I nodi vengono al pettine: tra il cantiere di Spalletti e le vergogne del Palazzo
Andiamo subiti dritti al primo punto? Ma si e allora per quanto riguarda l’amichevole di ieri mi chiedo, ma ha davvero senso scendere in campo per un primo test dopo appena una settimana dall'inizio del ritiro? È assurdo pretendere risposte tattiche o atletiche da giocatori che hanno ancora i muscoli imballati dai primi carichi di lavoro, aggiungendo che molti di questi, ci auguriamo, non faranno parte della rosa. Il risultato è stato uno 0-0 soporifero, specchio fedele dei mali cronici degli ultimi anni: questa Juventus non segna mai. Detto ciò la sensazione è che al momento la Juve sia ostaggio dei soliti esuberi invendibili. Giocatori con pochi stimoli, strapagati, che continuano a non incidere e a zavorrare la ricostruzione. Organizzare una partita simile in queste condizioni è servito solo a evidenziare i soliti difetti prima del tempo, l’importante però è che i tifosi ne siano consapevoli e non traggano, per ora, alcuna conclusione.
L'allarme e il realismo di Spalletti
Preferisco allora concentrarmi sulla prima conferenza stampa di Spalletti che ha evidenziato il momento : "Siamo lontani dallo scudetto, la squadra va rinforzata e completata". Un messaggio chiaro del quale sia Carnevali che Massara sono assolutamente consapevoli e incolpevoli, al contrario di chi li ha preceduti in questi ultimi anni. Il mister, che ribadiamo ha le sue responsabilità nel fallimento della passata stagione,sa benissimo che al momento ha tra le mani una rosa incompiuta, priva della qualità necessaria per competere ai vertici.
Il blitz di Celik un antipasto, ora servono i giocatori decisivi
Sia chiaro, il blitz di mercato con cui la Juventus ha scippato Zeki Çelik alla Roma è stato un ottimo colpo, sia per tempismo che per l'efficacia dell'operazione, nonostante le parole del solito “ rosicone” Gasperini, ma un terzino non può bastare a cambiare il volto di una squadra. Serve altro, serve ben altro. Manca un cervello a centrocampo, manca un bomber spietato che la butti dentro alla prima occasione, serve là davanti salutare quanto prima l’impacciato Openda e magari anche il canadese dagli occhi di ghiaccio, cosi come i piedi…. Il tempo c’è ma Spalletti ha bisogno di titolari veri, non di altre scommesse low-cost.
Arbitropoli e un sistema marcio
Mentre la Juventus fatica sul campo, fuori va in scena l'ennesimo teatrino grottesco. Lo scandalo "Arbitropoli" svela un sistema marcio, ma il verdetto è già scritto: l'Inter ne esce “ stranamente” illibata, protetta da media e istituzioni pronti a minimizzare tutto. Una vergogna che fa il paio con quanto accaduto in passato, quando si è cercato di distruggere politicamente la Juventus. La recente sentenza della Corte di Giustizia Europea su Andrea Agnelli, però, ha spazzato via quel castello di bugie, dimostrando l'illegittimità di una persecuzione mirata. Il tempo è galantuomo, il Palazzo un po' meno: quest'anno per vincere bisognerà essere più forti di tutto il fango
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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