Buon campionato a tutti, con l'elefante nella stanza e la mucca in corridoio
Si parte, buon campionato a tutti!
Già, buon campionato, ma dobbiamo essere consapevoli che si parte con il famoso “elefante nella stanza” come si dice in Inghilterra o, come si dice in Emilia, con la “mucca nel corridoio”.
Nonostante Silenziopoli, tutti i tifosi che seguono con passione le vicende del calcio italiano, sanno che la Procura di Milano ha certificato ripetute “interferenze” sul designatore arbitrale da parte dell’ambiente interista e le intercettazioni sono comunque circolate, più sui social che sui giornali, ma sono ormai patrimonio molto diffuso. E, cosa ancora più grave, tra queste interferenze ci sono quelle di uomini delle istituzioni sportive che hanno effettuato pressioni con la sciarpa al collo, ovvero Viglione (responsabile dell'ufficio legislativo FIGC) e Butti (responsabile dei calendari per la Lega Serie A), rimasti al loro posto.
Il fatto che la Procura di Milano abbia chiesto l’archiviazione dal punto di vista penale e che la Procura Federale abbia fatto passare tutta l’estate senza battere nemmeno un colpo in materia, in barba ai principi di “rapidità e afflittività” sbandierati quando si trattava di Juventus, non rende meno grave la situazione.
Facciamo degli esempi. Cosa si può dire ai tifosi del Milan che si rendono conto che la loro squadra nelle prime quattro giornate giocherà una sola volta in casa, mentre i “cugini” giocheranno ben tre volte a San Siro (ah, San Siro…anche su questo è calata Silenziopoli), per altro unica squadra ad avere questa opportunità tra le prime sei della passata stagione (il Napoli giocherà in casa due volte, come Roma e Juventus, il Como una volta). Hai un bel dire che è stato l’algoritmo, che tanto a fine stagione tutte giocano lo stesso numero di partite in casa e in trasferta, ecc…L’immagine di Butti, responsabile del calendario per la Lega Calcio, che agisce da tifoso interista (noto come tale anche al mondo arbitrale) per chiedere che un certo arbitro non venga più assegnato all’Inter perché “porta sfiga e non si vince mai”, ottenendo rassicurazioni dal designatore che quell’arbitro ce l’avranno in semifinale di Coppa Italia in modo da non averlo né nell’eventuale finale né nella volata finale del campionato, beh, quell’immagine è lì che sovrasta qualunque tentativo di normalizzare qualsiasi situazione di disparità di condizioni tra l’Inter e le altre nel calendario stagionale (per altro fatto e annunciato a tempo di record a inizio giugno).
Altro esempio: chi può rassicurare che Viglione, anche lui da intercettazioni molto attivo per segnalare il gradimento dell’Inter nei confronti di un arbitro anziché un altro, non abbia consigliato come responsabile dell’ufficio legislativo FIGC al procuratore federale Chiné di non intervenire prima dell’avvio del campionato su quanto emerso dalla procura di Milano? E’ pensar male, certo (e non vorremmo tirare i ballo il famoso detto andreottiano che “si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”). Ma se uno agisce da tifoso di una parte ricoprendo un ruolo istituzionale e resta al suo posto, è un rischio che si corre.
O ancora, quanti avranno pensato, leggendo le designazioni di Orsato (subentrato a Rocchi): “Ma Marinelli per Monza-Inter sarà tra gli arbitri graditi ai nerazzurri?”. O ancora: “Sarà bastata la sostituzione del designatore per far cessare le pressioni, oppure la mancanza di provvedimenti avrà dato il via libera a pressioni da tutte le parti?”.
E a Lissone non busserà più nessuno?
Cosa succederà a fronte di episodi simili valutati in modo opposto?
Il fatto che si parta facendo finta di niente, non significa che milioni di tifosi abbiano letto le intercettazioni e i documenti della Procura di Milano, quindi ridare credibilità a un sistema che non si è riformato nei protagonisti e nelle dinamiche, agli occhi di questi tifosi sarà un’impresa ardua.
E allora buon campionato a tutti, con l’elefante e la mucca a farci compagnia.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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