Oggi e Domani - Finale Coppa Italia) Juventus 4 Milan 0 (Stagione 2017-2018)

Racconti in bianconero, tra passato e presente
16.05.2018 12:40 di Michele Messina  articolo letto 4477 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi e Domani - Finale Coppa Italia) Juventus 4 Milan 0 (Stagione 2017-2018)

“Oh Gesù dagli occhi pesi/fa morir tutti i cinesi./Oh Gesù dagli occhi tristi/Fai morire i milanisti,/Solo uno si deve salvare/Tanto lui non sa parare”

La giornata era iniziata nel migliore dei modi, per meglio dire la vigilia era stata perfetta. Uscendo zoppicando a causa del problema al polpaccio, ho visto da lontano Sabine. Si dirigeva verso Mario Pio, ho fatto il percorso all’indietro con la velocità, che mi consentiva l’arto malato e sono uscito dal vicolo. Di lei nessuna traccia, stavo per cadere in preda dello sconforto, quando me la sono trovata davanti, usciva da un negozio di scarpe. Rapido saluto, lei mi ha chiesto cosa avessi, le ho risposto chiedendole notizie del padre, siamo stati interrotti dalle solite mamme a passeggio con un nugolo di bambini. Era semplicemente adorabile e chissà quando la vedrò la prossima volta. Oramai siamo nelle mani del destino. Avevo preparato tutto dalla sera prima: una decina di Tennent’s giacevano nel frigo, mimetizzate tra i peperoni e la lattuga, la sopressata era affettata e così la salciccia deliziosamente piccante, contrariamente alla volontà di mia sorella. L’unico problema era legato alle condizioni del polpaccio e sull’entità dell’infortunio ci sono due scuole di pensiero: il Macedone parla di stiramento ai gemelli, mentre il Vate suggerisce che si tratta di strappo. Ci vorrebbe un’ecografia per sciogliere il dubbio, ma la data che mi ha sentenziato l’impiegata bionda dell’ufficio abbastanza nervosa era stata perentoria: 27 ottobre. Tonino, che sta aspettando da giorni il cd sulla finale di Coppa Intercontinentale del dicembre 1997, mi ha detto di lasciar perdere e mi ha consigliato di riprendere, una volta guarito, l’attività agonistica in maniera graduale tramite corsettine, giri in bici ed esercizi senza pallone. L’appuntamento con Monsieur Travin era fissato a via Mazzini alle undici del mattino, il Presidente Pasquale era stato perentorio, il pullman sarebbe passato dallo svincolo di Frascineto alle undici e dieci. Avevo avvertito Massimo e Fulvio, su indicazione di Monsieur. Avevo trascorso la mattinata tra doccia, ricarica del secondo cell, preparazione dei tre panini che fungeranno da pranzo e cena e la visione di Gotham alla tele. C’era una specie di Cappellaio Matto che voleva inquinare con un virus l’acqua della città. Monsieur è stato  abbastanza puntuale e all’appuntamento troviamo già mio cugino Max e il piccolo Mattia, poi arrivano Fulvio e Giovanni e altri ancora, alla fine siamo in otto ad attendere l’autobus che arriva verso le dodici. Alla guida c’è Ndostaturo, che per una volta ha abbandonato i panni di dispensatore di notizie sulla Juve. Entrato dentro sono stato salutato con il solito grido: “Viva u prufissuro!” e distribuisco le Tennent’s ancora gelate a Pierluigi e ad Angelo. Oggi c’è anche il Chimico, assente l’assessore Lino, ancora alle prese con l’infortunio che lo sta tormentando da tempo. L’atmosfera è subito calda e  vedo con grande piacere che c’è anche Furia. Mi offrono delle polpette e un pezzo di focaccia prosciutto e pomodoro. Ho salutato zio Rocco animatamente, non ci vedevamo da Natale, sarà anche lui a vedere la partita di Coppa Italia, stesso settore. Tra cori e slogan il viaggio dello Juve Fan Club Sibari inizia, assente il vice presidente Battista, alle prese con una febbre improvvisa. Monsieur mi annuncia che si è portato la sciarpa con la