Spalletti spalle al muro, peggio di Thiago Motta! Elkann deve intervenire

Spalletti spalle al muro, peggio di Thiago Motta! Elkann deve intervenireTuttoJuve.com
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di Fabio Moretti
Juventus, Spalletti spalle al muro: numeri peggiori di Thiago Motta, squadra senza idee. Elkann deve intervenire

La Juventus è arrivata a un punto estremamente delicato della stagione. La sconfitta per 2-0 contro il Genoa non rappresenta soltanto il terzo passo falso nelle prime nove giornate di campionato, ma evidenzia una crisi di gioco, personalità e risultati che coinvolge ormai tutta la struttura bianconera.

Luciano Spalletti è sotto pressione. La squadra appare fragile, incapace di sostenere il ritmo degli avversari e soprattutto priva di un'identità riconoscibile. Il successo del Genoa di Daniele De Rossi ha messo in evidenza tutti questi limiti, lasciando la Juventus a undici punti dalla vetta.

Ma c'è un dato che rende il quadro ancora più preoccupante: la media punti di Spalletti sulla panchina bianconera è inferiore a quella di Thiago Motta.

Spalletti, 1,78 punti a partita: il confronto con Motta e Tudor

I numeri riportati dopo la sconfitta di Marassi aprono una riflessione inevitabile.

Luciano Spalletti viaggia a una media di 1,78 punti per partita sulla panchina della Juventus. Un rendimento leggermente inferiore a quello registrato da Thiago Motta, fermatosi a 1,79, e soltanto di poco superiore a Igor Tudor, attestatosi a 1,76.

Differenze minime, naturalmente, che devono essere interpretate considerando le diverse condizioni nelle quali gli allenatori hanno lavorato.

Ma il dato resta significativo. La Juventus aveva affidato a Spalletti il compito di dare una svolta tecnica e mentale alla squadra. Dopo cinquanta panchine, però, i risultati non mostrano ancora un miglioramento convincente, come riporta Gazzetta.

Il problema non riguarda soltanto i punti conquistati. È soprattutto la mancanza di continuità a preoccupare.

De Rossi domina: il Genoa ha tutto quello che manca alla Juventus

La partita di Marassi rappresenta un confronto impietoso tra due squadre con atteggiamenti completamente differenti. Il Genoa entra in campo con aggressività, convinzione e un'organizzazione precisa.La Juventus, invece, appare lenta, disordinata e incapace di reagire alla pressione.

Baldanzi trova continuamente spazi tra le linee, Ehizibue mette in difficoltà Cambiaso, mentre Frendrup riesce a inserirsi senza incontrare un'opposizione adeguata.

Elkann e la società davanti a una scelta importante

La situazione impone una riflessione anche ai vertici bianconeri. John Elkann ha costruito con Luciano Spalletti un rapporto basato sulla fiducia e sulla stima professionale.Ma nel calcio la fiducia deve essere sostenuta dai risultati.La Juventus non può continuare a perdere terreno senza interrogarsi sulle cause profonde della crisi.Non significa necessariamente arrivare a un cambio immediato in panchina.Significa, però, pretendere risposte chiare.

La società deve capire se l'allenatore sia ancora nelle condizioni di rilanciare la squadra e se l'organico a disposizione possa sostenere il progetto tecnico. Gli infortuni rappresentano certamente un problema importante, ma non possono diventare una spiegazione sufficiente per ogni prestazione negativa.