Juventus, il NEC è stato un brodino: ora arriva il vero test con l’Atalanta

Juventus, il NEC è stato un brodino: ora arriva il vero test con l’AtalantaTuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
Il 5-0 al NEC restituisce fiducia alla Juventus, ma resta un brodino europeo. Contro l’Atalanta arriverà il primo vero esame per la squadra di Spalletti.

La cinquina al NEC fa bene, ma non può bastare per dichiarare guarita la Juventus. Dopo la caduta contro il Sassuolo, la squadra di Luciano Spalletti aveva bisogno di una vittoria, di ritrovare il gol e di restituire fiducia a un ambiente già attraversato da critiche e tensioni.

Missione compiuta. Il 5-0 dell’Allianz Stadium ha consegnato ai bianconeri una serata serena e diversi segnali incoraggianti. Woltemade e Kolo Muani si sono sbloccati, Alajbegovic ha confermato le proprie qualità, Nico Gonzalez ha inciso e Grabara ha mantenuto la porta inviolata.

Tutto positivo, ma il NEC è stato poco più di un brodino. Nutriente per il morale, utile per rimettersi in piedi, insufficiente per stabilire il reale stato di salute della Juventus. La vera diagnosi arriverà contro l’Atalanta.

Cinque gol utili, ma troppo facili

La Juventus ha avuto il merito di rendere semplice una partita favorevole. In passato i bianconeri hanno complicato anche impegni teoricamente comodi, rallentando il gioco e lasciando aperti avversari di livello inferiore.

Contro il NEC, invece, il vantaggio di Nico Gonzalez ha immediatamente allontanato la tensione. Il gol di Alajbegovic e il rigore trasformato da Woltemade hanno chiuso il confronto già prima dell’intervallo.

Nella ripresa sono arrivati anche i centri di Çelik e Kolo Muani. Cinque marcatori diversi e un attacco finalmente produttivo rappresentano notizie importanti per Spalletti.

La facilità con la quale sono state costruite le occasioni, però, dipende anche dai limiti degli olandesi. Il NEC ha difeso male, concesso spazi enormi e opposto poca resistenza nei duelli. La pressione annunciata alla vigilia è risultata disordinata e facilmente superabile.

Il risultato non cancella Sassuolo

Una goleada contro un avversario fragile non può cancellare quanto accaduto al Mapei Stadium. Contro il Sassuolo la Juventus aveva perso equilibrio, lucidità e distanze, trasformando la volontà di vincere in una gestione tatticamente incomprensibile.

Il NEC non aveva la qualità necessaria per mettere nuovamente in evidenza quei problemi. Anche nella fase più intraprendente della ripresa, la squadra di Schreuder ha creato pochi pericoli e non ha mai realmente riaperto la partita.

L’Atalanta offrirà uno scenario completamente diverso. La Juventus non potrà perdere il pallone con leggerezza, sbagliare i tempi del pressing o concedere campo alle proprie spalle. Ogni errore verrà attaccato con un’intensità che il NEC non è riuscito neppure ad avvicinare.

L’Atalanta misurerà la tenuta difensiva

La difesa a tre ha garantito ordine e protezione, ma non è stata sottoposta a una pressione significativa. Gatti, Bremer, Lucumí e Kalulu dovranno dimostrare la stessa sicurezza contro avversari capaci di muoversi, inserirsi e portare molti uomini negli ultimi metri.

Sarà fondamentale anche il lavoro degli esterni. Contro il NEC, McKennie e Çelik hanno avuto la possibilità di avanzare con continuità; contro l’Atalanta dovranno scegliere con maggiore attenzione quando accompagnare l’azione e quando restare in copertura.

Spalletti chiederà una squadra corta, aggressiva ma non sconsiderata. Il vero passo avanti non consisterà soltanto nel mantenere la porta inviolata, ma nel dimostrare di aver compreso gli errori commessi a Sassuolo.

Woltemade e Kolo Muani alla prova del nove

La serata europea ha rilanciato anche la possibile convivenza tra Woltemade e Kolo Muani. Il tedesco ha offerto un riferimento centrale e trasformato il rigore, mentre il francese è apparso più efficace partendo largo e attaccando con il campo davanti.

Contro l’Atalanta gli spazi saranno inferiori e i duelli molto più duri. Woltemade dovrà proteggere il pallone sotto pressione, vincere contrasti e rendersi pericoloso anche senza un calcio di rigore. Kolo Muani dovrà confermare lo sblocco, muovendosi con continuità e partecipando alla fase difensiva.

Se i due riusciranno a incidere anche contro una squadra di livello superiore, allora Spalletti potrà considerare il doppio attaccante una soluzione strutturale e non soltanto un esperimento favorito dalla debolezza del NEC.

La verifica più importante è a centrocampo

Anche la mediana dovrà alzare il livello. Sarr e Douglas Luiz hanno controllato la gara europea senza incontrare una pressione particolarmente organizzata. Con l’Atalanta aumenteranno ritmo, contrasti e seconde palle.

McKennie ha offerto una buona risposta sulla fascia, ma le sue condizioni dovranno essere valutate dopo il rientro. Koopmeiners, invece, resta chiamato a dimostrare di poter assumere maggiori responsabilità in un reparto privo di Locatelli e Thuram.

La Juventus dovrà far circolare il pallone rapidamente, evitando di farsi attirare in una partita composta esclusivamente da duelli e transizioni. Controllare il centrocampo significherà impedire all’Atalanta di imporre il proprio ritmo.

Nessuna euforia, ma una base da sfruttare

Il 5-0 non va sminuito. Vincere in Europa, segnare cinque gol e permettere agli attaccanti di sbloccarsi rappresenta un passaggio prezioso. La Juventus aveva bisogno esattamente di una serata così.

Il rischio sarebbe confondere la medicina con la guarigione. Il NEC ha offerto alla squadra un brodino caldo dopo la caduta di Sassuolo, ma non può certificare la soluzione dei problemi.

L’Atalanta sarà il vero esame: intensità, fisicità, organizzazione e capacità di punire gli errori. Se la Juventus saprà confermare equilibrio, qualità offensiva e solidità anche contro un avversario di questa consistenza, allora la cinquina europea avrà rappresentato davvero un punto di partenza.

Fino a quel momento, meglio tenere bassi i toni. Il NEC ha restituito il sorriso; l’Atalanta dirà se la Juventus è realmente tornata.