Ottimizzare o cambiare: il dubbio in casa Juventus davanti alle emergenze

Ottimizzare o cambiare: il dubbio in casa Juventus davanti alle emergenzeTuttoJuve.com
Oggi alle 00:31Firme Bianconere
di Vincenzo Marangio
Con l'infermeria piena Spalletti è chiamato a trovare soluzioni per le prossime tre gare prima della lunga pausa

Non è cominciata sotto una buona stella la stagione della Juventus, e non per via dei risultati ma degli infortuni. Tanti, troppi. La lista degli indisponibili è lunga, i tempi di recupero non si accorciano mai e, anzi, chi è fermo, in teoria, per un affaticamento muscolare (vedi McKennie) resta fuori quanto un giocatore che ha avuto una lesione. Così diventa onestamente difficile per Luciano Spalletti che deve trovare le giuste contromisure per non perdere punti in questa delicata fase di stagione. Partire bene, infatti, non solo aiuta nell'autostima ma determina dal punto di vista della classifica. Se ne perdono sempre di punti per strada, ma inciampare già all'inizio di un cammino mentre gli altri corrono può essere già decisivo e condizionare l'intera annata. 

Sia chiaro, gli infortuni fanno parte del gioco e la responsabilità è quasi tutta della sfortuna soprattutto se arrivano tutti insieme, Yildiz, Cambiaso e Locatelli traumatici; Ekhator, Boga, Cabal, McKennie muscolari; Sarr di ritorno da una lesione è semplicemente recupero, l'infortunio occorso, invece, a Thuram già merita una considerazione diversa. Quanto tempo è passato prima di capire che era necessario un intervento? Perché lo si è rimandato? Chi ha voluto si rimandasse? Perchè non si è sfruttata l'estate per consentire al francese di rientrare in tempi utili? Ormai è acqua passata, ma la sensazione che questo infortunio sia stato gestito alla maniera di Pogba è forte. 

Iutile piangere sul latte versato, fondamentale, invece, trovare le giuste soluzioni. Se ci si affida agli uomini a disposizione, non si può usare il plurale perché la soluzione è unica: Koopmeiners e Douglas Luiz titolari e Owusu in panchina pronto ad entrare in caso di necessità. E questa sarebbe l'ottimizzazione: usare ciò che è rimasto, sfruttare questa fase per far crescere due giocatori da cui non si è mai ottenuto ciò che si penrsava e che potrebbero, nell'emergenza, crescere e diventare armi in più da usare quando recupereranno i titolari. L'altra soluzione è il cambiamento. Passare, per esempio, dal 4-2-3-1 al 3-4-2-1 o 3-4-1-2, sfruttando i centrocampisti rimasti ma in un centrocampo più folto, recuperando Kelly in una difesa a tre da schierare con Bremer e Lucumi e non perdere due attaccanti esterni dietro una punta. Le controindicazioni sono che sia Conceicao che Alajbegović non si troverebbero a loro agio più centrali dietro una punta e si rischierebbe di sperperarne le potenzialità. Ma il cambiamento per necessità spesso richiede sacrifici.

Al momento, però, la teoria più plausibile sembrerebbe essere quella del conservatorismo: ovvero recuperare Sarr (che ieri si è allenato con la squadra), portarlo in panchina contro il Sassuolo, mantenere il 4-2-3-1 con Koopmeiners e Luiz avanti alla difesa e far giocare il senegalese uno spezzone di partita e poi almeno un tempo contro il Nec per ritrovarselo al top contro l'Atalanta. Stringere i denti, aspettare la sosta, e recuperare tutti quelli recuperabili per ripartire. Ma questo inizio difficile di stagione ha raccontanto che serve un piano B e forse anche un piano C.