Spalletti si gode la Juventus: «Soddisfattissimo, abbiamo giocato da squadra»

Spalletti si gode la Juventus: «Soddisfattissimo, abbiamo giocato da squadra»TuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
Spalletti promuove la Juventus dopo il 5-0 al NEC: elogia atteggiamento, difesa a tre, Nico, Kolo Muani e Sarr. Cambiaso resta da valutare.

La Juventus riparte con cinque gol e una prestazione convincente. Dopo la dolorosa sconfitta contro il Sassuolo, i bianconeri travolgono il NEC Nijmegen e cominciano nel migliore dei modi il proprio cammino in Europa League.

Luciano Spalletti si presenta davanti alle telecamere di Sky Sport soddisfatto non soltanto del risultato, ma soprattutto della risposta mentale. La squadra non ha portato in campo le paure generate dal passo falso di Reggio Emilia: ha affrontato il pressing olandese con personalità, sfruttandone gli spazi e mantenendo alta la concentrazione fino alla fine.

La reazione dopo Sassuolo

La Juventus aveva bisogno di una risposta immediata. La cinquina non cancella gli errori commessi in campionato e va valutata considerando la fragilità del NEC, ma Spalletti sottolinea soprattutto la lucidità mostrata dai suoi giocatori:

«E' corretto quello che ha detto, sono soddisfatissimo proprio perchè sono entrati in campo con una lucidità di idee, hanno trasformato i dubbi che vengono dopo sconfitte del genere, di scelte da fare, hanno scelto bene, poi i gol sono stati fatti anche belli».

La Juventus ha interpretato correttamente l’atteggiamento coraggioso degli avversari. Il NEC ha provato ad aggredire alto, lasciando però molto spazio alle proprie spalle. I bianconeri non si sono fatti intimorire e hanno cercato immediatamente la verticalità.

Anche il primo gol nasce da questa lettura: costruzione corta per attirare la pressione e successivo attacco dello spazio, completato dalla qualità di Nico Gonzalez.

«Nel primo gol, chiamandoli a venire ad aggredire con un palleggio basso e corto per poi andare lungo e andare nello spazio, però è stato bravo Nico Gonzalez ad arpionare quella palla che poteva sembrare anche un po' lunga».

La difesa a tre restituisce equilibrio

La novità tattica principale è stata il ritorno alla difesa a tre. Kalulu, Gatti e Lucumí hanno formato il reparto davanti a Grabara, con McKennie e Çelik utilizzati sulle corsie.

Spalletti cercava maggiore compattezza dopo una partita, quella contro il Sassuolo, nella quale la Juventus aveva perso distanze e lucidità. La scelta ha prodotto una squadra più corta e capace di prendere decisioni collettive.

«Avevamo bisogno di avere più compattezza, di avere un po' più di forza, di avere un po' più di blocco squadra, e naturalmente lasciare lo spazio dietro la linea della difesa. Diciamo che per come è andata, l'idea e la scelta di cambiare qualcosa è stata giusta».

Il 3-4-2-1 non rappresenta una soluzione improvvisata. La Juventus lo aveva già utilizzato nella stagione precedente e può alternarlo al 4-2-3-1 in base alle caratteristiche degli interpreti.

Il sistema, inoltre, può cambiare durante la partita. McKennie ha iniziato da esterno, ma la sua capacità di accentrarsi e accompagnare l’azione ha permesso alla squadra di occupare il campo in modo differente.

Una Juventus concentrata fino alla fine

Spalletti ha apprezzato anche l’atteggiamento mantenuto dopo aver chiuso la partita. Sul 3-0, sul 4-0 e persino dopo la quinta rete, la Juventus ha continuato a difendere con attenzione e a cercare soluzioni offensive.

«Sì, è vero, stasera sono rimasti concentrati».

È un dettaglio importante dopo quanto accaduto contro il Sassuolo, quando la squadra aveva perso completamente il controllo nella parte conclusiva. Stavolta le decisioni sono state prese collettivamente, senza lanciarsi in avanti in maniera disordinata.

«L’altra sera siamo stati in alcuni momenti poco intelligenti, mentre stasera abbiamo usato l’intelligenza. La squadra è stata più completa nell’atteggiamento, non è stato solo a livello individuale dei calciatori ma tutti si sono resi conto e son stati bravi a vedere se gli altri erano bravi a seguire l’assalto e vedere la pressione. Ci son state molte decisioni prese da squadra. Questo ti fa diventare completo».

Spalletti riconosce i meriti del NEC

Nonostante il risultato, l’allenatore non ha voluto liquidare il NEC come un avversario privo di valore. Gli olandesi hanno una filosofia radicale, basata sui duelli individuali e su una pressione portata in ogni zona del campo.

La Juventus ha approfittato degli spazi, ma ha dovuto mantenere un ritmo mentale elevato per evitare di essere trascinata nella partita caotica desiderata dagli avversari.

«Con questo modo di giocare loro hanno vinto tante partite, hanno fatto tantissimi gol. Il calcio sta andando in questa direzione».

Secondo Spalletti, il confronto con il NEC può offrire spunti interessanti anche ai settori giovanili. Il calcio moderno richiede coraggio, disponibilità al duello e capacità di gestire continui ribaltamenti di fronte.

