Serie A, la nuova linea di Orsato: meno VAR, ma resta l’obbligo di correggere gli errori chiari

Serie A, la nuova linea di Orsato: meno VAR, ma resta l’obbligo di correggere gli errori chiariTuttoJuve.com
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di Fabio Moretti
Orsato inaugura la nuova linea arbitrale: meno VAR e niente accerchiamenti. Promosso il gol del Napoli, bocciata la gestione del rigore negato al Milan.

La prima giornata di Serie A ha mostrato il nuovo indirizzo arbitrale voluto da Daniele Orsato: ridurre gli interventi del VAR e restituire maggiore centralità alle decisioni prese sul terreno di gioco. Promossa la gestione del contatto tra De Bruyne e Vasquez in Genoa-Napoli, mentre la CAN avrebbe giudicato negativamente il mancato rigore per il Milan contro il Torino. Ne parla il Giornale.

Il nuovo corso di Daniele Orsato

La nomina di Daniele Orsato come responsabile della designazione arbitrale ha prodotto un cambiamento immediato nella gestione delle partite.

Dopo l’uscita di scena di Gianluca Rocchi, avvenuta al termine della bufera definita “arbitropoli”, il nuovo designatore ha indicato due priorità: utilizzare meno il VAR e impedire gli accerchiamenti dei calciatori intorno all’arbitro.

Orsato aveva illustrato il nuovo orientamento anche agli allenatori durante una riunione tecnica. La prima giornata ha confermato che non si trattava soltanto di una dichiarazione d’intenti.

Gli arbitri sono stati invitati ad assumersi maggiori responsabilità, evitando di attendere sistematicamente l’intervento della sala video. Il VAR dovrà tornare a occuparsi soltanto degli errori chiari ed evidenti.

Superata la precedente impostazione

La nuova linea si distanzia dall’orientamento seguito durante la gestione Rocchi, riassunto nel principio secondo il quale sarebbe stato preferibile effettuare una revisione in più anziché una in meno.

Quell’impostazione aveva progressivamente aumentato il numero degli interventi e delle interruzioni. In molti casi, le partite si trasformavano in una sequenza di controlli, attese e revisioni.

Il sistema era stato criticato anche a livello internazionale. Roberto Rosetti per la UEFA e Pierluigi Collina per la FIFA avevano più volte sottolineato la necessità di evitare un utilizzo eccessivo della tecnologia.

Orsato vuole quindi restituire fluidità al gioco e autorevolezza agli arbitri. Ridurre il VAR, però, non deve significare rinunciare a correggere decisioni chiaramente sbagliate.

De Bruyne-Vasquez, decisione condivisa

Uno degli episodi più discussi della prima giornata si è verificato durante Genoa-Napoli. L’azione del primo gol della formazione partenopea è stata preceduta da un contatto tra Kevin De Bruyne e Johan Vasquez.

Daniele De Rossi ha contestato duramente la decisione nel dopogara, sostenendo che la rete dovesse essere annullata per un fallo del centrocampista belga.

Orsato, presente in tribuna a Marassi, avrebbe però condiviso la valutazione dell’arbitro Di Bello. La decisione sull’intensità del contatto spetta principalmente al direttore di gara presente sul campo.

Il VAR non deve sostituire l’arbitro in una valutazione soggettiva, soprattutto quando le immagini non dimostrano l’esistenza di un errore evidente. Per la nuova CAN, quindi, non esistevano le condizioni necessarie per una revisione.

L’intensità rimane una valutazione di campo

Il caso di Marassi aiuta a comprendere uno dei principi fondamentali del nuovo corso. Sui contatti fisici, l’arbitro deve valutare intensità, dinamica e conseguenze dell’intervento.

La sala video può intervenire soltanto quando le immagini mostrano un fallo chiaramente sfuggito al direttore di gara oppure una valutazione incompatibile con quanto accaduto.

Se l’episodio rimane interpretabile, deve prevalere la decisione presa in campo. In questo modo il VAR non diventa un secondo arbitro incaricato di sostituire sistematicamente il primo.

La scelta può naturalmente essere discussa da calciatori, allenatori e tifosi, ma la presenza di opinioni differenti non costituisce automaticamente il presupposto per una revisione.

Una sola revisione nella prima giornata

Nel corso del primo turno è stato registrato un solo intervento diretto del VAR. È accaduto durante Venezia-Lecce, quando una rete della squadra allenata da Stroppa è stata annullata per un evidente tocco di mano.

In quel caso l’episodio era oggettivo e le immagini consentivano di correggere senza ambiguità la decisione iniziale.

La differenza rispetto al contatto di Genoa-Napoli è proprio questa: il fallo di mano può essere verificato attraverso le immagini, mentre l’intensità di un contrasto conserva una componente interpretativa.