Alajbegovic è già forte quasi come Yildiz? Spalletti deve trovare il modo di farli giocare insieme
Il 5-0 rifilato dalla Juventus al NEC deve essere valutato con prudenza. La fragilità tecnica degli olandesi e il loro atteggiamento estremamente offensivo hanno lasciato ai bianconeri spazi che difficilmente verranno concessi da avversari di livello superiore. La prestazione di Kerim Alajbegovic, però, rappresenta qualcosa di più di una semplice nota positiva legata alla goleada europea.
Il bosniaco ha segnato un grande gol e offerto un’altra prova fatta di coraggio, accelerazioni e partecipazione continua alla manovra. Una prestazione che si aggiunge a quelle già convincenti contro Milan, Parma e Sassuolo.
Alessandro Costacurta, intervenuto su Sky Sport, ha evidenziato il potenziale del ragazzo: «Alajbegovic devient vraiment très bon et je veux le souligner : parce que j’entends qu’on sous-estime ce garçon, alors que moi, je dis qu’il a un très grand avenir».
Dove Alajbegovic è già più pronto di Yildiz
Sostenere che Alajbegovic sia complessivamente più forte di Kenan Yildiz sarebbe prematuro. Il turco ha già dimostrato di poter essere decisivo in Serie A e nelle competizioni internazionali, assumendosi responsabilità importanti anche nei momenti più difficili della Juventus.
Esistono però alcuni aspetti nei quali il bosniaco appare già particolarmente maturo. Il primo riguarda la capacità di giocare in maniera semplice e verticale. Alajbegovic tende a ricevere il pallone con l’obiettivo immediato di guadagnare campo, senza rallentare eccessivamente l’azione.
Il secondo elemento è la continuità nel lavoro senza palla. Il classe 2007 accompagna il pressing, segue il terzino avversario e riesce a mantenere un’intensità elevata nelle due fasi. Yildiz, invece, viene spesso dispensato da alcuni compiti difensivi per conservarne la lucidità negli ultimi metri.
Alajbegovic appare inoltre più spontaneo nell’attaccare la profondità. Yildiz preferisce ricevere tra le linee, puntare il difensore e costruire personalmente la giocata. Il bosniaco può invece partire largo, tagliare senza pallone e liberare lo spazio per il centravanti.
In questo senso non è necessariamente più forte, ma possiede qualità differenti e già funzionali al gioco di Spalletti.
Yildiz resta il talento offensivo principale
Il confronto non deve diventare una contrapposizione. Yildiz conserva una qualità superiore nell’uno contro uno, nell’ultimo passaggio e nella capacità di inventare una soluzione quando la squadra non riesce a produrre gioco.
Il turco possiede inoltre maggiore esperienza, nonostante la giovane età. Ha già affrontato partite di altissimo livello e ha imparato a convivere con le responsabilità legate alla maglia numero 10.
Alajbegovic sta mostrando un impatto sorprendente, ma dovrà confermarsi contro difese più organizzate e nei momenti in cui gli avversari inizieranno a studiarne movimenti e preferenze. Yildiz ha già superato questa fase e rappresenta ancora il giocatore offensivo sul quale costruire la Juventus.
La crescita del bosniaco, però, offre a Spalletti una possibilità preziosa: non dipendere più esclusivamente dalle invenzioni del turco.
Come possono giocare insieme nel 3-4-2-1
Il sistema adottato contro il NEC può facilitare la convivenza. Nel 3-4-2-1, Yildiz e Alajbegovic potrebbero agire alle spalle del centravanti, occupando zone differenti.
Yildiz partirebbe preferibilmente dal centrosinistra, con la libertà di accentrarsi e ricevere tra le linee. Alajbegovic potrebbe muoversi sul lato opposto, attaccando maggiormente la profondità e creando spazi attraverso i movimenti senza palla.
La loro mobilità consentirebbe inoltre di scambiarsi frequentemente la posizione. Entrambi possono partire da sinistra e rientrare sul destro, ma il bosniaco ha già dimostrato di sapersi adattare anche sul centrodestra.
Davanti a loro, un centravanti come Kolo Muani potrebbe attaccare gli spazi, mentre Woltemade garantirebbe appoggi e gioco associativo. Le caratteristiche delle due punte offrirebbero interpretazioni differenti senza modificare la struttura.
L’alternativa del 4-2-3-1
Anche il 4-2-3-1 permetterebbe di schierare contemporaneamente i due giovani. Yildiz potrebbe giocare da trequartista centrale o partire dalla sinistra, mentre Alajbegovic potrebbe occupare la fascia opposta.
Il problema non riguarda quindi la compatibilità, ma l’equilibrio complessivo. Con due giovani offensivi, una punta e un altro esterno come Conceição o Nico Gonzalez, la Juventus rischierebbe di perdere consistenza a centrocampo.
Spalletti dovrà costruire automatismi precisi, soprattutto nella fase di non possesso. Uno dei due trequartisti dovrà abbassarsi accanto ai mediani, mentre l’altro potrà restare più vicino al centravanti.
Non bisogna scegliere tra i due
La Juventus non deve domandarsi se sia meglio Alajbegovic o Yildiz. Deve capire come sfruttare contemporaneamente i due talenti con maggiore prospettiva internazionale presenti nella rosa.
Il bosniaco ha solamente 18 anni e sta approfittando dell’assenza del turco per conquistare spazio. Quando Yildiz tornerà dall’infortunio, relegare automaticamente Alajbegovic in panchina sarebbe un errore. Allo stesso modo, sarebbe sbagliato utilizzare le prestazioni del nuovo arrivato per ridimensionare il numero 10.
La vera sfida riguarda Spalletti. Il tecnico dovrà trasformare una possibile concorrenza in una coppia complementare. Yildiz può offrire fantasia e capacità di risolvere le partite; Alajbegovic porta verticalità, corsa e aggressività.
Non uno contro l’altro, ma uno accanto all’altro. Se la Juventus riuscirà a farli crescere e giocare insieme, potrebbe aver già trovato una parte importante del proprio futuro
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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