Riecco Spalletti tra ammissioni di colpevolezza e fiducia nella dirigenza

Riecco Spalletti tra ammissioni di colpevolezza e fiducia nella dirigenzaTuttoJuve.com
Oggi alle 00:07Firme Bianconere
di Vincenzo Marangio
Il tecnico di Certaldo non nasconde le proprie colpe davanti ai fallimenti della scorsa stagione, ma per ambire allo scudetto servirà una rosa diversa. Tanti complimenti a Carnevali e Massara, un feeling che lascia ben sperare.

La nuova stagione della Juventus possiamo dire che riparte dalle parole di Spalletti alla sua prima conferenza stampa, una chiacchierata meno prolissa e più concreta che spiega bene quale sarà, nelle intenzioni, il nuovo corso. L'ambizione c'è ma la sensazione è che sia mascherata (visione ottimistica) o adombrata (realistico-pessimista) dalle tante cose da fare sul merato per potenziare, anzi rinforzare, anzi, completare la rosa. La sensazione più evidente che emerge dalla prima uscita comunicativa di Spalletti è quella di un ritrovato feeling con la società, quel feeling che, in realtà, non c'era mai stato con la vecchia dirigenza a parte qualche cena con Modesto o chiacchierata (chissà in che lingua) con Comolli quando era a bordo campo a seguire gli allenamenti. Lo scenario, da questo punto di vista, invece, è letteralmente cambiato "con Massara ho già lavorato ed è un top" dice ed esalta anche Carnevali "non ci ho mai lavorato ma abbiamo sempre avuto un grande feeling" quello che nasce tra chi parla la stessa lingua.

Può sembrare banale, possono addirittura apparire come frasi di circostanza, ma in realtà questa è una base fondamentale su cui costruire un futuro più solido e ambizioso per la Juventus. Intanto perché, finalmente, ci sarà unità di vedute, il che non significa necessariamente che arriveranno tutti i giocatori che richiede Spalletti ma quantomeno non arriverà un esterno di un metro e settanta quando la richiesta è una punta centrale di un metro e novanta (per fare un banale esempio) e soprattutto è il modus operandi di Carnevali e Massara che ha convinto non solo i tifosi, non solo il sottoscritto (per quanto possa contare) ma soprattutto il tecnico che tesse le lodi anche di questo aspetto "Magari avrete altre notifiche alle 20 di giocatori presi senza che nessuno sappia neanche che erano stati trattati, è così che si muove una grande società". 

Opportuna e sacrosanta anche la presa di coscienza degli errori commessi nella passata stagione. Spalletti, prima di parlare di una squadra che dovrà fare meglio e capire il momento in cui mettersi sui pedali e spingere senza poi buttare via tutto, si prendere le proprie responsabilità "Devo allenare io per primo meglio rispetto a quanto fatto nella scorsa stagione, dare l'esempio con i fatti e non con le parole", e la mimica facciale lascia intuire che non sono parole di circostanza ma voglia di rivalsa vera che si porta dentro il tecnico di Certaldo. 

Dopodiché qualcuno partirà e andrà via. Anche di questo eravamo tutti persuasi. Di necessità, virtù. Perché senza Champions e con costi di cartellini schizzati alle stelle, anche per poter aderire ai saldi di fine mercato bisognerà prima far cassa cercando, se possibile, di non svendere i propri asset per non rendere gli acquisti ancora più complicati. Patti chiari, amicizia lunga, fiducia tra tecnico e società reciproca. L'incipit di questa stagione sembra quello giusto.