Nico Gonzalez in mixed zone, ritrova la fiducia: «Ora voglio dimostrarlo in campo»
Nico Gonzalez si è ripreso la Juventus attraverso prestazioni, gol e una nuova serenità. Dopo essere stato protagonista nel 5-0 contro il NEC, l’argentino si è presentato in zona mista per raccontare il cambiamento vissuto rispetto alla sua complicata prima stagione a Torino.
Le sue parole descrivono un giocatore finalmente libero di esprimersi, sostenuto dalla fiducia di Luciano Spalletti e dei compagni. Nico non cancella le difficoltà attraversate, ma le considera parte di un percorso che lo ha fatto crescere.
«Mi piace giocare al calcio»
L’argentino parte dal piacere di stare in campo, elemento fondamentale per comprendere il suo rendimento attuale:
«Mi piace giocare al calcio li dove dimostro dove mi piace giocare mi diverte, ho 28 anni in questa vita cresce, matura, impara».
La frase racconta una consapevolezza nuova. Nico non vuole più essere definito esclusivamente attraverso una posizione rigida. Può partire dalla fascia, muoversi alle spalle del centravanti oppure attaccare direttamente l’area.
Contro il NEC è stato schierato vicino a Woltemade e ha sfruttato questa libertà. Ha aperto la partita con un inserimento centrale e ha successivamente conquistato il rigore del 3-0.
Il primo anno e le difficoltà ammesse
Nico non cerca giustificazioni per quanto accaduto nella sua prima stagione juventina. Il rendimento non è stato quello atteso e durante l’estate il suo nome è stato ripetutamente accostato a una possibile cessione.
«Sono un ragazzo che va sempre al 100% l'ho dimostrato il primo anno, le cose non sono andate bene, può capitare, ci sta, sono qui contento felice, tranquillo, contento per i miei compagni e per questa vittoria».
Il passaggio più significativo riguarda l’ammissione delle difficoltà. L’argentino rivendica l’impegno, ma riconosce che le prestazioni non sempre hanno rispecchiato le sue possibilità.
Ora appare più tranquillo. Non deve più dimostrare tutto in una singola azione e non cerca continuamente la giocata risolutiva. La ritrovata serenità gli consente di scegliere meglio e di partecipare maggiormente al gioco collettivo.
La fiducia persa e poi ritrovata
La svolta nasce dal rapporto con Spalletti e dal sostegno ricevuto all’interno dello spogliatoio:
«Sono contento e felice anche grazie al mister, alla squadra ti trasmettono quella fiducia di cui hai bisogno, il primo anno avevo perso quella fiducia, ora voglio dimostrarlo in campo».
È la dichiarazione centrale dell’intervista. Per un giocatore offensivo, la fiducia incide sulla libertà di tentare un dribbling, cercare la porta o assumersi la responsabilità dell’ultimo passaggio.
Spalletti lo ha avvicinato all’area e gli ha concesso maggiore libertà. Nico sta ricambiando attraverso un rendimento più continuo, senza limitarsi agli episodi individuali.
Il gesto per Woltemade
La trasformazione dell’argentino emerge anche dal rigore conquistato contro il NEC. Nico avrebbe potuto calciarlo e cercare la doppietta personale, ma ha preferito consegnare il pallone a Woltemade.
Il tedesco aveva bisogno di sbloccarsi e ha trasformato dagli undici metri. Quel gesto ha mostrato una leadership diversa, meno rumorosa ma utile alla costruzione del gruppo.
Nico non ha avuto bisogno di segnare due volte per sentirsi protagonista. Ha capito che aiutare un compagno poteva avere un valore superiore alla propria statistica personale.
La risposta alle critiche estive
Durante il mercato, Nico era stato indicato come uno dei possibili sacrificati. La Juventus sembrava pronta ad ascoltare offerte, mentre una parte della tifoseria dubitava della sua capacità di diventare determinante.
La risposta è arrivata sul campo. L’argentino sta segnando, creando occasioni e dimostrando di poter ricoprire più ruoli. La partita con il NEC non rappresenta un esame definitivo, considerando la fragilità dell’avversario, ma conferma un percorso iniziato già nelle giornate precedenti.
Il test contro l’Atalanta sarà più impegnativo. Nico troverà meno spazio e dovrà confrontarsi con un’intensità superiore. Proprio in una partita del genere potrà dimostrare che la rinascita non dipende soltanto dalla debolezza del NEC.
Il primo anno gli aveva tolto fiducia. Spalletti e la squadra gliel’hanno restituita. Adesso Nico Gonzalez vuole completare il percorso nel modo più credibile: non con le promesse, ma continuando a parlare attraverso il campo.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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