Il paradosso Juve: portiere da codice rosso, un cantiere aperto con buone idee e l'enigma mediana
La Juventus si presenta ai nastri di partenza con un paradosso evidente: un mercato che ha lavorato discretamente ma che si inceppa clamorosamente sul ruolo più ricercato e messo in evidenza da subito, , quello del portiere. Il grave ritardo nell’identificare e tesserare il titolare della porta bianconera è una macchia importante di questa sessione. Una gestione della vicenda che lascia perplessi: persino una coppia dirigenziale storicamente criticata per certe lungaggini ed errori clamorosi come quella formata da Cristiano Giuntoli prima e Damien Comolli poi difficilmente avrebbe fatto peggio. Un vuoto al momento pericoloso per una società che punta a ritornare quella di un tempo.
Spalletti e quel no a Vicario
Il cortocircuito si fa ancora più evidente se guardiamo ad alcune situazioni.Spalletti continua a mandare segnali decisi e viene da chiedersi: perché non voglia Vicario visto lo stato d'emergenza totale. L'ex Empoli, ora al Tottenham, poteva essere già alla Juve , eppure il tecnico toscano sembra temporeggiare, frenato da dubbi tattici o da valutazioni che, a pochi giorni dall'inizio del campionato, la Juve non può permettersi il lusso di fare.In tutto questo marasma, c'è un'altra certezza che quella che riguarda Perin: è ormai evidente a chiunque che il portiere di Latina non venga considerato titolare e , si ritrova ancora una volta a essere considerato un'eterna alternativa
Non solo cose negative anzi..
Sarebbe ingeneroso, però, non guardare anche il resto . Se sul portiere il voto è gravemente insufficiente, sulle altre operazioni di mercato la dirigenza si è mossa discretamente . C'è un piano, c'è un'idea di calcio, c'è la volontà di cambiare radicalmente pelle.
Ma per completare l'opera serve ancora qualcosa. Certo, l’attaccante da affiancare a Kolo Muani, ma qui si devono attendere le decisioni di David, e poi un centrocampista che abbia le caratteristiche di Franck Kessié. L'ivoriano è l'uomo di sostanza e strappi che serve come il pane a questa squadra. Per fargli spazio, però, la missione è chiara: la Juventus deve riuscire a far uscire in appena quindici giorni due o tre centrocampisti attualmente in esubero.Una corsa contro il tempo per sfoltire la rosa e far quadrare i conti.
Il solito problema in mezzo al campo ma gli investimenti passati..
I tifosi, dal canto loro, hanno perfettamente ragione quando individuano nel centrocampo il problema maggiore e il tallone d'Achille delle ultime stagioni. Non possiamo, tuttavia, dimenticare la realtà dei fatti e dei bilanci: appena due anni fa sono stati spesi più di 100 milioni di euro per blindare il reparto con gli innesti di Koopmeiners, Douglas Luiz e Khéphren Thuram. Investimenti pesantissimi che finora non hanno reso secondo le aspettative e che pesano come macigni sulle strategie presenti.
Non esistono bacchette magiche
La verità fondamentale è che non esistono bacchette magiche. Per smontare e rimontare completamente una squadra, sradicando vecchi equivoci tattici ci vorranno almeno due sessioni piene di calciomercato. Il cantiere Juve è aperto, i lavori sono in corso: un'opera necessaria, a patto che si trovi in fretta chi sappia difendere quei pali rimasti pericolosamente scoperti.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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