quale ha vinto la Champions e che a Roma non pioverà. Qualcuno chiede di fermarci, la necessità della sigaretta è impellente e viene accontentato quando arriviamo a Borinissi, sempre nella stessa stazione di servizio, forse il presidente ha forse qualche convenzione. Entriamo e ci dirigiamo al bagno, arriva un pullman da nove posti pieno di tifosi nel Milan e compare nel piazzale la Polizia Stradale. Bevo una birra parlando con Monsieur e Fulvio, ci scambiamo ricordi legati al territorio. Partiamo quasi subito e il viaggio prosegue, Monsieur non mi fa dormire e racconta partite vissute negli anni precedenti: è la sua prima finale di Coppa Italia e indossa la maglietta gialla di Dybala. Poco dopo le quattordici e trenta come annunciato inizia la radiocronaca di Gaetano Caressa su Juve-Milan, i rossoneri passano in vantaggio con Cutrone  e raddoppio di Bonaventura. Davvero una brutta notizia, ridiamo tante per le interferenze dell’incontro di basket Sassari Avellino fermo sul 129 a 129. La Juve in dieci pareggia grazie alle reti di Dybala e Manzotin (copyright Alessandro) e l’incontro di basket regala continui sconvolgimenti grazie a tiri da tre punti di Magic Jonhson, ritornato all’attività agonistica dopo il ritiro. Roma sta arrivando e comincia a piovere, siamo un po’ pensierosi, non ho portato il Kway, il previdente Monsieur Travin ce l’ha, passa Dani e mi ricanta la canzone dello sbirro infame, che piace poco a mia sorella e l’ha immediatamente cancellata. Un paio di giorni fa il Macedone mi ha regalato la maglietta gialla a maniche lunghe della Big Star, la numero quattro, ho preso anche quella del Vate e ho promesso di portargli la sciarpa commemorativa della finale. Lui mi ha chiesto di prenderla dopo la partita e non prima, ma mi scoccia portarmela dietro. Siamo agli ultimi minuti della radiocronaca, la Juve attacca e Higuain segna poco prima del fischio finale del signor Damato. Esultiamo felici e anche Ndostaturo ride compiaciuto ed omologa il risultato finale. Il Presidente Pasquale gira per il pullman distribuendo i tagliandi dei segna posto e dà continuamente istruzioni su come comportarsi ai tornelli. Metà pullman ha i biglietti del settore Distinti Nord Ovest e l’altra metà ha i biglietti di Curva Sud. Arrivati al casello di Roma Sud veniamo fermati dalla polizia, il Vate è impegnato in un pranzo a base di pesce a Trastevere in compagnia di Bene. Dopo una sosta abbastanza strana, dato che nessun poliziotto sale sull’autobus, entriamo a Roma e ora posso finalmente cambiare maglietta e indossare quella celeste che avevo a Crotone, la sciarpa è una soltanto: quella grigia con strisce bianconere di Juve-Ajax 4 a 1. Ognuno ha il suo amuleto, i propri gesti e diverse magliette di tutti i tipi vengono indossate da quasi tutti i componenti della trasferta romana organizzata dallo Juve Fan Club Sibari.  Siamo vicini allo Stadio Olimpico, scorrono tifosi vestiti di bianconero o rossonero, tra venditori ambulanti, macchine parcheggiate in quadruplice fila, vigili urbani, ausiliari del traffico, poliziotti, finanzieri, pompieri, truppe scelte del mondo del calcio, siamo già pronti da un ventina di minuti, quando Ndostaturo parcheggia il pullman un po’ distante dal museo dell’arte militare, dove lo avevamo lasciato lo scorso anno. Scendiamo e appena poso i piedi all’asfalto, vengo assalito da un venditore di sciarpe, sono il ricordo della finale e ne devo acquistare tre. Il venditore non vuole indietreggiare dalla cifra iniziale, cerco di riportarlo alla ragione, ma non vuole sapere, Monsieur mi chiama, devo andare, pago la cifra richiesta. Il Presidente Pasquale è stato preciso al riguardo, bisogna memorizzare il posto della discesa, lì