Giraudo: "Tornare allo Stadium? Solo se mi invita l’Ingegner Elkann. Ho apprezzato un suo messaggio. La sua riservatezza non deve ingannare"

Giraudo: "Tornare allo Stadium? Solo se mi invita l’Ingegner Elkann. Ho apprezzato un suo messaggio. La sua riservatezza non deve ingannare"TuttoJuve.com
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di Fabio Moretti
Antonio Giraudo racconta il rapporto con John Elkann, elogia la crescita di Exor e rivela a quale condizione sarebbe disposto a tornare allo Stadium.

A vent'anni da Calciopoli, Antonio Giraudo torna a parlare in un'intervista esclusiva concessa al quotidiano La Stampa. L'ex amministratore delegato della Juventus, protagonista del ricorso presentato davanti alla giustizia europea, ripercorre una vicenda che continua ad alimentare discussioni nel calcio italiano anche alla luce degli elementi emersi negli anni successivi.

Giraudo racconta il rapporto con John Elkann

Tra i numerosi argomenti affrontati dall'ex dirigente bianconero trova spazio anche il suo rapporto con John Elkann, oltre al legame mai completamente interrotto con la Juventus.

Giraudo e il ritorno allo Stadium

Giraudo ricorda innanzitutto di non aver mai avuto il desiderio di frequentare lo Juventus Stadium, inaugurato quando la sua esperienza dirigenziale nel club era ormai terminata.

L'unica eccezione arrivò per una partita alla quale decise di assistere insieme al figlio e al nipote:

«Non ci sono mai più voluto tornare. Ho ceduto solo una volta. Mio figlio aveva comprato tre biglietti ai distinti, per me e il mio nipotino. Non ho potuto dire di no».

Quella presenza sugli spalti non passò inosservata ai sostenitori bianconeri. Giraudo racconta di essere stato riconosciuto e circondato dai tifosi al momento di lasciare l'impianto:

«Mi hanno riconosciuto. E non riuscivo a uscire dallo stadio tra foto e selfie. E il coro. “Torni, torni”».

Giraudo: «Solo se mi invita l’Ingegner Elkann»

Alla domanda sulla possibilità di tornare oggi in tribuna per assistere a una partita della Juventus, l'ex amministratore delegato pone una condizione precisa: «Solo se mi invita l’Ingegner Elkann».

Giraudo esprime quindi un giudizio particolarmente positivo sul percorso imprenditoriale compiuto negli anni da John Elkann, soffermandosi soprattutto sull'evoluzione di Exor.

L'elogio a Elkann e la crescita di Exor

Secondo l'ex dirigente juventino, i risultati ottenuti dal presidente di Exor rappresentano una dimostrazione concreta delle sue capacità:

«Sì, ha preso una Exor che capitalizzava due miliardi: oggi ne capitalizza ventidue. La sua riservatezza non deve ingannare. Ha retto, da giovanissimo, personalità come Romiti, Gabetti, Marchionne. Oggi li ha superati partecipando ai consigli di amministrazione dei principali gruppi del tech americano. E viene ricevuto alla Casa Bianca, all’Eliseo e al Quirinale».

Giraudo sottolinea quindi come, a suo giudizio, il carattere riservato di Elkann non debba portare a sottovalutarne il peso acquisito nel panorama economico e istituzionale internazionale.

Il messaggio di Elkann dopo l'assoluzione di Giraudo

Nel corso dell'intervista a La Stampa, l'ex amministratore delegato della Juventus rivela anche un episodio relativo ai rapporti personali mantenuti con Elkann.

Dopo l'assoluzione ottenuta nel procedimento riguardante i bilanci, Giraudo ricevette infatti un messaggio direttamente dall'attuale numero uno di Exor.

Giraudo: «Perfetto stile Juve»

Un gesto che l'ex dirigente ricorda ancora con particolare apprezzamento:

«Ho molto apprezzato, dopo l’assoluzione nel processo sui bilanci, un suo sms in cui si complimentava con me perché il fatto non sussisteva. Perfetto stile Juve».

Parole che testimoniano come, nonostante siano trascorsi vent'anni dalla fine della sua esperienza ai vertici della Juventus, tra Giraudo ed Elkann sia rimasto un rapporto improntato alla considerazione reciproca.