L’elogio a Grabara

Tra i protagonisti della serata c’è anche Grabara, preferito a Vicario. Il portiere non ha dovuto compiere interventi straordinari, ma ha mostrato sicurezza e qualità nell’utilizzo del pallone.

«Fatemi fare un complimento a Grabara, perchè ha fatto vedere la sua qualità che ha con i piedi, la tranquillità».

Contro un avversario che difende attraverso marcature individuali, il portiere diventa l’uomo libero nella costruzione. Grabara ha saputo riconoscere gli spazi e trovare i compagni alle spalle della prima pressione.

La prestazione non modifica necessariamente le gerarchie, ma offre a Spalletti la certezza di avere un’alternativa affidabile.

Kolo Muani, il ritiro solitario e il gol

Uno dei momenti più importanti è rappresentato dal primo gol stagionale di Kolo Muani. Entrato nella ripresa, il francese ha prima costruito la rete di Çelik e poi realizzato quella del definitivo 5-0.

Spalletti continua a pretendere maggiore forza nei duelli, ma racconta un retroscena che conferma la determinazione dell’attaccante:

«Ieri era ritiro facoltativo ed era l'unico calciatore che c'era. Ha cenato da solo, ha dormito da solo. E' una roba bella da vedere, perchè ci tiene moltissimo».

Kolo Muani soffre per non essere ancora riuscito a offrire il contributo atteso. Contro il NEC ha finalmente trasformato questa tensione in energia positiva, resistendo anche al contatto del portiere prima di segnare.

«Lui soffre moltissimo di non poter dare il suo contributo, per cui il fatto che abbia messo a posto qualcosa e sia rimasto in piedi dopo il calcio del portiere è un segnale importante e gli si dice bravo».

Douglas Luiz deve anticipare la giocata

La prova di Douglas Luiz è stata ordinata, ma Spalletti vede ancora ampi margini di crescita. Il brasiliano possiede una conoscenza completa del gioco, ma deve aumentare la velocità delle proprie decisioni.

«Secondo me può migliorare perché ha una conoscenza totale del calcio. Ogni tanto non ha quell'anticipazione che ti permette di aver il dominio della giocata successiva».

L’allenatore gli chiede di leggere prima lo sviluppo dell’azione e ridurre i tocchi. Contro squadre più aggressive, come l’Atalanta, la capacità di liberarsi rapidamente del pallone diventerà fondamentale.

Sarr promosso alla prima da titolare

Buona anche la risposta di Pape Matar Sarr. Il centrocampista ha disputato la prima gara da titolare dopo i problemi fisici che ne avevano rallentato l’inserimento.

«Sarr è un cavallino di razza, perché ha la qualità della corsa. Questa sera ha fatto una buona partita nonostante fosse la prima».

Il senegalese ha offerto energia, copertura e presenza intorno al pallone. Deve migliorare nella pulizia tecnica, ma possiede caratteristiche che mancavano alla Juventus dopo gli infortuni di Thuram e Locatelli.

Spalletti ha raccontato con ironia anche un primo segnale di personalità: «Mi ha anche risposto un paio di volte quindi è positivo».

Cambiaso ancora in dubbio

Meno incoraggianti le notizie su Andrea Cambiaso. L’esterno continua ad avvertire qualche fastidio e la Juventus non vuole forzare il rientro.

«Cambiaso va valutato giorno per giorno. Stamattina è venuto che aveva delle perplessità perché aveva sentito un dolorino, poi se non è convinto un giocatore non si può forzare e mettere a repentaglio la saluta fisica».

La sua disponibilità per la sfida contro l’Atalanta resta quindi incerta. Gli ultimi allenamenti chiariranno se potrà almeno essere convocato.

Nico Gonzalez trascina la squadra

Spalletti ha infine esaltato la prestazione di Nico Gonzalez. L’argentino ha segnato, conquistato il rigore trasformato da Woltemade e offerto un contributo significativo anche nella fase difensiva.

«Nico Gonzalez è più punta ma viene sempre a dare una mano in difesa. Oggi ha fatto due recuperi in difesa da giocatore importante».

Il tecnico ne apprezza soprattutto la personalità e la capacità di assumersi responsabilità:

«Nico a volte ti dice i dice o vieni te o la risolvo da solo, ti prende per la maglia e ti trascina in quelle che sono le sue volontà».

Una vittoria importante, ora serve la conferma

Spalletti attribuisce lo stesso valore al risultato, all’atteggiamento e ai gol degli attaccanti. La Juventus ha ritrovato la porta, la compattezza e quella capacità di prendere decisioni collettive mancata contro il Sassuolo.

Il 5-0 al NEC resta un risultato da non sopravvalutare, considerate le difficoltà difensive degli olandesi. La risposta, però, era necessaria ed è arrivata in maniera netta.

Adesso servirà confermare tutto contro l’Atalanta. Sarà una partita più fisica, intensa e tatticamente complessa. La cinquina europea ha indicato una strada: difesa a tre, squadra corta, Woltemade come riferimento e Kolo Muani libero di attaccare gli spazi. Spalletti ha ritrovato diverse soluzioni; il prossimo esame dirà quanto siano realmente solide.