si troverà l’autobus alla fine dell’incontro, la notte può indurre in tentazione. Telefono al Vate, è ancora a pranzo, ci raggiungerà davanti l’entrata dei distinti. Il tragitto inizia ed è abbastanza lungo, a causa del dolore al polpaccio, procedo in maniera poco spedito, facendo attenzione alle buche, ai pali della luce, ai vari gruppi di tifosi fermi davanti a noi, ai semafori, ai venditori ambulanti, agli stand dei panini con la salsiccia, alle bandiera e alle persone che aspettano l’autobus di linea. In ordine sparso arriviamo, nessun disperso, il Vate non è ancora arrivato, mi dice che è per strada. Fulvio, abbonato in curva sud, va nel suo settore, mentre affrontiamo la fila. Tenere nelle mani la tessera del tifoso e il documento di riconoscimento, mentre nella tasca davanti dei jeans infilare il portafoglio, sarebbe davvero disdicevole dover affrontare le varie file per rifare i documenti o telefonare ai numeri verdi per annullare il bancomat. Monsieur Travin non ha questi problemi, ha il marsupio stretto intorno al pancino, strano solo adesso ci accorgiamo di aver perso tutti gli altri e il Vate non è ancora arrivato, entriamo lo stesso. Il nostro settore è già quasi pieno e le bandiere sventolano, troviamo i nostri posti e sorprendentemente mi trovo accanto a Massimo e Mattia, Giovanni è due posti più in là, Monsieur Travin siede accanto a Biagio e Mattia. Nessuna traccia del Vate, zio Rocco siede in alto. Scatto qualche selfie e mi accorgo che nella Curva Sud sventola una bandiera con l’immagine di Giampiero Boniperti, cerco di immortalarla per farla vedere al Macedone. Forse ci sono riuscito. Inizia a piovere e la gente sale verso l’alto, nessuna traccia del resto dello Juve Fan Club Sibari, di Pierluigi, Angelo, del Presidente Pasquale, di Dani. Sotto di noi c’è Furia con lo striscione immancabile “Furia c’è” e Ndostaturo. Lo speaker comincia a gridare informazioni, Noemi, la cantante ufficiale della manifestazione, ci intrattiene con i suoi successi e gli steward controllano sempre le nostre mosse. Ad un tratto la folla si spalanca e giunge dall’alto il Vate sorridente, ha in mano un panino alla frittata preparato da Daniela. Non ho panini, non mangio mai prima e durante la partita, lo stomaco si chiude e non vuole ingerire niente. Passano bicchieri birra bionda, pacchi di Cipster, panini al formaggio, sigarette accese e altre da preparare. Arriva il pullman del Milan ed iniziano i fischi, Monsieur Travin dichiara che i tifosi bianconeri sono più numerosi di quelli milanista, per suffragare matematicamente tale informazione ci sarebbe bisogno di Enzuccio e del suo fermo immagine. Scatto una foto a Furia, ha lo striscione alzato e un bicchiere di birra semivuoto pendolante dalle labbra. Un uomo vestito di scuro appare ai bordi del campo, ha le mani in tasca e guarda fisso in avanti, cercando di calpestare l’erbetta con passi lenti. Qualcuno lo riconosce e grida: “È Bonucci” e subito inizia il coro: “Uomo di merda!” seguito da bordate di fischi e “Vaffanculo!” Viene raggiunto dagli altri giocatori rossoneri, mentre Ringhio Gattuso saluta tutti coloro che si trovano sulla sua strada. L’atmosfera comincia a riscaldarsi e un boato scuote lo stadio: è arrivato il pullman della Juve, dal quale discende Max Allegri seguito da Don Peppino e da Fabio, l’Amico di Danilo. Il Vate mi comunica la formazione: al centro dell’attacco giocherà Manzotin (copyright Alessandro). La notizia viene confermata da Ndostaturo e successivamente da Monsieur Travin, nessun commento da Mister Maggico che secondo le direttive di sir Adrian Toomes, sta aspettando la Coppa a Milano in compagnia di Miss New York, Miss Brasile, Miss Guetemala, Miss Caracas, Miss