Juve al via titubante
Il risultato conta fino a un certo punto, soprattutto l’8 agosto e a migliaia di chilometri dall’Italia. Quello che interessa maggiormente a Luciano Spalletti sono i segnali e, dopo il 2-1 subito contro l’Inter a Perth, il tecnico della Juventus ha individuato con chiarezza ciò che non gli è piaciuto, la prima sconfitta del precampionato interrompe una serie positiva iniziata con il pareggio contro il Basilea e proseguita con le vittorie su Standard Liegi, Nizza e Chelsea. Ma soprattutto cancella lo zero dalla casella dei gol subiti: prima dell’Inter, infatti, la Juventus non aveva ancora incassato reti durante l’estate. Più dei due gol, però, a Spalletti non è piaciuto l'atteggiamento iniziale della squadra.
La Juventus non riesce ad aggredire l’Inter
Il problema principale è emerso nella pressione, i bianconeri hanno faticato ad accorciare in maniera coordinata e l'Inter ha potuto sfruttare gli spazi concessi per comandare il gioco come riporta Gazzetta.
Spalletti non ha nascosto le difficoltà:
«Nella prima parte – ammette l’allenatore bianconero - non siamo mai riusciti ad agganciare la squadra avversaria quando siamo andati a pressare, siamo stati un po’ titubanti a uscire sul centrocampista e quindi l’Inter ha fatto meglio di noi. Nel secondo tempo siamo cresciuti e abbiamo fatto di più noi, però ormai c’erano delle differenze in campo dovute alle tante sostituzioni. Sul finale abbiamo mostrato qualcosa in più, avremmo anche potuto pareggiare. Ma in effetti nel primo tempo è mancato qualcosa per fronteggiare la loro esperienza». Una Juventus, dunque, troppo esitante. Ed è proprio quell'esitazione che Spalletti vuole eliminare prima dell'inizio delle partite ufficiali.
Spalletti indica l’Inter come modello di squadra
Il tecnico non considera la sconfitta un allarme, ma nemmeno qualcosa da archiviare semplicemente con la giustificazione del calcio estivo. L'obiettivo è trasformare il gruppo in una formazione capace di muoversi come un unico blocco, trovando distanze ed equilibri migliori. «Abbiamo calciatori forti che hanno un livello importante, ma c’è da vedere come riusciremo a trovare gli equilibri e diventare squadra, proprio come ha fatto vedere l’Inter nel primo tempo. Quello è il lavoro, un processo che dobbiamo compiere».
Parole che fotografano bene il momento juventino. La qualità individuale non manca, ma deve ancora essere inserita dentro un meccanismo collettivo efficace.
Kolo Muani entra e cambia l’attacco
Tra le indicazioni migliori della serata c'è stato l'esordio di Randal Kolo Muani. La condizione atletica è inevitabilmente ancora lontana da quella ideale, ma il francese ha immediatamente dato qualcosa che nella prima parte era mancato. Movimento, profondità, presenza dentro l'area e capacità di mettere sotto pressione i difensori avversari. Nel finale Kolo Muani è stato anche protagonista dell'azione che avrebbe potuto portare al pareggio juventino. Una prima apparizione che lascia intravedere quanto il francese possa diventare importante nel calcio di Spalletti.
Alajbegovic, personalità da diciottenne
Segnali ancora più sorprendenti sono arrivati da Kerim Alajbegovic. A soli 18 anni il bosniaco non ha mostrato particolare timore davanti all'Inter. Ha cercato il dribbling, si è preso responsabilità e soprattutto ha provato la conclusione quando ne ha avuto la possibilità. Un atteggiamento che Spalletti apprezza particolarmente.
Il tecnico ha promosso entrambi i nuovi arrivati:«Li valuto bene, anche perché prima di prenderli li ho studiati attentamente – ha detto il tecnico -. Alajbegovic è stato seguito a lungo da Massara, quindi sono tranquillo. È chiaro che devono raggiungere una certa condizione, forse è stata quasi una forzatura averli fatti giocare».
Spalletti non cerca una Juventus perfetta ad agosto. Cerca però progressi evidenti. Meno esitazioni, maggiore aggressività e soprattutto la capacità di diventare squadra. La sconfitta contro l'Inter ha mostrato quanto lavoro rimanga da fare, ma gli esordi di Kolo Muani e Alajbegovic hanno offerto anche due motivi importanti per guardare avanti.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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