Il nuovo assetto della Juve, le solite magagne per il calcio italico
Nella giornata di ieri la Juventus ha ufficialmente completato il nuovo assetto societario a cui capo c’è ormai da qualche settimana Giovanni Carnevali. A meno di clamorose marce indietro, niente da fare per il dt Francois Modesto, che pagherà l’essere stato troppo vicino a Damien Comolli. Sotto l’amministratore delegato e direttore generale ci sarà il Chief Football Officer, Frederic Massara, che si occuperà della gestione e dello sviluppo della squadra maschile bianconera. Resta al suo posto Marco Ottolini, direttore sportivo, che riporterà assieme a Massara direttamente a Carnevali.
L’altra novità importante, per altro già anticipata da tempo dal nostro direttore, è rappresentata dalle nuove mansioni di Giorgio Chiellini. Ex Director of Football Strategy, un ruolo liquido che lo ha portato ad occuparsi un po’ di tutto nella stagione scorsa, da qualche ora è Chief Club Affairs Officer, ovvero si occuperà prevalentemente di relazioni con istituzioni e organizzazioni sportive. Lo si vedrà meno sul terreno di gioco, insomma, ma molto più concentrato sul ritrovare il giusto peso nelle stanze che contano per la Juventus.
Un passo di lato, non un passo indietro, né un demansionamento voluto da Carnevali, come narra qualcuno: semplicemente l’ex capitano si occuperà di ciò per cui ha studiato, ovvero fare il manager sportivo. Sebbene sia stato uno dei consiglieri più stretti di John Elkann e anche coinvolto nel mercato, non avrà più bisogno di tappare i buchi presenti in una macchina organizzativa, quella bianconera, che ormai ha una piramide ben definita.
Ma se la Juve cambia pelle per tornare ad essere ciò che è sempre stato, ovvero il riferimento del calcio italiano e uno dei riferimenti per il calcio mondiale, il sistema italico continua a dimostrare falle incredibili. Il secondo pentito ultrà dell’Inter, accusa pesantemente il club nerazzurro e suoi tesserati, che davanti alla giustizia sportiva se la sono cavata con un buffetto. L’Udinese finisce sotto accusa per la plusvalenza di Mandragora, che per la giustizia sportiva la Juve si è fatta da sola. De Laurentiis, che è uscito senza colpo ferire dal caso sportivo plusvalenze del Napoli, ma non in un tribunale vero, in cui dovrà ancora rispondere a Roma di accuse pesantissime, ora si trova a dover affrontare lo stesso processo per le operazioni fatte col Bari.
Come sono lontani i tempi in cui il patron dei partenopei accusava il “sistema” di avergli sottratto diversi scudetti… “Non si può vincere tanto senza barare”, diceva. Vedremo quale corso farà la giustizia ordinaria e se Chiné magari si sveglierà dal torpore estivo con questi nuovi fatti, anche quelli di cui racconta il pentito Ferdico su regalie ad esponenti della ndrangheta.
Registriamo e andiamo avanti, augurando buon lavoro anche al nuovo designatore Orsato, che prende il posto dell’autosospeso Rocchi. A proposito, Arbitropoli sembra diventata Silenziopoli. Ma il silenzio farà tanto rumore il prossimo 16 luglio, se le cose andranno davvero come l’Avvocatura dell’UE ha già anticipato. Stay tuned ;) .
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