La 'Smemoranda' del collega Bosco: "Quando le notizie toccano gli amigos non vengono diffuse, non accuso nessuno ma voglio porre delle domande..."
"Oggi voglio scrivere un pezzo per TuttoJuve dal titolo 'Smemoranda', che è la mia idea su quanto abbiamo letto nelle prime pagine di questa mattina". Iniza così il racconto del collega Andrea Bosco, che ha lavorato per le più importanti testate italiane (dal Corriere alla Gazzetta fino ad arrivare alla Rai) e a lungo editorialista per TJ, che in esclusiva a Tuttojuve analizza gli ultimi avvicendamenti in casa bianconera e non solo:
Siamo un paese con Dna Manzoniano
Scrivo poco ormai. Gli acciacchi, l'età, il caldo soffocante di queste settimane. Qualcuno potrebbe dire: "E allora, chi te l'ha fatto fare?". Avrebbero in fondo ragione. Tanto le cose in questo strano paese, dove tutto (e il suo contrario ) accadono nell'indifferenza quasi totale dei cittadini. Nulla è destinato a cambiare. Siamo un paese con il Dna manzoniano: "lenire, sopire" fa dire Don Lisander a uno dei protagonisti dei "Promessi Sposi", romanzo straordinario che qualcuno vorrebbe abolire dai programmi scolastici (magari per sostituirlo con un'opera di Michela Murgia) forse perché documento imperituro della cattiva coscienza del Paese. Lenire, sopire, archiviare, dimenticare. E se sei un giornale o una televisione o una radio: magari ignorare.
Le notizie non sono diffuse se toccano "gli amigos"
Spiegava Edoardo Bennato che "se non lo dice il telegiornale non è una notizia". Il problema è che quando non gli garba, quando la notizia tocca gli “ amigos” semplicemente i telegiornali non la diffondono. La ignorano. I giornali la cestinano. E se non la cestinano la relegano in trentesima pagina: poco più che una "breve". Perché i giornali e le televisioni e le radio, campano e sopravvivono con la pubblicità e con varie forme di promozioni. Quasi sempre legate agli "amigos”. E soprattutto agli "amigos degli amigos". Sono un garantista: sono ancora convinto (benché la magistratura italiana faccia di tutto, ogni giorno, per convincermi che ho torto a pensarlo) che una persona sia innocente fino al terzo grado di giudizio, come prevede l'ordinamento italiano. Quindi non starò a lanciare la prima pietra. Non accuserò. Non vestirò i panni di Emile Zola. Ma "carta canta" a firma Luigi Ferrarella del "Corriere della Sera (uno che conosce la materia) "Nell' ipotesi di frode sportiva Rocchi è posto dai pm "in concorso con esponenti della società sportiva Inter e previo concerto con costoro, agendo questi ultimi per effetto dei rapporti preferenziali con Gabriele Gravina presidente della Figc – Federazione Italiana Gioco Calcio (dimessosi dopo la fallita qualificazione degli Azzurri al Mondiale e sostituito da Giovanni Malagò). Né Gravina, né i dirigenti interisti risultano indagati". Fin qui Ferrarella. Io non accuso, ma visto che faccio questo strano mestiere (che come sosteneva un vecchio collega, proprio del Corriere della Sera "è sempre meglio che lavorare") pongo alcune domande".
