Spalletti e la difesa a tre: non una resa, ma una soluzione che può salvare la Juve
Cambiare idea non significa necessariamente ammettere una sconfitta, a volte significa semplicemente capire la propria squadra, Luciano Spalletti contro il NEC ha fatto esattamente questo. Dopo la follia tattica del finale di Sassuolo, il tecnico ha scelto una Juventus più protetta: difesa a tre e 3-4-2-1. Il risultato racconta cinque gol segnati e zero subiti. Ma il dato più interessante è un altro: finalmente la squadra è sembrata corta.
Sassuolo aveva mandato un messaggio chiarissimo
Il terzo gol subito a Reggio Emilia aveva mostrato tutto ciò che non doveva essere la Juventus, troppi uomini sopra la linea del pallone,spazi enormi, nessuna protezione preventiva. Una squadra incapace di capire che dopo aver raggiunto il 2-2 non era necessario trasformare gli ultimi minuti in una roulette. Spalletti lo ha capito e contro il NEC ha cercato innanzitutto equilibrio.
Tre difensori per accorciare la squadra
La presenza di tre centrali ha consentito alla Juventus di proteggersi meglio e soprattutto di avere maggiore sicurezza quando gli esterni avanzavano, naturalmente il NEC non rappresentava il test più probante, ma il principio è corretto. La Juventus deve diventare una squadra capace di attaccare senza avere paura di ciò che può succedere alla prima palla persa, McKennie e Cambiaso possono esaltare il sistema. Il 3-4-2-1 diventa ancora più interessante pensando agli interpreti. McKennie possiede corsa e capacità di occupare zone differenti, Cambiaso, quando tornerà completamente disponibile, può interpretare il ruolo esterno in maniera ancora più fluida. Poi ci sono Nico Gonzalez e gli altri giocatori offensivi che possono muoversi alle spalle del centravanti senza essere costretti dentro posizioni troppo rigide.
Non deve diventare una religione
Attenzione però all'errore opposto, la difesa a tre non deve diventare intoccabile soltanto perché contro il NEC è arrivato un 5-0, Spalletti deve essere libero di cambiare. Il vero successo sarebbe costruire una Juventus capace di interpretare più sistemi mantenendo gli stessi principi: Compattezza, Distanze corrette, Aggressività, Copertura preventiva.
Il 3-4-2-1 non deve essere la nuova Bibbia juventina. Può però essere lo strumento attraverso il quale Spalletti restituisce alla squadra quell'equilibrio che contro il Sassuolo era completamente scomparso. Prima del modulo viene la testa. Ma qualche volta il modulo aiuta anche la testa.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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