Giraudo: "Calciopoli gogna mediatica figlia dell'invidia. La triade? Comandavo io. Moggi? Si è rovinato da solo"
Intervistato da "La Stampa", Antonio Giraudo, ex dirigente della Juventus, torna a parlare a distanza di 20 anni ed affronta diversi temi, partendo da Calciopoli.
Cosa è stata per lei Calciopoli?
“Una gogna mediatica senza precedenti, figlia dell’invidia di chi non ci ha battuto sul campo. Ma la vera conseguenza è stata quella di affossare il calcio italiano. A conti fatti è stato, per invertire la formula, un topolino che ha partorito una montagna”.
Quale sarebbe il topolino?
“Il topolino è la fotografia che emerge alla fine dei lunghi processi: nessun campionato alterato. Come disse Sandulli, presidente della Corte Federale, “un mondo fatto di cattive abitudini, non di illeciti classici”.
Queste cattive abitudini proseguono ancora oggi?
"Mi sembra si stia parlando molto di una certa “arbitropoli”. E che il telefono sia ancora caldo. O no?”
Con l’Avvocato e il Dottore viventi Calciopoli sarebbe mai esplosa?
“Non sarebbe successo nulla di quello che è successo”.
Perché?
“Ci hanno seguiti, intercettati e spiati privatamente. Non si sarebbero mai permessi nemmeno di immaginare certe cose con Gianni e Umberto Agnelli. Sarebbe prevalso il codice di rispetto che vigeva nel capitalismo italiano”.
Ma chi comandava per davvero nella triade?
“Comandavo io. Il termine triade non mi piace. Io ero a capo di un gruppo di persone, a cui va dato il merito dei risultati. Bettega, Romy Gai, Opezzi e Agricola”.
E Luciano Moggi? L’Avvocato lo chiamava “lo stalliere del Re”.
“Gabetti e Boniperti non lo volevano. Il compromesso fu: veniva assunto senza potere di firma e rappresentanza nelle istituzioni. Come gestore del gruppo riconosco tutt’ora le sue capacità”.
Aveva ragione Boniperti sul resto?
“Sì è rovinato da solo nella comunicazione vanitosa, dovuta al fatto che non aveva avuto esperienze industriali. Ha fatto danni a se stesso e mancato di rispetto a chi ha lavorato con lui”.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

