In questa Juventus c’è poco da “rivitalizzare”
Uno dei verbi più utilizzati nelle ultime settimane in chiave Juventus è “rivitalizzare”. La rosa bianconera, già allungata dai 7 rientri dai prestiti è stata “potenziata” anche con gli innesti di Ekhator e Celik, che hanno fatto così salire a 32 (compresi i nazionali di rientro dai Mondiali) i tesserati a disposizione di Luciano Spalletti. In un primo momento sembrava che Giovanni Carnevali e Frederic Massara volessero seguire una linea attendista, ma negli ultimi giorni hanno accelerato sulle entrate, quasi a voler spingere via con queste gli indesiderati.
L’obiettivo è chiudere a 25 giocatori, ragion per cui se si vorranno fare altri 2-3 innesti saranno d’obbligo 10 cessioni, ma chi può partire davvero? Addetti ai lavori e tifosi maggiormente attivi sui social network spingono per rivalutare alcuni elementi già bocciati ampiamente da mister Luciano Spalletti, ma anche l’amichevole contro il Basilea ha confermato che con alcuni c’è ben poco da recuperare. Per carità, è calcio di luglio e non si pretende brillantezza atletica e chissà quali dettami tattici, ma in certi casi mancano proprio le basi.
Qualcuno vorrebbe ancora dare una chance ad Arthur, ma il brasiliano, apparso tutt’alto che in peso forma, ha denotato gli stessi limiti visti nelle stagioni precedenti: solo “passaggetti” orizzontali, lanci nel vuoto, impaccio e lentezza nella gestione delle situazioni… Discorso analogo si può fare per Douglas Luiz, calciatore che ha sempre stuzzicato la mia fantasia: oggettivamente, se anche Spalletti dopo Thiago Motta e Tudor, sostiene che il brasiliano abbia solo una marcia, c’è poco da rivitalizzare.
C’è molto affetto nei confronti di Fabio Miretti, cresciuto nella Juventus, ma mai esploso e sempre rimasto in una sorta di limbo, dal quale non riesce a uscire. Ragazzo generoso, capace di fare anche cose buone, ma nei momenti decisivi e nelle situazioni importanti manca sempre. E di chance ne ha avute fin troppe. A Basilea non hanno brillato, come al solito del resto, nemmeno Zhegrova e Openda, gli acquisti dell’ultimo giorno estivo 2025 targato Damien Comolli. Tanti soldi spesi per giocatori che onestamente sono molto fumosi, ma poco utili.
Senza contare i vari Joao Mario, Milik, lo stesso capitan Locatelli, Kelly (continua a non convincermi quando si alza il livello delle situazioni di gioco), Rouhi e anche diversi nazionali a cui concediamo in questa sede il beneficio di un ulteriore dubbio nell’attesa della prima amichevole stagionale giocata. C’è ben poco discutere: alcuni elementi hanno avuto tante occasioni, in diverse Juventus, con allenatori diversi e hanno sempre fallito. Carnevali e Massara hanno una montagna da scalare, ma pur di ripulire la rosa della Juventus a un certo punto bisognerà mettere in conto qualche sacrificio economico, anche in termini di minusvalenza. Altrimenti si continuerà a rimandare la soluzione dei problemi: questa rosa costa tanto (secondo monte ingaggi della Serie A), ma vale il 6° posto. I risultati non mentono mai.
Direttore: Claudio Zuliani
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