Oltre la ferita di maggio:pazienza e competenza per ritrovare la Juventus
E così domani si riparte con la nuova stagione. La ferita di fine maggio e di un campionato terminato in maniera indecorosa è ancora aperta e la cosa che fa più male è pensare che i cancelli della Continassa saranno varcati da chi non dovrebbe esserci più. C’è una postilla però da fare, anzi due. La prima, siamo ancora agli albori del mercato e di acqua sotto i ponti soprattutto nel capitolo uscite ne passerà tanta; la seconda, per me la più importante, è che la società si è strutturata come non accadeva da tempo.
Addio ai plenipotenziari: spazio alla competenza
La struttura oggi ci permette di guardare al futuro con maggiore serenità. Siamo passati dalle parole e dagli slogan di Giuntoli e Comolli ad un board di comando che vede ogni tassello riempito. Non ci saranno più plenipotenziari convinti di poter cambiare il destino della Juventus, ma professionisti che lavoreranno su tavoli diversi ma comunicanti. Rispondo già alle obiezioni: certo non sarà un mercato da far sognare, non arriveranno campioni e le trattative potranno essere molte e diverse. Ma qui non ci sono margini di sforamento, la situazione è quella che conosciamo, difficile e con i fari dell’Uefa puntati addosso dunque ci vorrà pazienza, fiducia e amore per la maglia.
Il peso dei contratti folli e dei giocatori sopravvalutati
Avete ragione, il tifoso della Juve sta ingoiando bocconi amari da almeno sei anni, abbiamo visto arrivare giocatori sopravvalutati che si sentono forti quando non lo sono, che guardano agli anni di contratto e all’ingaggio piuttosto che a fare un passo indietro spesso foraggiati da procuratori che pasteggiano su contratti folli e sbagliati fatti dalle gestioni precedenti, ma qui amici miei ci sarà poco da fare se non con i fatti convincere alcuni elementi che l’alternativa alla cessione sarà quella di un anno tra panchina e qualche sporadica apparizione.
Il nodo dei 31 in rosa e il compito di Spalletti
Sapete come la penso, di seconde opportunità non ne darei praticamente a nessuno, e capite bene che ad oggi la Juve ha ben 31 giocatori in rosa, molti dei quali non graditi all’allenatore, che sia chiaro ha le sue responsabilità nel fallimento della passata stagione. Si, ci vorrà pazienza tanta, e inizialmente anche lo stesso Spalletti dovrà fare buon viso a cattivo gioco ma allo stesso tempo indirizzare le gerarchie in maniera chiara. Cosa mi rende più sereno? Il quadrumvirato Carnevali Massara Ottolini Chiellini, mentre mi preoccupa, e sono molto sincero, il fatto che più che gli acquisti, ad oggi nessuno sia uscito.
Le fondamenta per il futuro: il campo come unico giudice
Lo capisco bene, la riapertura dei famosi cancelli segna l'inizio di una stagione che richiede resilienza, con una rosa ancora in fase di costruzione e troppi fantasmi del passato. A differenza del recente passato, la nuova struttura dirigenziale offre la consapevolezza di una rotta definita, basata sul lavoro, sulla competenza e non sui proclami. Nonostante la necessità di pazienza per la gestione della rosa, le fondamenta per una seria ricostruzione sembrano finalmente gettate, spostando ora l'attenzione sui risultati del campo che saranno, come sempre, l’unico vero metro di giudizio.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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