Juventus, la cinquina fa bene ma vietato illudersi: il NEC è poca cosa
Cinque gol servivano. Servivano alla classifica, al morale e soprattutto agli attaccanti. La Juventus travolge il NEC Nijmegen all’esordio in Europa League e trova la reazione richiesta da Luciano Spalletti dopo la folle sconfitta contro il Sassuolo. La serata dell’Allianz Stadium consegna diversi segnali positivi: una squadra aggressiva fin dai primi minuti, il primo gol bianconero di Woltemade, lo sblocco stagionale di Kolo Muani e un’altra prestazione convincente di Alajbegovic. Tutto bene, quindi? Non completamente.
Il 5-0 deve essere accolto con soddisfazione, ma senza perdere il senso della misura. Il NEC è apparso troppo fragile per rappresentare un test realmente attendibile sulle ambizioni della Juventus.
La risposta che Spalletti chiedeva
Dopo Reggio Emilia era fondamentale mostrare una reazione. La Juventus aveva perso contro il Sassuolo soprattutto per la gestione scriteriata del finale, per le distanze sbagliate e per l’incapacità di controllare una partita diventata improvvisamente caotica.
Contro il NEC si è vista una squadra più ordinata e concentrata. Il passaggio alla difesa a tre ha garantito maggiore protezione, mentre McKennie e Çelik hanno accompagnato l’azione sulle corsie senza lasciare completamente scoperti i centrali.
La Juventus ha indirizzato immediatamente la partita con Nico Gonzalez, evitando che nell’ambiente potessero crescere tensione e nervosismo. Il secondo gol di Alajbegovic e il rigore trasformato da Woltemade hanno poi chiuso il confronto prima dell’intervallo.
Questa capacità di rendere semplice una partita favorevole non deve essere sottovalutata. Nelle ultime stagioni i bianconeri hanno spesso complicato anche gare apparentemente alla portata.
Cinque gol che fanno bene all’attacco
Il dato più confortante riguarda l’attacco. La Juventus non segnava cinque reti da tempo e aveva cominciato la stagione mostrando evidenti difficoltà nella finalizzazione.
Woltemade ha trovato il primo centro in bianconero, seppure su calcio di rigore. Nico Gonzalez ha confermato di poter incidere vicino alla porta, mentre Alajbegovic ha realizzato un gol di pregevole fattura.
La notizia migliore è probabilmente quella arrivata nel finale. Kolo Muani è entrato con l’atteggiamento giusto, ha creato il quarto gol servendo Çelik e ha successivamente firmato la quinta rete. Il francese aveva bisogno di sbloccarsi dopo settimane complicate e qualche critica inevitabile.
Anche l’esperimento con Woltemade centravanti e Kolo Muani più libero di muoversi ha prodotto indicazioni interessanti. Il francese sembra più efficace quando può partire qualche metro più indietro, attaccare gli spazi e puntare frontalmente il difensore.
Il NEC ha concesso troppo
La prudenza nasce dalla consistenza dell’avversario. Il NEC ha mostrato tutti i propri limiti, soprattutto nella fase difensiva. Sul primo gol ha lasciato un’enorme apertura centrale, permettendo a Nico Gonzalez di arrivare davanti al portiere senza incontrare una vera opposizione.
Gli olandesi hanno difeso male la profondità, perso troppi duelli e concesso alla Juventus il tempo necessario per scegliere la giocata. Il pressing annunciato alla vigilia si è visto solo a tratti, senza coordinazione e senza la capacità di mettere realmente in difficoltà la costruzione bianconera.
Anche nella ripresa, quando il NEC ha provato ad alzare il baricentro, la sua pericolosità si è limitata a poche situazioni. La Juventus ha concesso qualcosa a Geiger, ma Grabara non ha dovuto affrontare un vero assedio.
La squadra di Schreuder ha inoltre lasciato spazi enormi nelle transizioni. Kolo Muani, Conceição e Çelik hanno potuto attaccare una difesa già disordinata e priva delle coperture necessarie.
Un risultato da non sopravvalutare
Il 5-0 non può cancellare automaticamente gli errori emersi contro il Sassuolo. Il NEC non possiede la qualità necessaria per sfruttare ogni perdita di equilibrio e non ha obbligato la Juventus a difendere sotto pressione per lunghi periodi.
Contro avversari più strutturati, i bianconeri dovranno dimostrare di saper gestire i momenti delicati, mantenere le distanze e reagire senza perdere lucidità. La goleada certifica che la squadra ha qualità offensive, ma non risponde ancora a tutte le domande sulla sua solidità.
Anche alcune scelte individuali meritano attenzione. Conceição ha sfiorato il gol, ma ha poi sprecato un contropiede cercando la soluzione personale invece di servire un compagno meglio posizionato. Sono dettagli che sul 5-0 passano in secondo piano, ma nelle gare equilibrate possono determinare il risultato.
Vietato trasformare la fiducia in euforia
La Juventus doveva vincere e ha vinto largamente. Ha recuperato entusiasmo, migliorato la differenza reti e permesso ai propri attaccanti di trovare fiducia. Sarebbe sbagliato ridimensionare completamente il valore di una serata positiva.
Sarebbe però altrettanto sbagliato trasformare la cinquina in una prova definitiva di guarigione. Il NEC ha facilitato il compito con una prestazione difensiva insufficiente e una qualità complessiva lontana da quella delle migliori avversarie che la Juventus incontrerà durante la stagione.
La conclusione più corretta è nel mezzo: la goleada rappresenta una buona notizia, ma non ancora una certezza. Spalletti può ripartire dai gol, dalla crescita di Alajbegovic e dalla possibile convivenza tra Woltemade e Kolo Muani. Le risposte più importanti, però, dovranno arrivare quando davanti ci sarà una squadra capace di colpire davvero le fragilità bianconere.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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