Con Sarr e Woltemade un mercato di “buone” seconde scelte
La sessione estiva di mercato chiuderà alle 20 di questa sera e non darà la possibilità di aggiustamenti in corsa, salvo ricorrere a giocatori svincolati, fino all'inizio del nuovo anno. La formula e le modalità continuano a far discutere, ma il giro di denaro è impressionante tanto da garantire un flusso continuo di operazioni, oltre a interessanti introiti per gli intermediari. Fateci caso, nessun club italiano può permettersi di abbondare nelle spese, ma inevitabilmente viene trascinato nel vortice dei cambi di allenatori e giocatori. Mai comunque – almeno nelle trattative all'interno dei nostri confini – con la sicurezza di poter migliorare l'organico dopo aver peggiorato i conti. Eppure ci si trova quasi costretti a muoversi all'interno di questo sistema per evitare quell'immobilismo tanto caro solo agli amministratori.
Scelte – La necessità di rinforzare l'organico, almeno tra le squadre più ambiziose e con buone disponibilità economiche, raccomanda comunque massima attenzione: troppi i giocatori e troppa poca professionalità in chi spesso li rappresenta. Ed ecco spiegato il motivo per cui un David funziona in Francia, molto meno in Italia e riesce comunque a trovare estimatori in Spagna (prestato all'Atletico) nel giro di pochi anni. La cosiddetta scommessa in cui, a costi bassi, a rimetterci sono solo le coronarie dei sostenitori. Ma attenzione perché quando la fai te la devi anche aspettare. Augurandoti di rischiare il meno possibile. Guarda caso, gli ultimi due obiettivi bianconeri – il centrocampista Sarr (già sbarcato a Torino nella serata di ieri) e il tedesco Woltemade (atteso nella mattinata di oggi, salvo ripensamenti alla Kessié) arrivano per mettersi in gioco dopo l'ultima annata non indimenticabile. Ma come capitato a Vlahovic in Turchia, a Openda in Francia e a Vicario rientrando in Italia, cambiare aria può essere d'aiuto per ritrovare la serenità perduta. Il tedesco, dopo un brillante 2024-25 allo Stoccarda (17 gol in 33 presenze), in Premier ha faticato più del previsto. Col Newcastle, in 54 presenze, problemi ambientali e sole 12 reti e 5 assist. Quattro anni è invece durata l'esperienza di Sarr alla corte degli Spurs in cui ha collezionato 141 presenze con 11 gol e 11 assist e un'Europa League. Non più al centro dei rispettivi progetti, dopo investimenti importanti, eccoli arrivare in Italia con la formula del prestito e la necessità di Carnevali di mettere a disposizione di Spalletti due giocatori “utili”, ma che fino a qualche giorno fa non erano contemplati nella fascia di massima preferenza. E' stato cosi anche per Vicario, dopo aver puntato Dibu Martinez, e lo è adesso anche per loro due dopo aver cercato Kessié e Sorloth, e aver fatto un “pensierone” sulla riconferma di Vlahovic. La situazione ereditata era talmente complessa che di più, al primo anno, non si è riusciti a fare. Anche se l'ultimo colpo potrebbe prevedere l'uscita di Cabal, in direzione Atalanta, e l'ingresso di Tagliafico per avere un sostituto naturale di Cambiaso. E poi sarà il campo, e l'infermeria (Yldiz, Thuram e Ekhator) a dire se la rivoluzione avrà prodotto l'effetto sperato.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

