Bocca (Repubblica): "Forse adesso Dybala avrà focalizzato meglio cosa significhi essere un perfetto soldato della Juve"
Il giornalista de La Repubblica, Fabrizio Bocca ha commentato la prova della Juventus in Coppa Italia sulle pagine del suo blog: "Alla Juve più del Genoa - considerata una pratica dovuta e scontata - interessava recuperare alla causa soprattutto Paulo Dybala. Il talento argentino ha attraversato un periodo di forte conflittualità col club e con la società, tanto da considerarsi il numero 1 e il migliore della Juventus, da pestare i piedi in più di un’occasione, da ritenersi indispensabile e insostituibile, da avere mire contrattuali da grandissima star, da cambiare procuratore, vedersi accusare di non fare vita d'atleta, da prendersi delle belle ramanzine da parte di Nedved e dello stesso allenatore, ipotizzare perfino un trasferimento al Psg o in Premier League.
Insomma si è rischiato che una grande storia dovesse essere interrotta troppo presto. Dopo un po’ di sana panchina, e un paio di partite a riflettere sui proprie comportamenti, come succede spesso in questi casi, Dybala è stato reinnestato nella Juventus come se si trattasse di una riserva. Praticamente è come se riavesse cominciato da capo e forse adesso avrà focalizzato meglio cosa significhi essere un perfetto soldato della Juve: obbedire e non fare troppe domande. Del resto alla Juventus il rapporto società-giocatore è univoco, non sottoponibile a compromesso, e dunque o si accetta il metodo Juventus in toto oppure l'unica soluzione possibile è la separazione. Vedi anche il caso di Bonucci, sembrava un rapporto indissolubile ed è finita con un divorzio clamoroso.
Il compito istituzionale della Juventus è quello di dimostrare sempre e comunque che il club è al di sopra di tutto e che nessuno può essere più importante della società e avere un ruolo superiore a quello che gli compete. Giusto, ma anche la Juve sa benissimo che soltanto potendo disporre dei migliori - nella lora totalità, non solo Higuain o Dybala, Buffon o Chiellini - può perseguire gli obbiettivi ambiziosi che si è prefissa (lo scudetto, la Champions, la Coppa Italia stessa). Insomma la vittoria ha un suo prezzo e qualche volta vale un compromesso. Agnelli e Allegri lo sanno benissimo".
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