Next Gen e Primavera, cosa succede? La Juventus dei giovani fatica

Next Gen e Primavera, cosa succede? La Juventus dei giovani faticaTuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
Juventus Next Gen e Primavera faticano in avvio: risultati deludenti, poca concretezza e squadre ancora immature. Serve una svolta, senza allarmismi.

Il momento non è positivo e nasconderlo sarebbe inutile. Juventus Next Gen e Primavera hanno iniziato la stagione con risultati inferiori alle attese, mostrando problemi differenti ma anche alcuni elementi comuni: poca concretezza, disattenzioni decisive e difficoltà nel gestire i momenti delle partite.

Non è ancora il momento di emettere sentenze. I campionati sono appena cominciati e le squadre giovanili hanno bisogno di tempo per assorbire cambiamenti, promozioni e nuovi equilibri. I numeri, però, chiedono una risposta rapida.

Next Gen, cinque punti e due sconfitte consecutive

La Juventus Next Gen ha raccolto cinque punti nelle prime cinque giornate di Serie C: una vittoria, due pareggi e due sconfitte. Dopo un avvio discreto, la formazione di Massimo Brambilla è caduta 3-0 contro l’Ospitaletto e 2-0 sul campo del Cittadella.

Il dato più preoccupante riguarda la produzione offensiva: zero reti nelle ultime due partite. Contro l’Ospitaletto è mancata anche la prestazione, mentre al Tombolato la Juventus ha creato diverse occasioni senza riuscire a concretizzarle.

Rizzo si è presentato due volte davanti al portiere, Durmisi ha avuto almeno due possibilità importanti, ma Zanellati ha mantenuto inviolata la propria porta. Il Cittadella, più esperto e cinico, ha invece trasformato gli episodi decisivi con Gobbato e Ihnatov. Nel resoconto ufficiale, Brambilla ha sottolineato proprio la differenza tra la prestazione e l’efficacia sotto porta.

Next Gen, il problema non è soltanto segnare

L’inesperienza spiega una parte delle difficoltà, ma non tutto. La squadra alterna buone fasi a momenti nei quali perde continuità, distanze e lucidità. Contro il Cittadella è partita con personalità, ma dopo il primo gol ha lasciato agli avversari la gestione del ritmo.

Brambilla ha cambiato sette giocatori rispetto alla gara precedente. Una rotazione così ampia può incidere sulle intese, ma rientra nella natura del progetto: la Next Gen deve preparare calciatori per la prima squadra, gestire convocazioni e assenze e permettere a molti ragazzi di accumulare esperienza professionistica.

Il punto è trovare un equilibrio tra sviluppo e competitività. La classifica non rappresenta l’unico parametro del progetto, ma giocare costantemente in una situazione di difficoltà può rallentare anche la crescita individuale.

Servono maggiore malizia nelle due aree, continuità durante i novanta minuti e la capacità di reagire senza perdere organizzazione.

I talenti ci sono, manca ancora una struttura stabile

La rosa possiede diversi giocatori interessanti. Owusu è ormai vicino alla prima squadra, Pagnucco è già entrato nel giro dei convocati di Spalletti, mentre Rizzo, Durmisi e Oboavwoduo hanno qualità per incidere in Serie C.

Proprio il collegamento con la formazione maggiore può però produrre qualche squilibrio. I migliori talenti vengono osservati o aggregati, costringendo Brambilla a ricostruire frequentemente gerarchie e automatismi.

È una difficoltà inevitabile per una seconda squadra. Non può diventare, però, una giustificazione permanente. Il compito dello staff è creare un’identità riconoscibile anche cambiando interpreti.

La prossima partita casalinga contro l’AlbinoLeffe, in programma domenica 20 settembre, diventa importante per interrompere la serie negativa e ritrovare il gol.

Primavera, due punti e nessuna vittoria

La situazione della Juventus Under 20 è ancora più delicata. Dopo quattro giornate, la squadra allenata da Simone Padoin ha raccolto soltanto due punti e non ha ancora vinto.

I bianconeri hanno pareggiato le prime due partite contro Parma e Como, poi sono arrivati i ko contro Milan e AlbinoLeffe. La classifica dopo il quarto turno vede la Juventus al penultimo posto, a quota due insieme alla Fiorentina. Inter e Parma guidano invece con dieci punti.

Il dato preoccupa soprattutto perché l’ultima sconfitta è maturata in casa contro un’AlbinoLeffe che non aveva ancora vinto. La Juventus era passata in vantaggio con Keutgen e aveva avuto occasioni per il raddoppio, ma è stata rimontata dalla doppietta di Rinaldi.

Primavera, buone fasi ma troppa fragilità

La squadra di Padoin non è priva di gioco. Contro l’AlbinoLeffe ha cominciato con aggressività, creato occasioni e costretto il portiere Carrara a numerosi interventi. Il problema è la mancanza di continuità.

Un lancio lungo ha sorpreso la difesa sul pareggio, mentre una palla inattiva ha prodotto il sorpasso. Sono situazioni preparate durante la settimana, ma affrontate con poca attenzione.

Nella ripresa la Juventus ha attaccato a lungo senza trovare il 2-2. È lo stesso copione visto contro il Milan: reazione, occasioni e coraggio soltanto dopo aver compromesso il risultato. Padoin ha ammesso che quanto prodotto finora non basta e ha richiamato tutti alle proprie responsabilità.

Il problema comune: gli errori pesano più del gioco

Next Gen e Primavera mostrano una difficoltà simile. Entrambe riescono a costruire fasi positive, ma pagano carissimo ogni errore e concretizzano poco quanto producono.

La Next Gen crea senza segnare e viene punita da avversari più esperti. L’Under 20 parte bene, spreca le occasioni per chiudere le partite e perde equilibrio alle prime difficoltà.

Il rischio di bruciare le tappe

La valorizzazione dei ragazzi resta la priorità. L’esplosione di tanti talenti e la crescita di Owusu dimostrano che il percorso tra settore giovanile, Next Gen e prima squadra funziona.

Esiste però anche un rischio: promuovere rapidamente i talenti migliori può impoverire le formazioni inferiori e costringere altri ragazzi ad assumersi responsabilità prima di essere pronti. Non significa bloccare chi merita il salto, ma accompagnare meglio il ricambio.

La Next Gen non deve diventare soltanto un contenitore dal quale prelevare giocatori, così come la Primavera non può vivere esclusivamente nell’attesa di produrre il prossimo talento. Entrambe hanno bisogno di un’identità collettiva, perché la crescita individuale passa anche attraverso squadre competitive.

Nessun processo, ma serve una svolta

Sarebbe eccessivo parlare già di fallimento. Cinque giornate di Serie C e quattro di Primavera non bastano per giudicare un’intera stagione. Sarebbe però altrettanto sbagliato minimizzare.

La Next Gen deve ritrovare concretezza e interrompere la serie di sconfitte. La Primavera, attesa dalla trasferta contro la Lazio, ha bisogno della prima vittoria e di una prova finalmente completa, non soltanto di una buona reazione nella ripresa.

I progetti giovanili si valutano principalmente sulla crescita dei calciatori, ma risultati e sviluppo non sono concetti opposti. Imparare a vincere, gestire la pressione e reagire alle difficoltà fa parte della formazione.

In questo momento la Juventus dei giovani produce qualche buona idea, ma raccoglie troppo poco. Il talento non manca; servono struttura, continuità e maggiore cattiveria. Il campionato è ancora lungo, ma la risposta deve cominciare subito.