Juventus, nessun caso Kolo Muani: le parole di Spalletti sono state distorte
Un gol fallito contro il Frosinone e una frase severa di Luciano Spalletti sono bastati per costruire un presunto caso Kolo Muani, la realtà racconta altro: il tecnico lo ha schierato titolare, lo ha lasciato in campo per tutta la partita e ha ribadito più volte il valore del francese. Chiedergli maggiore concretezza non significa bocciarlo.
Alla Juventus basta poco per trasformare una normale osservazione tecnica in un caso nazionale, Kolo Muani sbaglia un gol, Spalletti lo richiama pubblicamente e immediatamente si parla di schiaffo, rottura o centravanti già messo in discussione.
La lettura completa delle parole dell’allenatore offre però un quadro differente. Spalletti non ha bocciato Kolo Muani. Gli ha chiesto di ritrovare condizione, ritmo e cattiveria sotto porta, esattamente ciò che un tecnico deve pretendere dal proprio attaccante.
Il francese resta centrale nel progetto. A dimostrarlo sono innanzitutto le scelte compiute durante la partita.
Spalletti lo ha lasciato in campo
Kolo Muani parte titolare come riferimento del 4-2-3-1. Nonostante gli errori, Spalletti decide di non sostituirlo e rinuncia a utilizzare Jonathan David e Arkadiusz Milik.
Nel dopo partita spiega chiaramente la scelta:
«Kolo ha fatto una buona partita, perchè toglierlo? Deve rientrare nei giri giusto del campionato. Sono due anni che non gioca e deve ritrovare il ritmo partita. Un errore ci sta di farlo, questo gol mangiato ce lo deve restituire».Non sono le parole di un allenatore che vuole scaricare il proprio centravanti. Sono quelle di un tecnico che intende recuperarlo completamente e responsabilizzarlo.
Se Spalletti non credesse in Kolo Muani, lo avrebbe sostituito dopo l’occasione fallita oppure avrebbe scelto un altro attaccante dall’inizio.
Il richiamo è una forma di fiducia
La frase più utilizzata riguarda i due anni nei quali il francese non ha giocato con continuità:
«Randal ce lo siamo andati a prendere, ce lo siamo coccolati, sappiamo quale sia il suo valore, ma lui deve anche rendersi conto che se è due anni che non gioca un motivo ci sarà».
Estratta dal resto del discorso, può apparire come un attacco. Inserita nel ragionamento completo, assume un significato differente. Spalletti conosce il valore di Kolo Muani e vuole spingerlo a recuperare ciò che ha perso durante le ultime stagioni.
Il tecnico ne elenca anche le qualità:
«Sa tenere palla, sa andare nello spazio, è forte fisicamente».
La critica riguarda esclusivamente la finalizzazione. Contro il Frosinone, con tanti metri disponibili e numerose occasioni, il francese avrebbe dovuto segnare. Affermarlo non significa aprire un caso.
Una prestazione non solo negativa
Kolo Muani fallisce una conclusione semplice e questo pesa inevitabilmente sul giudizio. La sua partita, però, non è stata completamente insufficiente.
Il centravanti ha attaccato la profondità, protetto diversi palloni e dialogato con i compagni. Ha colpito un palo e nella ripresa è stato fermato da Palmisani.La Juventus è riuscita a distendersi anche grazie ai suoi movimenti. Il francese ha caratteristiche adatte al calcio verticale di Spalletti e può diventare particolarmente pericoloso quando trova spazio alle spalle della difesa. Gli manca il gol, non il coinvolgimento nella manovra.
Cercare un altro attaccante non è una bocciatura
Anche la richiesta di un nuovo numero 9 è stata utilizzata per sostenere l’esistenza di un problema. In realtà Spalletti ha descritto un attaccante complementare a Kolo Muani, non il suo sostituto.
«L’attaccante che stiamo cercando potrebbe essere uno con caratteristiche diverse perché ci sono partite che si giocano negli ultimi venti minuti ed è più facile metterla dentro di testa se gli altri si chiudono».
Kolo Muani ama attaccare la profondità. La Juventus cerca una punta maggiormente efficace dentro l’area quando gli avversari difendono bassi e gli spazi scompaiono.
Avere due centravanti differenti rappresenta una ricchezza tattica. Non significa rinunciare al francese, ma consentire alla squadra di cambiare strategia.
La Juventus viene giudicata con un metro particolare
Intorno alla Juventus ogni frase viene amplificata. Un richiamo tecnico diventa una rottura, un errore sotto porta una bocciatura e una normale ricerca di mercato la prova di una crisi.
Lo stesso episodio, avvenuto in un’altra squadra, sarebbe probabilmente stato raccontato come un allenatore capace di stimolare il proprio giocatore.
Spalletti ha utilizzato parole forti perché considera Kolo Muani in grado di fare molto di più. Non si pretende così tanto da un calciatore nel quale non si crede.
È legittimo analizzare gli errori e assegnare un voto insufficiente alla prestazione. È invece forzato trasformare tutto in un conflitto inesistente.
La risposta deve arrivare sul campo
Il modo migliore per spegnere definitivamente qualsiasi polemica sarà segnare. Kolo Muani deve restituire alla Juventus il gol fallito allo Stirpe e dimostrare di poter diventare il principale finalizzatore della squadra.
Il francese ha mezzi fisici e tecnici importanti. Deve ritrovare continuità, lucidità e fiducia dopo due stagioni complicate.
Non esiste nessun caso Kolo Muani. Esiste un centravanti importante che ha sbagliato una grande occasione, un allenatore esigente che gli ha chiesto di alzare il livello e un racconto mediatico pronto a trasformare ogni difficoltà juventina in una crisi.
Alla Continassa, invece, il lavoro continua. E Kolo Muani ne rimane uno dei protagonisti principali.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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