La promessa di Woltemade
Nick Woltemade ha impiegato poche parole per spiegare perché Luciano Spalletti lo abbia voluto alla Juventus. È alto quasi due metri, ma non vuole essere considerato un centravanti da quasi due metri. Ed è proprio questo il grande equivoco che accompagnerà probabilmente i suoi primi mesi in Italia.
Lo guardi e immagini immediatamente palloni alti, cross, sponde e duelli aerei.
Poi lo vedi giocare e scopri un attaccante differente.
Woltemade preferisce il pallone sui piedi, ama partecipare alla manovra, può abbassarsi tra le linee e soprattutto considera tecnica e comprensione del gioco le proprie caratteristiche principali, come riporta Gazzetta.
Lo ha spiegato lui stesso:«Da me ci si aspetterebbe uno stile di gioco fisico, ma le mie qualità migliori sono la tecnica e la comprensione del gioco».
È probabilmente la frase più importante della sua presentazione.
La tentazione sarà inevitabile. Juventus in difficoltà? Dentro Woltemade e palloni alti. Ma utilizzarlo soltanto così significherebbe probabilmente sfruttare una parte minima delle sue qualità. Il tedesco possiede una struttura fisica impressionante, ma ragiona spesso come un trequartista dentro il corpo di un centravanti.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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