Ucraina, Miss Polonia, Miss Girotondo, Miss Monte Rotondo, Miss Canottiera Bagnata, Miss Figline Valdarno, Miss Vacarizzo e…… Entrano in campo i giocatori della Juventus, capeggiati da GigiBuffon e Higuain appare scuro in volto, per l’esclusione dalla formazione titolare. davanti mi trovo un papà con un bambino biondo di circa otto anni, accanto un omone, maglietta bianconera, marchigiano che usa la bandierina bianconera, come cuscino sul sedile bagnato. La curva rossonera, dove è presente la moglie e il primo figlio di mio cugino, piacevole abitudine la loro, due dalla parte bianconera e due dalla parte rossonera, mostra una splendida coreografia: una faccia di Jocker e la scritta “All in”. La curva bianconera risponde in modo sobrio, mostrando un gigantesco scudetto, ripetendo all’infinito lo slogan “I Campioni dell’Italia siamo noi”. Noemi canta l’inno italiano e mi sembra che lei o il pubblico non vadano all’unisono. Poi il silenzio, quindi le due squadre scendono in campo dirette dal signor Damato. Non sono troppo nervoso, sono forte della previsione di Sir Adrian: “La coppa è già a Milano e la sta aspettando Mister Maggico in compagnia di Miss Brasile, Miss Caracas, Miss Zenobia, Miss Guetamala, Miss Ucraina, Miss Polonia, Miss Pollino, Miss Matrigiana. Miss Amba Alagi, Miss Zora, Monte Argentella, Miss Cutro, Mister/Miss Bangkok, Miss Maribor, Miss Bocale, Zi Maria, la bidella Carmela e……”  La partita inizia e si capisce subito che il Milan di Ringhio adotta il famoso modulo Nucia (dixit Il Macedone), tenendo il solo Cutrone davanti e mantenendo la squadra ancorata nella propria metà difensiva, anche se è la squadra meneghina a avere la prima occasione rete tramite un tiro del numero 63 rossonero, respinto in maniera egregia da GigiBuffon. É la prima volta che il numero uno bianconero gioca la finale della coppa nazionale, nelle precedenti occasioni l’aveva lasciato ai suoi sostituti, forse segno dell’addio imminente. La palla gira talvolta in maniera lenta, pochi pertugi si aprono nella difesa di Donnarumma e l’acrobazia di Omarino Dybala produce un tiro sbilenco. Si ha la sensazione che i bianconeri controllino il giuoco, cercando l’illuminazione giusta, il Vate mi fa notare l’ottima prova difensiva di Asamoah, abile a marcare  il pericoloso Suso.  Un colpo di testa di Manzotin (dixit Alessandro) impegna leggermente il nuovo portiere titolare degli azzurri e Douglas Costa viene costantemente raddoppiato nei suoi cambi di corsa. Il primo tempo termina con un fallo di Benatia su Calhanoglu non fischiato dal signor Damato, suscitando le proteste dei giocatori rossoneri, sedati dall’intervento di Ringhio. Da registrare anche un tiro di Bonaventura sugli sviluppi di un corner, vedo il pallone scorrere in diagonale fuori dalla porta di GigiBuffon. É quasi impossibile lasciare il mio posto e malgrado la voglia di bere qualcosa, non mi muovo e addento metà panino con la frittata, offertomi dal Vate. La tensione svanisce per quindici minuti e molti ci auguriamo l’entrata in campo di Higuain, lo striscione “Juve Sibari” sventola nella parte alta dello stadio e Furia continua ad agitare il suo striscione personale. Il fischio iniziale della ripresa mostra la squadra del Livornese più vogliosa di giocare e di pressare alto gli uomini di Gattuso, quasi intimorendoli nella costruzione del giuoco. Tiro di Omarino e il numero 99 rossonero spedisce in angolo, nuovo respinta e altro corner. Lo calcia Pjanic, irrompe di testa Benatia: rete. Juventus 1 Milan 0: ci abbracciamo felici e il Vate mi sussurra: “Lo sapevo, lo sapevo che avrebbe segnato, ho visto la giusta torsione del collo!” Il Vate è sempre più competente in ambito calcistico. Oh vorrei