Le mie domande
La prima: se i pm hanno queste certezze “Arbitri concordati con esponenti dell'Inter in rapporti con Gravina“, come mai non si conoscono i contenuti delle intercettazioni che hanno portato alle conclusioni dei pm? Niente cancellieri infedeli? Niente “soffiate“ dalla Procura? Sarebbe la prima volta. Ma una c'è sempre. Va detto che per queste intercettazioni, attivate, poi sospese, poi ancora attivate, non sono stati usati i trojan, come ad esempio avvenne quando a muoversi sulla Juventus fu la procura di Torino. Seconda domanda: ma l'avvocato della Federazione, il dottor Viglione (interista festeggiante il ventesimo, vabbè , scudetto della beneamata) era all'oscuro di tutto? Terza domanda: ma il dottor Chinè procuratore federale gli atti della procura di Milano se non altro per informarsi e verificare se li è fatti mandare, o aspetta, come nel caso degli atti della procura di Torino (che non avrebbe potuto indagare per incompetenza territoriale) di avere "una botta di culo" per poterli ricevere? Gravina si è dimesso.Tocca Malagò. Che, modesto parere, oltre ad occuparsi di Conte e Mancini, dovrebbe trovare il tempo per redigere una proposta per una radicale riforma della giustizia sportiva. Roba attesa da decenni. Ora, la cosa bizzarra è che se una notizia di questo calibro ufficializzata dal primo quotidiano italiano, (Torino – Inter , arbitro Mariani “sgradito alla società milanese") avesse riguardato - mettiamo il caso - la Juventus, i quotidiani avrebbero aperto a nove colonne in prima pagina e i tg avrebbero la notizia nei titoli di apertura. Invece: avanti adagio, quasi indietro. E guarda caso, quasi simultaneamente ecco la notizia che i De Laurentiis sono indagati con ipotesi di bancarotta fraudolenta per aver "aggiustato e gonfiato" i bilanci. Come nel caso di Rocchi e dell'Inter sono ipotesi da dimostrare... Resta il fatto che nelle stesse ore nelle quali Rocchi va in procura a Milano a testimoniare ( stavolta non si èavvalso della facoltà di non rispondere) nel tritacarne è finita la società partenopea .Notizia che affossa altra notizia.
"Orsato finirà nell'occhio del ciclone appena il campionato riprenderà"
Rocchi non designerà più. Lo farà Orsato, eccellente arbitro che – lo metto per iscritto ora - finirà nell'occhio del ciclone appena il campionato riprenderà. Nessuno ha dimenticato lo scudetto perso dal Napoli "sul divano“, il "fallissimo“ di Pjanic non fischiato in Inter-Juventus. E fa niente se nella stessa partita Orsato non vide e non concesse (idem, idem il Var) un macroscopico fallo da rigore su Higuain. Ma al Meazza sovente accadono cose strane: Bastoni, chi era costui? Direte: beghe da tifosi. Vero. Resta l'ignavia smemoranda. Recita il proverbio che "Gli amici si vedono nel momento del bisogno“. Come nel caso di alcuni ( anche importantissimi ) media. Che le "notizie", quando non riguardano gli "inimici”, "le fanno sparire“. Il mondo è grigio, il mondo è blu“ (Copy Nicola Di Bari). Ma per alcuni è sempre rosa. Ma attenzione, spiegava Ennio Flaiano, a proposito dei cinesi visitati da Marco Polo: "Un loro proverbio dice: lasciati un nemico per la vecchiaia". Perché ora va così, ma il calcio è una ruota che gira. E capita che chi è stato colpito al cuore, risorga. E' già capitato...
"Con i dirigenti di oggi un Haaland non farebbe la quarta punta"
Oggi ho comprato una vecchia foto dal titolo: "La Juventus del 1952": Ferrario, Manente, Viola, J. Hansen, Mari, K. Hansen, Muccinelli, Boniperti, Carapellese, Bertuccelli, Piccinini (nella rosa anche Corradi, Parola, Pinardi, Vivolo e Praest). Quella Juventus arrivò seconda in campionato. J. Hansen fece 22 gol, l'allenatore era Gyorgy Sarosi. Il presidente Gianni Agnelli. Perché ho raccontato questa cosa? Perché a volte "ritornano". Hanno altri nomi, magari. Ma la stessa voglia di essere ancora quella cosa fondata su una panchina da un gruppo di ginnasiali. E questi, Carnevali, Massara, Ottolini, Spalletti (a ottobre mi dicono un nuovo presidente) che oggi sono chiamati a risanare, sembrano avere la medesima scorza di quelli di un tempo. Questi, dovessero mai imbattersi in un Haaland, non direbbero che con loro “farebbe la quarta punta“. Garantito".
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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