Moggi: "Sono sempre stato l'unico a difendere la Juve. Boniperti non voleva né me né Giraudo"
Luciano Moggi non le manda a dire ad Antonio Giraudo. Dopo le dichiarazioni rilasciate all'edizione odierna de La Stampa dall'ex dirigente bianconero, l'ex direttore sportivo della Juventus ha deciso di rispondergli a tono attraverso Radio Bianconera. Ospite della trasmissione "Cose di Calcio" condotta da Antonio Paolino, Moggi ha voluto fare chiarezza su alcune questioni sollevate dallo stesso Giraudo, come il presunto dissenso di Giampiero Boniperti sul suo arrivo a Torino.
Moggi: "Nessuno mi può tacciare di mancanza di rispetto"
"Sono d'accordo sul modo di portare avanti la Juventus e dell'invidia che ha portato la Juventus a Calciopoli - ha dichiarato Moggi ai microfoni di Radio Bianconera - Non ho capito però alcune cose dichiarate: quando si parla del non rispetto nei confronti di chi lavorara con me. Non è mai venuta fuori questa storia dei nostri dissapori, eravamo delle persone dirette e dovevamo dirlo in quel momento lì se qualcosa non andava e non adesso. Io non mi prendo dei meriti, ho sempre detto che lavoravamo all'unisono, nello spogliatoio di Reggio Calabria con Paparesta c'era anche Giraudo. Quando andammo a firmare con Capello c'era anche Giraudo, ho sempre rispettato tutti. Nessuno mi può tacciare di mancanza di rispetto. Ho sempre detto che poteva fare il presidente della Federazione ma l'ho detto perchè l'ho visto lavorare e non era la fraterna amicizia a farmi parlare ma era la verità. Fino al 2006 che c'eravamo noi, il campionato italiano era il più bello del mondo, abbiamo vinto il Mondiale e i giocatori che erano in Nazionale erano al 60% della Juventus. Il lavoro andava bene e l'amicizia era cementata, non dai risultati, ma da una bella collaborazione".
Moggi: "Boniperti non voleva né Moggi né Giraudo"
"Un'altra cosa che non mi è piaciuta è quando dice che Boniperti non voleva Moggi, ma in realtà Boniperti già non c'era più e poi non voleva né Moggi né Giraudo, tifoso torinista sfegatato - ha proseguito ancora Moggi - Ci hanno contestato all'inizio prima di capire che in mani nostre la Juve era al sicuro. Quando leggo della mia presunta comunicazione vanitosa, dico che io non ho mai detto che ero il migliore, mi hanno fatto diventare i tifosi più bravo di quello che sono. Ho sempre pensato al 'noi' e non all'io. Forse qualcuno ci ha voluto mettere lo zampino per mettersi in mezzo a noi. Ho sempre detto che la persona più brava fosse Giraudo, era lui a capo della nostra triade. Non accetto certe dichiarazioni. Lo ringrazio per quello che ha fatto, ma parla nel momento in cui si opera, doveva dirlo prima che certe cose non gli stessero bene. Mi dispiace essere frainteso perché l'ho sempre ritenuto un amico e un fratello. Sono sempre stato l'unico a difendere la Juventus e lui spesso non mi ha aiutato durante il processo".
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