Giletti: "La certezza della Juve è Carnevali. Il suo è stato un mercato da 10"

Giletti: "La certezza della Juve è Carnevali. Il suo è stato un mercato da 10"TuttoJuve.com
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Oggi alle 20:50Altre notizie
di Daniele Petroselli
Il giornalista, noto tifoso bianconero, ha parlato della sessione appena terminata e anche delle parole di Giraudo uscite oggi

"Il mercato? Riparte da una certezza che si chiama Giovanni Carnevali. Alla fine è la società che fa la differenza. Abbiamo un uomo di grande esperienza, ha lavorato benissimo a Sassuolo, la carta con cui si prensenta a noi in questa estate è ottima. ha preso un portiere che ci mancava, un centravanti, e poi ha fatto quello che doveva fare, allontanando chi non ha funzionato. Posso dargli un 10, ha rinforzato nettamente la difesa, ha rinforzato l'attacco, e poi Spalletti. Ora sono i giocatori che devono fare la differenza. abbiamo perso due elementi fondamentali come Yildiz e Thuram, ma andiamo avanti". Lo ha detto il giornalista e conduttore Massimo Giletti, grande tifoso juventino, intervenuto a Radio Bianconera durante Fuori di Juve.

Poi un commento sul "ritrovato" Nico Gonzalez: "Devi saper gestire e parlare con i giocatori. Spalletti ha parlato molto a lungo con Nico, se hai la capacità di fargli aprire una porta che sembrava chiusa...Certo avevamo uno che lo faceva giocare a sinistra. Credo che però Nico sia uno da far entrare, quando parte da titolare, anche con l'Argentina, non ha fatto la differenza".

Giletti che poi ha disegnato il suo attacco della Juve, vista ora anche l'assenza di Yildiz: "E' un dilemma vero. Non so domenica cosa farà Spalletti, l'arrivo di Woltemade forse preclude anche a qualche panchina in più per Kolo Muani. La Juve difficile che rinuncia a due ali vere. Mi ricordo Allegri, che trasformò Mandzukic sulla fascia, se Kolo Muani avesse quelle qualità. E mi sembra tutto meno che cattivo come il croato".

E ha concluso dicendo: "Giraudo era l'uomo giusto al posto giusto. E' un uomo che non guarda in faccia a nulla, aveva un solo obiettivo. Ricordiamoci come trasformò la Juve. Sappiamo tutti cosa ha fatto, va a dire cose scomode e ha aspettato che tutto fosse finito e si è preso una bella soddisfazione ora. Le parole su Moggi? Ci stanno le ruggini. Per me Moggi è quello che ci capisce più di calcio, ma quello che è mancato alla Juve è un uomo di coraggio, dopo l'addio di Marotta".