tanto che la partita fosse già finita, la Juve continua ad attaccare sulla fascia destra, scambio veloce tra Cuadrado e Douglas Costa, il pallone viene lanciato placidamente al limite dell’area, il brasiliano avanza di qualche passo evita l’intervento di Cutrone e calcia ad effetto, Donnarumma si tuffa a mani aperte e flaccide: rete! Juventus 2 Milan 0. Mi abbraccio con Mattia ed il Vate, Monsieur Travin lancia in aria la sciarpa della Finale di Roma 1996. Sdraiato sul divano della stanza, Mister Maggico si chiede il perché di quei continui schiamazzi vicino al suo appartamento, questi giovani come sono turbolenti! Tiro di Omarino ben deviato dal numero uno rossonero. Nuovo corner calciato sempre da Pjanic, Manzotin (copyright Alessandro) incoccia di testa, superando il piede proteso di Bonucci e il presunto erede di GigiBuffon, respinge piano, Benatia, nuovo Paolo Rossi, intercetta il pallone e rete. Juventus 3 Milan 0, sono trascorsi solo nove minuti. Mi abbraccio con persone che non vedrò forse mai più nella mia vita, ma il calcio è per questo simbolo di fratellanza. Non vedo l’ora che il signor Damato fischi per sancire la nostra vittoria, nek frattempo è entrato Kalinic e Montolivo lo seguirà poco dopo. Palo per il Milan, chissà cosa è successo, Monsieur Travin lo attribuisce a Barzaglione, dicendo che è un periodo strano per il numero 15 bianconero, ogni pallone che tocca male, è una chiara occasione da rete per gli avversari. Forse sarebbe ora di un rinnovamento radicale. La Juve gestisce il giuoco e il Livornese fa entrare anche Bernadeschi al posto di Douglas Costa. Calcio d’angolo per la Juve, lo batte ancora Pjanic e rete: autorete di Kalinic. Juventus 4 Milan 0. Apoteosi Juve nella Curva Sud e nei Distinti, la parte milanista dello stadio è semplicemente sconvolta, sugli schermi scorrono le immagini di tifosi dai volti similpietra. Dico a Massimo che ora aspettiamo solo la quinta rete del neo entrato Higuain, intanto piovono fischi ogni volta che Bonucci tocca il pallone. Qualche secondo dopo il 90° il signor Damato fischia la fine ed inizia la festa: i giocatori bianconeri guidati da Marchisio, al quale Allegri ha concesso la passerella in campo negli ultimi cinque minuti dell’incontro, vengono a saltare sotto la curva. Non manca lo shampoo per Allegri. Sul palco c’è la consegna della Coppa ricevuta dalle mani del presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, tutti saltano e dopo le foto di rito, portano nuovamente la coppa sotto la curva, avvolti nelle sciarpe del Brasile o della Colombia. La festa è totale, accompagnati dal coro dell’inno della squadra bianconera. Quando andiamo via portiamo le bandiere bianconere per ricordo, ne ho una anche per Michelinho e festeggiamo la quarta Coppa Italia consecutiva mangiando un panino pancetta e provola di Mario Pio e una Tennent’s ancora fresca. Monsieur Travin parla ancora del palo colpito da Barzaglione, uno dei cedibili e già presente sulla sua lista, consegnata da settimane a Don Peppino, insieme Sturaro, Rugani, Khedira, Barzagli e altri.

Arrivo a Castro alle 6,00, dopo aver salutato il presidente Pasquale dello Juve Fan Club Sibari, Pierluigi, Angelo, il Chimico, Zio Rocco e Dani allo svincolo di Frascineto, acquisto giornali alle 7,30. Mister Maggico dice di aver visto il Milan vincere, allora il Macedone gli risponde: “Mister Maggico in casa hai la macchina per programmare i sogni, dato che ti programmi in sogno le partite del Milan che le tue partite del sabato al calcetto dai Gemelli.”  Mister Maggico il re dei sogni. All’ora di pranzo rivedendo le immagini dell’incontro al computer, ho scoperto che il palo era stato colpito da Matuidi, potenza di un Monsieur!