Calabrò: "Sentenza Agnelli? Siamo stati distrutti, una dirigenza vincente è stata annullata"
Piero Calabrò, ex magistrato e noto tifoso della Vecchia Signora, è intervenuto a Radio Bianconera, dove ha parlato della sentenza presa dalla Corte UE sul ricorso di Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene, che rivoluzionerà la giustizia sportiva italiana: "E' una sentenza vera e propria, e come tale ha validità in tutti gli stati membri dell'UE - ha detto a Fuori di Juve -. Io ho tantissimi rimpianti. E risalgono anche al 2006. Se fossero state applicate queste regole, un commissario straordinario non avrebbe potuto mandare via quelli che erano gli organi della giustizia sportiva, nominare a proprio piacimento una serie di giudici pescati qua e là e quindi creare un tribunale speciale. I tribunali speciali sono vietati dalla Costituzione, esistono durante l'epoca fascista proprio per contrastare gli oppositori".
"Siamo stati distrutti"
E Calabrò ha aggiunto: "La stessa cosa è successa con la dirigenza della Juve, quella che aveva portato per nove anni consecutivi, anche dieci perché l'anno di Pirlo comunque un paio di trofei aveva portato a casa, a dominare il calcio italiano. Siamo stati distrutti, una dirigenza vincente è stata annullata, squalificata, senza possibilità di ricorrere a un giudice ordinario, senza possibilità, come dice adesso la Corte di giustizia europea, di avere misure cautelari. Misure cautelari significa che possono anche ottenere una sospensione in attesa di un giudizio serio, equo e approfondito. Quindi è stato creato un danno economico enorme, oltre ad aver annullato questa dirigenza. Non dimentichiamoci che siamo stati retrocessi di non so quante posizioni classiche estromessi dall'Europa e quindi oggi stiamo pagando anche dal punto di vista economico e quindi da questi accordi che abbiamo dovuto fare, settlement agreement e quant'altro con la UEFA. Se non puoi spendere e hai dissipato il patrimonio sportivo ed economico che avevi prima, non certo per colpa tua, devi cucinare il piatto con gli ingredienti che puoi permetterti di acquistare".
E' arrivato il momento di cambiare
Mentre sul risarcimento economico che potranno chiedere Agnelli e Arrivabene ha detto: "Sicuramente. Purtroppo ormai l'hanno scontato quando anche il TAR arrivasse a dire, applicando questi principi, che non sono stati giudicati in modo equo da un giudice indipendente, da un giudice soprattutto precostituito per legge, non quindi nominato, magari da chi un giorno potrebbe essere perfino giudicato da questi giudici sportivi. Faccio un esempio, è come se un governatore di una regione potesse nominare lui i giudici che dovranno giudicare di tutti i reati commessi all'interno di quella regione, compresi i suoi e quelli dei suoi assessori. Quello che mi fa rabbia, ho sentito anche le dichiarazioni di Abodi che ha riconosciuto la fondatezza di quello che è stato deciso in sede europea. E però la Corte di Giustizia, esattamente un anno fa, emanò una stessa identica decisione, con gli stessi identici principi che io richiamai in un articolo del 5 agosto, non mi pare che sia stato fatto anche da questo punto di vista. Quindi se continuiamo a parlare di progetti, non è che ci voglia molto a fare una riforma seria della giustizia sportiva, basterebbe semplicemente cambiare il criterio di selezione dei giudici sportivi".
Il parere su "arbitropoli"
Infine sulla richiesta di archiviazione del caso relativo a Rocchi e alla classe arbitrale, Calabrò ha ammesso: "La Procura di Milano non ha detto che non è stato fatto niente. Ha detto che ci sono una serie di episodi confermati, accertati, nei quali c'è stata una interferenza. Io non ho la prova che questa interferenza facesse parte di un sistema, e quindi non posso contestarti il reato di frode sportiva. Ma ditemi voi se, per esempio, chiamare arbitri, piuttosto che disegnatori, 'voglio quest'altro oppure cose di questo genere', sia un comportamento sportivamente leale o leale. Oggi a bocce ferme un procuratore federale, visto che gli sono stati trasmessi gli atti, altrimenti la Procura non avrebbe trasmesso assolutamente niente, se non avesse realizzato almeno la possibilità di contestare un rilievo sportivo, ci dica motivatamente se questi sono comportamenti leali o sleali. Se sono leali, l'articolo 4 si apre. Odio sportivamente chi ha odiato la Juventus al punto da augurarle, e a volte spesso anche da ottenere, sanzioni pesantissime di fronte a comportamenti che non lo meritavano. Non auguro la stessa cosa agli altri, però un po' di equità la prendiamo tutti".
E ha anche aggiunto: "La Procura di Roma non ha certo archiviato il caso Osimehen, giusto? No. C'è un procedimento penale attualmente ancora in corso. Io auguro al Napoli di uscirne, perché secondo me la prova delle plusvalenze era una bluff, anche se è stata usata come una clava nei confronti della Juve e di dirigenti fantastici come Paratici, Cherubini, Andrea Agnelli e quant'altro. E però qui stiamo proprio all'assurdo, mentre la giustizia ordinaria ritiene che lì ci possa essere un'ipotesi di reato, il buon procuratore federale non solo archiviò come archiviò all'inizio il procedimento nei confronti della Juve, ma mentre nei confronti della Juve l'ha riaperto, per il caso Osimhen ha fatto trascorrere tempo. Ma se magari domani la giustizia ordinaria farà un rinvio giudizio, farà una condanna, come la mettiamo poi? Come lo spieghiamo i tifosi? Come spieghiamo che la Juventus, senza una condanna in sede penale, ha subito quello che ha dovuto subire e altre società con magari, ripeto, una condanna in sede penale, in sede di giustizia sportiva neanche un buffetto?".
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