Una festa rovinata solo dall'inutile invasione di campo

Una festa rovinata solo dall'inutile invasione di campoTuttoJuve.com
Oggi alle 02:06Firme Bianconere
di Antonio Paolino
Diplomatico e concreto l'invito di Spalletti di godersi per le prossime volte quasi tutta la partita prima di entrare in campo

Spalletti era stato sicuramente avvertito, ma solo dopo averla vissuta in prima persona si è reso conto di quanto affetto ruota attorno a quella semplice partitella in famiglia di metà agosto, che quasi tutti aspettano da un anno all'altro per dire “io c'ero e ho visto la mia nuova Juve”. Qualcosa di più di una semplice amichevole, una tradizione tramandata di generazione in generazione, che però comincia a perdere un po' l'essenza di quella sfida che ha sempre mischiato romanticamente presente e futuro bianconero. Altro fascino quando si giocava tra i monti di Villar Perosa, a mercato praticamente concluso, rispetto ad un legame sempre più mordi e fuggi - ora allo Stadium - dove spesso parte dei giocatori sono sconosciuti o con le valigie in mano. L'effetto però non cambia, così come l'incredulità nello scappare negli spogliatoi ad invasione avvenuta. C'è un però, e dovrebbe far riflettere anche gli organizzatori, ed è il rispetto della manifestazione così come la tutela della sicurezza di tutti i partecipanti. Senza dimenticare il valore tecnico dell'ultimo test prima della ripresa ufficiale della stagione. Il campo ha detto che i giovani di mister Brambilla hanno provato a far dimenticare l'eliminazione dalla coppa Italia del giorno prima, mentre gli undici titolari di Spalletti hanno chiarito da dove – e da chi - ripartire domenica prossima nella prima uscita stagionale.

Campionato – Tolto Pinsoglio, schierato per sciogliere ancor di più le tracce di Di Gregorio, toccherà quasi certamente a Perin ricoprire il ruolo di titolare a Frosinone, prima di consegnare le chiavi a Vicario, ultimo arrivato e forse non ultimo acquisto di questa sessione estiva. Ormai lontani da qualsiasi ripensamento su Di Gregorio, Arthur e Nico Gonzalez - neppure presenti sotto false vesti - i nuovi arrivati hanno invece ricevuto la giusta investitura davanti ai tifosi e da parte di Spalletti davanti ai microfoni. Con i nuovi innesti è stata aggiunta esperienza e personalità, quella che è venuta a mancare nei momenti cruciali della passata stagione. Ora Spalletti ne è consapevole e ha manifestato tutta la sua soddisfazioni per il sostegno manifestato concretamente, e non senza qualche difficoltà, dall'intero staff dirigenziale e dallo stesso patron Elkann seduto al suo fianco per tutta la durata dell'amichevole. «Sono ritornato a fare il secondo – ha ammesso Spalletti - e con la sua presenza, sono retrocesso di posizioni in panchina e sono stato zitto, perché volevo ascoltare quello che aveva da dire. Ha fatto domande intelligenti ed è stato curioso». Curioso come il silenzio del mister che non ha replicato «perché avevo timore di rispondergli». La nuova stagione nasce forse già sotto una nuova buona stella.

Elkann – A confermarla, le parole di John Elkann, più che mai impegnato in prima persona in questa fase di ricostruzione: «L’ambizione della Juventus sarà sempre quella di vincere. Quest’anno abbiamo una serie di grandi impegni in Italia e in Europa ed è importante portarli avanti. Nella nostra storia abbiamo sempre avuto dei cicli e da uno all’altro passa un tempo importante anche per poter ricostruire».

Ora quindi si guarda ragionevolmente avanti e col giusto grado di ottimismo: la società sta crescendo, la squadra è migliorata e l'allenatore merita fiducia totale per ritornare ad essere protagonisti del proprio destino.