Inchiesta escort, giocatori nei privè con champagne a 20 mila euro e tequila a 2400 euro
L'edizione odierna de "La Repubblica" fornisce nuovi particolari su quella che è stata ribattezzata "inchiesta escort", e che vede indagati i gestori di un'agenzia di eventi di Milano per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, oltre che di associazione a delinquere. Sarebbero almeno 70 i giocatori professionisti che avrebbero partecipato a queste serate, che, secondo i legali degli indagati, avrebbero portato soltanto al consumo di alcool, e non a prestazioni sessuali o all'uso di stupefacenti, come il famoso "palloncino" invisibile al controllo antidoping.
Nei privè, i calciatori, nessuno dei quali risulta essee indagato, avrebbero consumato bottiglie di champagne da 20 mila euro, e di tequila da 2.400 euro, cosa che andrebbe a giustificare i costi altissimi delle cene, costi che sarebbero emersi da intercettazioni a carico di 3 giocatori di Torino, Sassuolo e Verona, facendo pensare gli inquirenti alla prostituzione. Nulla di tutto ciò per gli avvocati degli indagati: le ragazze presenti a questi eventi non si sarebbero mai prostituite, e l'agenzia non sarebbe stata creata ad hoc per coprire lo sfruttamento della prostituzione. Vedremo cosa ne penseranno i giudici.
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