Serve equilibrio, dentro e fuori la Continassa

Serve equilibrio, dentro e fuori la ContinassaTuttoJuve.com
Oggi alle 00:01Firme Bianconere
di Mirko Nicolino
Nonostante il successo all'esordio in campionato, alla Juventus la situazione rimane "frizzante" e i tifosi sono stanchi di aspettare

La Juventus ha vinto la prima gara di campionato, ma c’è un’aria frizzante sia dentro sia fuori la Continassa. Gli strascichi principali derivano inevitabilmente dalla prestazione dello Stirpe, che ancora una volta ha visto la squadra allenata da Luciano Spalletti costruire tanto, sprecare se possibile di più, e poi al solito rischiare la frittata nei minuti finali. Nulla di nuovo sotto il sole, dunque, rispetto a quanto visto pochi mesi fa.

E a metterci il carico ci ha pensato mister Luciano Spalletti, che ha bollato senza mezzi termini l’acquisto più importante di questa estate, Kolo Muani, come un panchinaro “che negli ultimi due anni se non ha giocato un motivo ci sarà”. Una dichiarazione che ha contribuito a dividere la tifoseria tra chi è d’accordo con il tecnico perché i giocatori vanno strigliati anche in pubblico, e chi invece ritiene che dopo soli 90 minuti bocciare il giocatore sulla carta più forte tra quelli arrivati non è un modus operandi corretto nei confronti della piazza, ma soprattutto della dirigenza e di chi ha tirato fuori i soldi per comprarlo.

L’impressione è che Spalletti abbia meno pazienza rispetto ai mesi scorsi e che qualche frecciatina in qualche modo la stia mandando ai dirigenti che hanno preso alcuni giocatori non proprio seguendo le sue indicazioni. Che poi non è mai successo alla Juve che un allenatore scegliesse il 100% dei giocatori, anzi, soprattutto negli anni della Triade l’allenatore aveva un’incidenza minima sulle operazioni di calciomercato.

Per farla breve, pur comprendendo il nervosismo dell’allenatore, dovrà avere pazienza e considerare il fatto che stavolta non ha più il parafulmine sopra la testa, che non è stato scelto da questa dirigenza e che quindi potrebbe in qualsiasi momento scaricarlo. Perché se dopo una vittoria, l’asticella della tensione si è già alzata in maniera importante, non osiamo pensare cosa accadrebbe al primo pareggio o peggio ancora alla prima sconfitta.

Allo stesso modo, i tifosi devono avere la pazienza di capire che la ricostruzione può impiegare più anni e nessuno sa quando si potrà riaprire un ciclo. È sempre stato così e sempre sarà: tra un ciclo e l’altro nella storia della Juventus ci sono periodi di ricostruzione più o meno lunghi, alcuni sono durati anche 12 stagioni. È chiaro che i 9 scudetti di fila abbiano cambiato questa percezione, ma non si può che provare e riprovare fino a quando non si trova la strada verso la vittoria.

Che anche oggi sembra molto lontana, almeno per ciò che abbiamo visto in questo mercato e nella prima giornata di campionato, che ha confermato sostanzialmente i rapporti di forza della passata stagione. La Juventus è ancora un cantiere aperto, in entrata e in uscita. Sicuramente con i giocatori che lo scorso anno sono arrivati sesti non sarà semplice rientrare tra le prime quattro, ma con qualche innesto negli ultimi giorni di mercato e un po’ di tranquillità in più da parte del mister, il livello generale della squadra si può alzare.