La cambiale in bianco del popolo bianconero. Sfoltire non basta, serve qualità..e subito!

La cambiale in bianco del popolo bianconero. Sfoltire non basta, serve qualità..e subito!TuttoJuve.com
Oggi alle 00:10Firme Bianconere
di Alessandro Santarelli
La vittoria estiva contro lo Standard Liegi porta un sorriso, ma i problemi, al momento, restano esattamente gli stessi

La prima vittoria del pre-campionato della nuova, o forse sarebbe meglio dire vecchia,  Juventus targata Luciano Spalletti porta la firma di Fabio Miretti. L’1-0 contro lo Standard Liegi  restituisce un timido  sorriso dopo il pareggio a reti bianche di Basilea, ma non può e non deve nascondere la realtà. È calcio d'estate, d'accordo. Ma è anche un calcio che mostra, in trasparenza, gli stessi identici nodi strutturali irrisolti di un anno fa.

LA FRESCHEZZA DELLA LINEA VERDE 

La nota più lieta di queste settimane arriva, ancora una volta, dagli spalti, quelli che troveranno i giocatori allo Stadium e che già possono vedere in queste trasferte in piena estatee dal coraggio della linea verde. Mentre i big, si i pochi che ci sono,  faticano a trovare la condizione e il mercato stenta a decollare, a Liegi le risposte migliori sono arrivate dai ragazzi. La freschezza di Licina, la personalità di Durmisi e l'ottimo spezzone di Oboavwoduo nel finale dimostrano che la "Next Gen" e il settore giovanile rimangono un patrimonio da valorizzare. Se la qualità oggi la portano i ragazzini, significa che le fondamenta sono solide, ma significa anche che ai titolari  serve una scossa immediata. Ah, nota non a margine, che emozione vedere un gol su punizione. Marce rara alle nostre latitudini

UNA FIDUCIA DA RIPAGARE   

Una spinta straordinaria dicevamo, arriva dal pubblico. Mentre la dirigenza arranca tra incastri di bilancio e difficoltà  di mercato, il popolo bianconero ha risposto presente. La campagna abbonamenti 2026/27 ha già superato la quota della passata stagione, quando si toccarono le 19.200 tessere. I tifosi hanno firmato un'altra cambiale in bianco, rinnovando una fiducia incondizionata che non si basa sulle figurine del mercato attuale, ma sulla fede per la maglia.

Una fiducia che, però, adesso suona come un chiaro messaggio alla società: la pazienza non è infinita. È vero, sul fronte delle uscite qualcosa finalmente si muove. Si è sbloccato il domino delle cessioni "necessarie" con l'addio di Lois Openda, promesso sposo del Lione in prestito oneroso dopo una sola e deludente stagione all'ombra della Mole, e i saluti di João Mário. Due equivoci tattici ed economici finalmente risolti. Ma sfoltire è solo metà del lavoro, e qui scatta l'appello  alla dirigenza.

GLI ESUBERI MA...

Nessuno nega che la sessione sia complessa, bloccata da una giungla di esuberi difficili da piazzare e dall'ostracismo di Jonathan David. L'attaccante canadese si è impuntato, rifiutando le opzioni di cessione e congelando di fatto lo spazio di manovra necessari per l'affondo decisivo sui veri obiettivi di Spalletti. Una testardaggine contrattuale che pesa come un macigno. Tuttavia, l'alibi del "mercato difficile" non può diventare una scusa per l'immobilismo. La Juventus non può permettersi di rimanere ostaggio dei capricci dei singoli o dei tempi lunghi dei club acquirenti.

NON COMMETTERE GLI STESSI ERRORI

Questa rosa ha un disperato bisogno di un innesto di pura qualità . Se si vuole davvero cambiare marcia rispetto all'anno scorso, la dirigenza deve darsi una mossa, inventare soluzioni creative e rischiare qualcosa in entrata senza aspettare gli ultimissimi  giorni di agosto. La fiducia della piazza è stata blindata al botteghino; ora spetta alla società rompere l'impasse prima che l'inizio del campionato trasformi i vecchi difetti in nuovi rimpianti.