa vecchia.

Invece sono arrivati 9-10 giocatori nuovi, circa il 40% della rosa ed è un vero capolavoro. Qualcuno storce e il naso e lo si comprende: alla fine, a titolo definitivo la dirigenza della Juventus è riuscita a vendere solo il portiere Daffara al Parma e altri giovani nelle serie minori o in qualche campionato estero. I cosiddetti “big” (se così si possono chiamare dopo lo scempio del campionato 2025-2026) sono andati via in prestito e dipenderà molto dalle loro prestazioni se l’estate prossima la Vecchia Signora riuscirà a monetizzare qualcosa oppure se li ritroverà sul groppone.

Difficile fare di meglio in uscita con i vari David e Openda, ma anche con Di Gregorio e Arthur. I “direttori” hanno cercato per prima cosa di sollevare il bilancio dalle risorse necessarie per rientrare nei paletti del settlement agreement con l’UEFA e per fare quegli innesti necessari per accontentare Spalletti e al contempo dare un certo equilibrio alla rosa.

Facendo un po’ il bilancio tra entrate e uscite, considerando che la Juventus lo scorso anno è stata in lotta per il quarto posto e anzi, lo aveva ipotecato prima del suicidio sportivo delle ultime giornate, oggi la squadra è indubbiamente rinforzata. Parliamo ovviamente sulla carta, perché il campo è l’unico giudice insindacabile e anche Openda e David lo scorso anno sembravano un grosso upgrade rispetto a Vlahovic, per esempio.

In porta, Vicario e Grabara al posto di Perin e Di Gregorio, in difesa Lucumi e Celik danno maggiori soluzioni a profondità al tecnico bianconero. A centrocampo, usciti Miretti e Adzic sono arrivati Douglas Luiz (rientro dal prestito) e Sarr, che comunque ha più caratura internazionale dei due ceduti. Davanti, a Woltemade e Kolo Muani servirà molto poco per fare meglio del canadese e del belga, mentre Alajbegovic ed Ekhator sono quei colpi in prospettiva che la Juve deve fare.

Insomma, ora la patata bollente passa nelle mani di Luciano Spalletti che non ha più bonus: deve obbligatoriamente riportare la Juventus in Champions League (l’obiettivo dichiarato da tutti alla Continassa a inizio stagione) e se possibile fare anche qualcosa in più. L’inizio è stato buono, perché al di là di qualsiasi proposta di gioco, alla Juve sei misurato con i risultati. Ora bisogna proseguire: una cosa fatta bene – recita un motto storico della famiglia Agnelli (Edoardo) – può essere sempre fatta meglio.