Vlahovic: "L'ultima volta che ho sentito la Juve è stato il 2 giugno, poi più nulla"

Vlahovic: "L'ultima volta che ho sentito la Juve è stato il 2 giugno, poi più nulla"
Oggi alle 13:50Primo piano
di Alessio Tufano
Il serbo ha parlato a Mozzart Tv: "Ho letto tante bugie sul mio rinnovo, la verità è che ne abbiamo parlato solo in quell'occasione. Spalletti? Lo ringrazio per aver provato a trattenermi"

Dusan Vlahovic è tornato a parlare del suo approdo al Besiktas in un'intervista rilasciata a Mozzart Tv. L'ex numero 9 bianconero non nasconde l'entusiasmo per la sua nuova avventura in Turchia.

L'addio alla Juventus

"Si è parlato tantissimo del mio possibile rinnovo e capisco i tifosi che leggono quello che viene scritto sui giornali e sui social, ma la verità è che io non ho mai avuto una sola conversazione concreta con la dirigenza del club. Ho avuto un contatto verso la fine della passata stagione, l'ultima volta li ho sentiti il 2 giugno e quella conversazione si concluse senza arrivare ad un accordo, poi più nulla. Si è detto che io avevo posto delle condizioni ma non è la verità. Sicuramente nell'ultimo anno a Torino l'infortunio ha pesato perchè arrivato in un buon momento, stavo giocando con continuità, era appena arrivato Spalletti e lo ringrazio perchè ha fatto molto per me ed ha spinto perchè restassi alla Juve. La situazione in attacco non ha influito sul mio impetgno, sono un professionista e che io sia il primo, il secondo o il terzo attaccante, questo non influisce sul mio lavoro. Anche se in quel periodo non ero la prima scelta ho sempre spinto al massimo, poi quando ho ricominciato a giocare l'infortunio ha interrotto tutto e mandato di fatto in fumo la mia stagione".

"Il club ha fatto di tutto per avermi"

"Le prime impressioni per me sono fantastiche, non ho ancora visitato la città ma i tifosi mi hanno riservato un'accoglienza incredibile e mi sento davvero felice, al di là di quello che mi sarei aspettato. Qui i tifosi vivono per il calcio, è meraviglioso. Le pressioni non mancano, ma sono abituato ad averci a che fare fin da ragazzo, da me c si aspetta il massimo ed io lavoro ogni giorno per dare il meglio anche per soddisfare le mie stesse ambizioni che sono sempre elevate, punto ai traguardi più importanti, anche se qui non sarà facile perché ci sono Galatasaray, Fenerbahçe e Trabzonspor oltre a noi. Il mio obiettivo è vincere il campionato con il Besiktas. Molte squadre mi hanno cercato quando ero svincolato ed io mi sono preso del tempo per riflettere, ma il Besiktas ha fatto di tutto per acquistarmi. Nella vita è importante andare dove ti desiderano di più e il presidente e il direttore sportivo me l'hanno dimostrato venendo a Belgrado e trattenendosi per tanti giorni. La loro ambizione, il progetto e soprattutto l’allenatore hanno avuto un ruolo fondamentale. Italiano lo conosco dai tempi della Fiorentina, e forse è stato l’aspetto più importante".