Una festa rovinata solo dall'inutile invasione di campo
Spalletti era stato sicuramente avvertito, ma solo dopo averla vissuta in prima persona si è reso conto di quanto affetto ruota attorno a quella semplice partitella in famiglia di metà agosto, che quasi tutti aspettano da un anno all'altro per dire “io c'ero e ho visto la mia nuova Juve”. Qualcosa di più di una semplice amichevole, una tradizione tramandata di generazione in generazione, che però comincia a perdere un po' l'essenza di quella sfida che ha sempre mischiato romanticamente presente e futuro bianconero. Altro fascino quando si giocava tra i monti di Villar Perosa, a mercato praticamente concluso, rispetto ad un legame sempre più mordi e fuggi - ora allo Stadium - dove spesso parte dei giocatori sono sconosciuti o con le valigie in mano. L'effetto però non cambia, così come l'incredulità nello scappare negli spogliatoi ad invasione avvenuta. C'è un però, e dovrebbe far riflettere anche gli organizzatori, ed è il rispetto della manifestazione così come la tutela della sicurezza di tutti i partecipanti. Senza dimenticare il valore tecnico dell'ultimo test prima della ripresa ufficiale della stagione. Il campo ha detto che i giovani di mister Brambilla hanno provato a far dimenticare l'eliminazione dalla coppa Italia del giorno prima, mentre gli undici titolari di Spalletti hanno chiarito da dove – e da chi - ripartire domenica prossima nella prima uscita stagionale.
Campionato – Tolto Pinsoglio, schierato per sciogliere ancor di più le tracce di Di Gregorio, toccherà quasi certamente a Perin ricoprire il ruolo di titolare a Frosinone, prima di consegnare le chiavi a Vicario, ultimo arrivato e forse non ultimo acquisto di questa sessione estiva. Ormai lontani da qualsiasi ripensamento su Di Gregorio, Arthur e Nico Gonzalez - neppure presenti sotto false vesti - i nuovi arrivati hanno invece ricevuto la giusta investitura davanti ai tifosi e da parte di Spalletti davanti ai microfoni. Con i nuovi innesti è stata aggiunta esperienza e personalità, quella che è venuta a mancare nei momenti cruciali della passata stagione. Ora Spalletti ne è consapevole e ha manifestato tutta la sua soddisfazioni per il sostegno manifestato concretamente, e non senza qualche difficoltà, dall'intero staff dirigenziale e dallo stesso patron Elkann seduto al suo fianco per tutta la durata dell'amichevole. «Sono ritornato a fare il secondo – ha ammesso Spalletti - e con la sua presenza, sono retrocesso di posizioni in panchina e sono stato zitto, perché volevo ascoltare quello che aveva da dire. Ha fatto domande intelligenti ed è stato curioso». Curioso come il silenzio del mister che non ha replicato «perché avevo timore di rispondergli». La nuova stagione nasce forse già sotto una nuova buona stella.
Elkann – A confermarla, le parole di John Elkann, più che mai impegnato in prima persona in questa fase di ricostruzione: «L’ambizione della Juventus sarà sempre quella di vincere. Quest’anno abbiamo una serie di grandi impegni in Italia e in Europa ed è importante portarli avanti. Nella nostra storia abbiamo sempre avuto dei cicli e da uno all’altro passa un tempo importante anche per poter ricostruire».
Ora quindi si guarda ragionevolmente avanti e col giusto grado di ottimismo: la società sta crescendo, la squadra è migliorata e l'allenatore merita fiducia totale per ritornare ad essere protagonisti del proprio destino.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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