Nesti: "Chiudere le partite, un mestiere che non è proprio la vocazione della Juve"

Nesti: "Chiudere le partite, un mestiere che non è proprio  la vocazione della Juve"TuttoJuve.com
Oggi alle 10:00Altre notizie
di Giuseppe Giannone
Sui propri canali ufficiali, il collega Carlo Nesti commenta la vittoria della Juventus a Frosinone all'esordio in campionato.

Sui propri canali ufficiali, il collega Carlo Nesti commenta la vittoria della Juventus a Frosinone all'esordio in campionato, facendo leva sul fatto che i bianconeri faticano a chiudere le gare quando sono in vantaggio, rischiando, poi, di venire ripresi quando le energie vengono meno. 

JUVE: NON CHIUDERE LE PARTITE
 

"Voce del verbo “chiudere”. Una voce nel deserto. “Chiudere le partite”. Un mestiere, che non è proprio la vocazione della Juve. Come a Frosinone, ti aspetti che a buttarla dentro sia Kolo Mua-NO, e invece tocca a Bremer, a Kalulu (palo), come in passato a Gatti. Se è una psicosi collettiva, dura da troppo tempo, e con dirigenti e giocatori diversi. Ciò che sconvolge, a proposito di Kolo Muani, è sentire Spalletti dire: “Si sapeva che il francese era fermo da 2 anni, e che a me serviva un attaccante con caratteristiche diverse”. Ricordo che siamo al 24 agosto, e non al 24 giugno. Morale della favola: 20 tiri, 1 palo, 4 grandi occasioni, 2 a porta spalancata. In cambio, a forza di non segnare, il harakiri di un incrocio dei pali altrui, in fase di recupero. Troppo".