ESCLUSIVA TJ - Gianfranco Zigoni: "Juve favorita ma il centrocampo della Roma è migliore. Dybala più simile al mio maestro Sivori. Gol di Turone? Io ricordo quello di De Paoli"
"Chiedermi di Juve e Roma è sempre difficile: Roma core de sta città, ma non dimentico degli otto anni passati in bianconero". Risponde in maniera sincera Gianfranco Zigoni, doppio ex della sfida, che ai microfoni di TuttoJuve analizza Juve-Roma con un accenno iniziale ad Omar Sivori: "Non dava molta confidenza, ma da Omar ho imparato davvero tante cose. Se ero bravo nel difender la palla, il merito è anche suo. Per me è stato un maestro".
Tornando a Juve-Roma, quale è la tua opinione in merito?
"E' sempre una partita storica, spero sia una sfida onesta anche sotto il punto di vista del Var. La Juve è favorita per la vittoria, soprattutto per il Dybala che si è ritrovato ma non è vero che lo ha fatto".
In che senso? Dybala non si è ritrovato dopo un periodo di appannamento?
"Sono tutte sciocchezze queste, perchè il numero 10 bianconero non è mica Dio che può sempre far gol. Ci sono dei momenti in cui non va bene nulla e questo l'ho provato anche io sulla mia pelle, tutti parlavano di un Dybala giù di tono ma non me ne sono mai accorto. Col Genoa ha fatto un gol fantastico, un sinistro meraviglioso".
Dicono che Dybala assomigli a Messi, ma la sensazione è che sia più Sivori...
"Sono completamente d'accordo, ma Sivori era più spietato di Dybala anche se il bianconero è più veloce e ha una velocità di esecuzione maggiore. Ma se Omar avesse avuto la velocità di Paulo, si salvi chi può (ride ndr). Forse non tutti lo sanno, ma gli avversari passavano una settimana a studiarlo; aveva quella cattiveria e quella furbizia che Paulo sembra non avere. Ma è ancora giovane quest'ultimo, ha 24 anni e gioca in un calcio diverso".
Sarà più la partita delle punte, come Higuain e Dzeko?
"Quando criticavano Higuain mi veniva da ridere, perchè ogni giocatore del mondo ha dei cali. Mesi fa hanno fischiato Cristiano Ronaldo perchè non segnava, ma siamo impazziti? Io non ho mai visto una loro crisi, ma francamente penso sia più la partita di Dybala. Sempre se gioca (sorride ndr), dipendesse da me giocherebbe sempre. Dipenderà tutto da Allegri, è uno dei migliori allenatori perchè è preparato e molto bravo. E' ridicolo che a Torino non venga apprezzato del tutto".
Che Roma vedremo a Torino?
"Non credo sarà tutta in attacco, ma la Roma ha la sua filosofia e giocherà per vincere. E il centrocampo non è mica male, il centrocampo è superiore a quello della Juve perchè ha giocatori come Nainggolan, Strootman e Pellegrini che è poco pubblicizzato. In una partita del genere io farei giocare sempre Perotti, perchè mi ricorda il giocatore dei miei tempi che puntava l'uomo e lo saltava".
Un parere su Szczesny: è davvero l'erede di Buffon?
"A volte ho l'impressione che Szczesny non sia reattivo, ma nelle uscite è un ottimo portiere. A Bologna sono rimasto impressionato quando ha bloccato e tenuto un pallone che arrivava forte dal limite dell'area. Pensavo che mollasse la palla, invece l'ha trattenuta e ho pensato che fosse davvero bravo. Mi ha dato molta fiducia come portiere, ha esperienza perchè giocava nell'Arsenal che non è una squadretta. Buffon è Buffon, ma la Juve penso stia tranquilla. Becker? Sì anche lui è molto forte. Ma rido perchè ultimamente parlo bene dei calciatori e dopo vanno male, quindi ho paura facciano una sciocchezza (ride ndr)".
Si parla ancora del gol di Turone nonostante l'allora moviolista dell'epoca, Carlo Sassi, abbia dichiarato che la marcatura non fosse valida. Perchè, secondo te, succede ancora questo?
"A me vien da ridere, ma questo tiene vivo il gioco del calcio. A Milano ricordano ancora a distanza di cinque anni del gol di Muntari, era dentro di 30-40 cm in maniera netta ma è strano che la Juve non vada indietro nel tempo e non parli di episodi analoghi. Perchè? Io, ai miei tempi, vidi un pallone andar dentro di metri e successe la stessa cosa che abbiamo visto a San Siro. Era la stagione 1966-1967, la partita era Lazio-Juventus e l'arbitro dell'epoca, l'indimenticato De Marchi di Pordenone, non assegnò quella marcatura di De Paoli. Grazie a Dio poi riuscimmo a vincere il campionato di un punto, ma fu clamoroso. Qualche mese dopo incontrai il fischietto che era di Pordenone e mi disse che non vide quella palla andar dentro, addirittura mi raccontò che c'era anche suo padre allo stadio e sulla sua buona fede non ho dubbi. Può succedere".
Si ringrazia Gianfranco Zigoni per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista
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